L’uomo che fissa le capre di Grant Heslov ( dvd e b-ray )

aprile 9, 2010 at 7:11 PM Lascia un commento

Bob Wilton è un giornalista pavido e impacciato, abbandonato dalla moglie e a caccia dello scoop della vita. Inviato di guerra in Iraq nel tentativo disperato e maldestro di attirare l’attenzione della fedifraga consorte, Wilton incontra lo stralunato Lyn Cassady, soldato Jedi e monaco guerriero appartenente alla New Earth Army, un’unità sperimentale dell’esercito americano che vuole “combattere” le guerre col flower power. In grado di attraversare i muri e di fermare con lo sguardo il cuore di una capra, abili nel leggere nel pensiero del nemico e nel dissolvere le nuvole nel cielo, l’esercito hippy, fondato dallo stupefacente Bill Django, accoglie tra le sue fila il giornalista, iniziandolo al lato nobile della Forza. Tra rapimenti, vagheggiamenti e dosi massicce di LSD, Bob Wilton scriverà il suo articolo e ristabilirà l’equilibrio nella Forza.
Ispirato (forse) a un’incredibile storia vera e trasposto (innegabilmente) dal libro di Jon Ronson, L’uomo che fissa le capre è una commedia demenziale, nera e dissacrante verso quei monumenti intoccabili dell’autorità trattata spesso con reverenza (America’s Army). La scrittura efficace di Grant Heslov, sceneggiatore di Good night and good luck e osservatore lucido dei costumi americani, si fa immagine demitizzante nel suo film d’esordio. Anche questa volta i tempi sono giusti e le intenzioni incoraggianti.
Il sapore del cinema americano d’impegno è ribadito dalle pagine e dallo sguardo del regista-sceneggiatore, che tratta con acuto cinismo argomenti serissimi e assesta una tipica vicenda da film di guerra dietro il filtro di una comicità irresistibilmente illogica. Pienamente a proprio agio nelle situazioni comiche, Heslov realizza col sorriso e attraverso una storia “realmente accaduta” un quadro molto critico della politica americana, popolata, ieri come oggi, da individui perfettamente amorali.
Abile nel sondare le ambiguità dell’esercito e i retroterra inquieti della scena militare, L’uomo che fissa le capre dà corpo a soldati (super)eroi e a una società divisa tra paura e patriottismo, guerre coloniali e senso civile, responsabilità e vendette. Come l’ufficiale “illuminato” di Jeff Bridges, che è stato in Vietnam da ragazzo e che non vuole assistere a un nuovo massacro, che ha lottato in quella guerra con le pallottole e che adesso vuole combattere con fiori, parole e gocce di LSD sciolte nel rancio.
L’uomo che fissa le capre disinnesca la serietà della guerra e dei suoi “corpi speciali” attraverso dialoghi sagaci e l’intensità burlesca dei suoi attori, George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges e Kevin Spacey, tutti perfettamente in parte.
Un film che produce il piacere assoluto della visione, pieno zeppo di trovate eccellenti: parodie, new age, giochi linguistici, citazioni, filosofia “star wars”, che dimostrano una volta ancora che il cinema può essere più esplosivo della polvere da sparo.

Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)

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