Archive for marzo, 2014

LISTA VINILI RECORD STORE DAY 2014

AVVISO IMPORTANTE:

LE PRENOTAZIONI POSSONO ESSERE EFFETTUATE SOLAMENTE IN NEGOZIO ED ENTRO SABATO 29 MARZO.

INFO: 0523-33 71 57

140114-record-store-day-2014

Artist         Title

ABBA         7-PD-WATERLOO

AC/DC        BALLBREAKER

AC/DC        STIFF UPPER LIP

ALBARN, DAMON        7-HOLLOW PONDS/LONELY..

AMMONS, ALBERT     BOOGIE WOOGIE STOMP

ANATHEMA        PD-UNTOUCHABLE EP

AT THE GATES/DECAPITATED    7-PD-CAPTOR OF..

BADE         7-HIDE NO MORE

BALAKE, AMADOU      BAR KONON.. -DELUXE-

BASKERVILLE   DISCO BISCUITS

BAT FOR LASHES       7-GARDEN’S HEART

BEACH BOYS     SURFIN’ SAFARI-LP+7″/LTD-

BLACK       SWEETEST SMILE -10″-

BLACK LIPS       7-FUNNY

BOLAN, MARC    7-AT THE BBC – ELECTRIC..

BOMBAY BICYCLE CLUB     7-TO THE BONE/REIGN DOWN

BOWIE, DAVID    7-PD-ROCK ‘N ROLL SUICIDE

BROKEN BELLSHOLDING ON FOR LIFE

BUGG, JAKE      LIVE AT SILVER PLATTERS..

BUILT TO SPILL         ULTIMATE ALTERNATIVE..

CARCASS/CEREBRAL BORE         7-PD-I TOLD YOU..

CASH, JOHNNYWITH HIS HOT AND BLUE..

CHAPMAN, MICHAEL  PLAYING GUITAR THE EASY..

CHAPMAN, MICHAEL  PLAYING GUITAR THE EASY..

CHEF’S SPECIAL        7-DAY IS DONE

CHROMEOEZRA’S INTERLUDE/OVER..

CIRCA WAVES    7-STUCK IN MY TEETH

CIVIL WARS       LIVE AT EDDIE’S ATTIC

COOKE, SAM      AIN’T THAT GOOD NEWS

CREEDENCE CLEARWATER REVI         69′ SINGLES -10″-

CULTS       UPSTAIRS AT UNITED VOL.10

DEEP PURPLE   7-MADE IN JAPAN

DEEP PURPLE   SHADES OF PURPLE

DISCLOSURE     APOLLO

DOORS      WEIRD SCENES INSIDE THE..

DORS, DIANA     7-SO LITTLE TIME/IT’S..

DRESDEN DOLLS        DRESDEN DOLLS

DYLAN, BOB       BOB DYLAN -LP+7″/LTD-

EARLE, STEVE  TOWNES: THE BASIC

ECHO & THE BUNNYMEN   OCEAN RAIN -HQ-

ELBOW      7-CHARGE

ERIC B & RAKIM         7-PAID IN FULL

EVERLY BROTHERS   ROOTS

EVIL SUPERSTARS    GALAXIAN REGRESSION -LTD-

EZRA, GEORGE  7-CASSY O’ -EP-

FAITHFULL, MARIANNE      7-SISTER MORPHINE/SOMETH

FLEETWOOD MAC      7-DRAGONFLY/PURPLE DANCER

GLASPER, ROBERT    PORTER CHOPS GLASPER 10″

GOBLIN     7-PROFONDO ROSSO/DEATH..

GRATEFUL DEAD        LIVE AT THE COLISEUM -HQ-

GREEN DAY        DEMOLICIOUS

GREEN DAY        DEMOLICIOUS

GREEN DAY        DEMOLICIOUS

HATHAWAY, DONNY   LIVE AT THE BITTER END

HAWLEY, RICHARD     7-GOING DOWN

HENDRIX, JIMI   LIVE AT MONTEREY

HUSKER DU       CANDY APPLE GREY

HYNDE, CHRISSIE      7-DARK SUNGLASSES

ICE-T         GREATEST HITS

IDLE RACE         BIRTHDAY PARTY

JAY-Z & LINKIN PARK         COLLISION COURSE -LP+DVD-

JB’S  FOOD FOR THOUGHT -LP+7″-

JENNINGS, WAYLON/SANFORD   7-AUDIO RECORDERS..

JONES, GLORIA7-TAINTED LOVE/COME GO..

JONES, GRACE  ME! I DISCONNECT FROM YOU

JOY DIVISION    AN IDEAL FOR LIVING -EP-

JULY         JULY

KALINICH, STEPHEN JOHN         A WORLD OF PEACE MUST..

KENSINGTON    7-STREETS -LTD-

KING CATS         DOWN IN CALIFORNIA

KINGS OF LEON          7-WAIT FOR ME

KODALINE7-COMING UP

KROKODIL          7-SHATTER/DEAD MAN’S PATH

LAMONTAGNE, RAY   7-SUPERNOVA/PICK UP A GUN

LANE, RONNIE & SLIM CHANC    7-OOH LA LA/ANNIVESARY

LCD SOUNDSYSTEM  LONG GOODBYE: LIVE AT..

LEWIS, MEADE LUX   MELANCHOLY

LONDON GRAMMAR   HEY NOW -10″-

LOTTERMAN, MARK & JIM WHI  7-CRAP

MANCINI, HENRY        PINK PANTHER

MARILLION        PD-YOU’RE GONE

MARTYN, JOHN7-MAY YOU NEVER ’71/MAY..

MASTODON        LIVE AT BRIXTON -LP+DVD-

METRONOMY     LOVE LETTERS -REMIX-

MINOGUE, KYLIE        7-GOLDEN BOY

MIZELL, HANK   7-JUNGLE ROCK

MORRICONE, ENNIO   IL BUONO, IL BRUTTO E..

MOTORHEAD     PD-AFTERSHOCK

NIRVANA   7-PENNYROYAL TEA

NOTORIOUS B.I.G.      LIFE AFTER DEATH

OBERST, CONOR        7-HUNDREDS OF WAYS/FAST..

OFF!7-LEARN TO OBEY

ONE DIRECTION         7-MIDNIGHT MEMORIES

OPETH      WATERSHED

OST  PD-LAST HOUSE ON THE LEFT

OST  MUPPET MOVIE

OZRIC TENTACLES    SPLOOSH !

PAGANS    WHAT’S THIS SHIT?..

PANTERA/POISON IDEA      7-BADGE

PARAMORE        AIN’T IT FUN

PARKER, RAY -JR.-     GHOSTBUSTERS

PARSONS, GRAM        ALTERNATE TAKES FROM GP..

PAZ, EILON        DUST & GROOVES -..

POEL, BEATRICE VAN DERHEELHUIDS

POGUES    POGUES WITH JOE..

PORTER, GREGORY    7-GREGORY PORTER -REMIX-

PUBLIC IMAGE LIMITED     DEATH DISCO

R.E.M.        UNPLUGGED

RAMMSTEIN      PUSSY/MEIN TEIL

RAMONESMELTDOWN WITH THE.. -10″-

RED TEMPLE SPIRITS         DANCING TO.. -LTD-

RED TEMPLE SPIRITS         IF TOMORROW I.. -LTD-

REDDING, OTIS  PAIN IN MY HEART

RICO A.R.T.        7-NAAKTSLAK/OOIT

RIVAL SONS       7-ELECTRIC MAN/BELLE STAR

ROBBING MILLIONS   AGES & SUN -LP+CD-

ROLLING STONES      7-GOT LIVE IF YOU.. -EP-

ROLLING STONES      7-ROLLING STONES EP -EP-

RSD ARTIEST TBA      7-MYSTERY SIDE BY SIDE

RUSH, BOBBY    UPSTAIRS AT UNITED VOL.11

SCHARPLING & WURSTERROCK, ROT & RULE

SERRIES, DIRK  MICROPHONICS -REMIX-

SEX PISTOLS    7-NEVER MIND THE BOLLOCKS

SIMONE, NINA   7-MY BABY JUST CARES..

SITAL SINGH, LUKE   7-GREATEST LOVERS

SKRILLEXRECESS

SLIPKNOTVOL. 3: SUBLIMINAL VERSES

SOUNDGARDENSUPERUNKNOWN -10″-

SPECIALS7-SOCK IT TO ‘M JB/RAT..

SPECTOR, RONNIE     7-SAY GOODBYE TO..

SPEKTOR, REGINA     7-YOU’VE GOT TIME

SPRINGSTEEN, BRUCE       AMERICAN BEAUTY

STATUS QUO     TOKYO QUO -LTD-

STRANGLERS    7-PEACHES

STRYPES  7-4 TRACK MIND -EP-

SUEDE       BLOODSPORTS

SUN RA     OUTER SPACEWAYS..

TAME IMPALA   LIVE EP

TAYLOR, ROGER         FUN ON EARTH -LTD-

TEMPERANCE MOVEMENT7-UP IN THE SKY/TENDER

THE THE   GIANT

TREATMENT/RECKLESS LOVE   OUTLAW/DIE HARD

ULVER       PD-MESSE I.X.-X.I.

USE OF ASHES  ICE

V/A    7-JAM UP TWIST

V/A    7-TAANG! RECORDS

V/A    BEACH DIGGIN’ VOL.2

V/A    7-FLYING SAUCERS ROCK N..

V/A    SUN RECORDS CURATED BY..

V/A    MASTERS OF MISERY

VOLBEAT  DOC HOLIDAY

WELLER, PAUL  7-BRAND NEW TOYS

WILD FEATHERS        7-GOT IT WRONG

ZAPPA, FRANK  7-DON’T EAT THE.. -LTD-

 

 

 

 

marzo 26, 2014 at 1:55 pm 1 commento

NON BUTTIAMOCI GIU’ -Pascal Chaumeil-

NON BUTTI

“Non buttiamoci giù” è la nuova trasposizione cinematografica
dell’omonimo libro di Nick Hornby, autore sensibile ed ironico, il cui
stile ben si presta agli adattamenti sul grande schermo. La trama
prende spunto da quattro personaggi che, vittime di rovesci di
fortuna, avverse circostanze, o semplicemente di se stessi, sono
decisi a suicidarsi, gettandosi dalla cima di un grattacielo nella
notte di Capodanno. L’incontro fortuito e surreale porterà il
quartetto, apparentemente male assortito, in nuove direzioni, creando
le basi di un rapporto che cambierà positivamente le vite dei
protagonisti. Purtroppo il regista Pascal Chaumeil dirige con una
regia abbastanza incolore un bel cast di attori, capeggiato
dall’ottimo Martin / Pierce Brosnan, affiancato da una dolente Maureen
/ Toni Collette, e dagli ottimi Jess / Imogen Poots e J.J. / Aaron
Paul. Nel libro la drammaticità delle storie di dolore e sconfitta dei
protagonisti veniva stemperata dalla leggerezza e dal brillante
cinismo di dialoghi e situazioni, in un equilibrio delicato che il
film non mantiene, lasciandosi prendere la mano dalla facile
commozione e da un insidioso buonismo. Si sorride, a volte ci si
commuove, si riflette di fronte ad alcune belle intuizioni riprese dal
libro (il suicidio vissuto come sensazione anziché come proposito), ma
alla fine si ha la sensazione di un’occasione in gran parte sprecata.

Stefania De Zorzi

marzo 24, 2014 at 6:00 pm Lascia un commento

LA VITA DI ADELE -Abdellatif Kechiche-

LA VITA DI ADELE

Il regista tunisino racconta una stagione d’amore dolorosa, senza psicologismi e con una carnalità priva di morbosità.

Adèle ha quindici anni e un appetito insaziabile di cibo e di vita. Leggendo della Marianna di Marivaux si invaghisce di Thomas, a cui si concede senza mai accendersi davvero. A innamorarla è invece una ragazza dai capelli blu incontrata per caso e ritrovata in un locale gay, dove si è recata con l’amico di sempre. Un cocktail e una panchina condivisa avviano una storia d’amore appassionata e travolgente che matura Adèle, conducendola fuori dall’adolescenza e verso l’insegnamento. Perché Adèle, che alle ostriche preferisce gli spaghetti, vuole formare gli adulti di domani, restituendo ai suoi bambini tutto il bello imparato dietro ai banchi e nella vita. Nella vita con Emma, che studia alle Belle Arti e la dipinge nuda dopo averla amata per ore. Traghettata da quel sentimento impetuoso, Adèle diventa donna imparando molto presto che la vita non è sempre un (bel) romanzo.
Ancora una volta Abdellatif Kechiche guarda a Pierre de Marivaux, maître dei sentimenti nella società francese del diciottesimo secolo, spiando il cuore della ‘petites gens’ dove si nasconde l’amore. L’amore che il suo cinema come la letteratura dello scrittore fa uscire allo scoperto, segnato da un movimento della parola e da una naturalezza di espressione che incanta. Sul romanzo “La Vie de Marianne” apre La vie d’Adèle, storia d’amore e di formazione di un’adolescente che concede alla macchina da presa ogni dettaglio e ogni sfumatura di sé. Eludendo il compiacimento dell’esibizione, il regista tunisino racconta una stagione d’amore dolorosa e irripetibile, senza psicologismi e con una carnalità priva di morbosità. Al centro del film due giovani donne che leggono la realtà con gli occhi del desiderio, il loro, che esplode sullo schermo accordando i capitoli della loro esistenza. L’abilità dell’autore a dirigere gli attori, già osservata nei lavori precedenti (La schivataCous cous,Venere Nera), produce periodi di pura bellezza come in occasione della lunghissima scena dell’amplesso, delle cene di presentazione e delle letture scolastiche. Con un movimento dall’esterno verso l’interno, Kechiche realizza un film che quanto più si distende nel tempo (quello diegetico e quello effettuale), tanto più si stringe nello spazio di una camera, di un’aula, di una cucina, placandosi nel ritmo e dentro un’appassionata ricerca di interiorità. La galleria di reincarnazioni dell’eterno femminino dopo la danzatrice del ventre di Cous cous e la ‘schiava assoluta’ di Venere Nera si arricchisce di un’altra figura, questa volta divorata dall’eros, spregiudicata, libera e bellissima. Adèle Exarchopoulos è l’Adèle del titolo, colta nell’incandescenza di un sentimento fervidissimo e totalizzante per Emma e congedata con una raggiunta consapevolezza. Dentro un abito blu, ‘preso in prestito’ dalla bande dessinée di Julie Maroh (“Le Bleu est une couleur chaude”), la protagonista comprenderà di poter sopravvivere agli amori che non possiamo trattenere, preferendo le lacrime (tante lacrime) e lo struggente languore all’innaturale rimozione. E la bellezza di La vita di Adele nasce proprio nei momenti di frattura, chiavi per aprire il futuro alla protagonista rimasta sola col suo sentimento infelice. Come nei romanzi, tutti francesi, che divora da studentessa e poi da insegnante, Adèle si cerca nel fondo del proprio amore, sopportando una solitudine che ha imparato a curare. Alla maniera di Antoine Doinel, la protagonista di Kechiche è iniziata alla vita adulta nel tempo di due capitoli, che la formano e la rimandano a una nuova avventura esistenziale, dopo averne determinato il sé sociale ed emotivo con tenace aspirazione. ‘Ricomposto’ il corpo freak di Saartjie Baartman, su cui si fissava il potenziale oppressivo dello sguardo, il regista ‘assedia’ quello vitalistico di Adèle, a cui corrisponde quello impressionista e languido di Léa Seydoux, magnifica ossessione che la introduce alla ‘belle arti’, all’arte amatoria e alla celebrazione dell’energia del corpo.

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Marzia Gandolfi    http://www.mymovies.it/

marzo 18, 2014 at 10:40 am Lascia un commento

LEI (HER) -di Spike Jonze-

HER

In un futuro imprecisato, ma molto prossimo, troviamo Theodore che di lavoro fa lo scrittore di lettere d’amore su commissione per altri.

Da poco terminato un tormentato matrimonio, partito bene ma concluso nel peggiore dei modi, cerca di porre rimedio alla sua misantropia e solitudine acquistano un sistema informatico di ultima generazione capace di sostituire in quasi tutto una persona reale.

Un programma che una volta installato su computer riesce a instaurare con il proprio utente un rapporto sempre più profondo, simbiotico, passionale capace forse con il passare del tempo di tramutarsi in amore vero.

 

Questa opera del geniale Spike Jonze vincitore dell’oscar per la migliore sceneggiatura originale, un premio più che meritato per questo gioiellino che tratta numerose tematiche andando oltre a quello che l’incipit della storia potrebbe fare presagire, il regista non si sofferma solo a raccontarci la storia di uno sfigato ma dolcissimo nerd che s’innamora della voce di Scarlett Johansson (doppiata in maniera personalissima e per nulla irritante da Michaela Ramazzotti) ma affronta anche il tormento di uomo che non vuole accettare di dovere chiudere un matrimonio.

Il ruolo delle tecnologie sempre più avanzate che ormai hanno “minato” in maniera quasi irreversibile i veri contatti umani, i rapporti d’amicizia, la solitudine, la misantropia e l’imprevedibilità’ della nascita di un nuovo sentimento (anche se scomodo) con tutte le problematiche che volenti o nolenti prima o poi bisogna affrontare una volta emerse.

Un film delicato ed intensissimo che ha nella fotografia e nell’ interpretazione di Joaquin Phoenix (artista che non delude mai) un punto di forza robustissimo dove il suo Theodore e’ capace di trasmettere allo spettatore ogni minima sensazione che questo nuovo rapporto lo porta a vivere.

Con lui guardiamo divertiti la nascita di questa simpatico e strampalato rapporto che con il passare del tempo diventa sempre più profondo, viviamo la frustrazione quando i flashback del suo recente passato da sposato riaffiorano durante le sue giornate passate davanti ad un computer, come prosegue il dolcissimo rapporto di amicizia con Amy (una  Amy Adams acqua e sapone) viviamo l’evolversi della relazione e l’incapacità’ di relazionarsi con donne “reali”, lo stanco concludersi del rapporto con Samantha (questo sistema operativo) che diviene il fulcro che permette a Theodore di tirare le somme sulla sua vita fino a quel giorno in cui tutto e’ cambiato ancora una volta.

Non volendo “spoilerare” più di tanto forse la “Her” del titolo originale potrebbe essere riferito alla persona che si trova suo malgrado in dovere di affrontare la fine di un legame, una persona che non lo abbandona mai, in questo percorso, che trova in lui conforto, anche solo standogli vicino con un tenero gesto.

Fabrizio Milani fabri

marzo 17, 2014 at 11:26 am Lascia un commento

SNOWPIERCER -Bong Joon-ho-

snowpiercer_poster_1

Il coreano Bong Joon-ho dirige con estro visionario “Snowpiercer”,
storia affascinante di un’umanità superstite rinchiusa in un lungo
treno, che viaggia all’infinito attraverso la Terra completamente
sepolta dai ghiacci del prossimo futuro. Sul treno si perpetuano e si
estremizzano meccanismi di rigida divisione fra le classi, in una
società basata sulla feroce dittatura militare dell’invisibile
Wilford. Il primo tempo è pervaso da un opprimente senso di
claustrofobia, le inquadrature strette e buie mentre i derelitti in
coda al treno organizzano la loro rivolta. Lo scatenarsi della
ribellione è un’esplosione di violenza catartica: la macchina da presa
riprende talentuosamente la sanguinosa risalita lungo i corridoi dei
protagonisti, impegnati a superare come in un videogioco un
vagone/livello dopo l’altro. Estetica da fumetto post-apocalittico (il
culmine è la scena dei boia), riflessioni pseudo-filosofiche
sull’ordine delle cose, violenza, morte e mutilazioni, ed infine
desiderio di libertà e di rinascita riescono ad amalgamarsi con una
potenza visiva che ricorda, nei momenti migliori, il “Brazil” di Terry
Gilliam. Il cast è dominato dal cupo Chris Evans / Curtis, che
capeggia una squadra di eccellenti comprimari, da Jamie Bell a John
Hurt: il regista è coreano, e quindi bisogna fare attenzione a non
affezionarsi troppo a personaggi simpatici o coraggiosi, perché
possono rimanere vittime del fato in modo cruento ed improvviso quanto
i malvagi. Unica pecca, oltre a qualche leggera caduta di ritmo nel
finale, l’incontro fra Evans e Wilford/Ed Harris, con dialoghi
piuttosto scontati ed ingenui. Comunque un ottimo film, anche per i
non appassionati del genere.

Stefania De Zorzi

marzo 14, 2014 at 7:11 pm Lascia un commento

I DISCHI PIU’ VENDUTI AD ALPHAVILLE IN FEBBRAIO

1 DAVID CROSBY     -CROZ-

CROZ

2 BRUCE SPRINGSTEEN     -HIGH HOPES-

HIGH HOPE

 

3 MOGWAI     -RAVE TAPES-

MOGWAI

 

4 BECK     -MORNING PHASE-

BECK 2

 

5 WILLIAM FITZSIMMONS     -LIONS-

william-fitzsimmons-lions-vinyl

 

marzo 12, 2014 at 11:14 am Lascia un commento

I DVD PIU’ VENDUTI AD ALPHAVILLE IN FEBBRAIO

1 UNA FRAGILE ARMONIA      -YARON ZILBERMAN-

  FRAG ARM

2 LA GRANDE BELLEZZA       -PAOLO SORRENTINO-

La-grande-bellezza-locandina1

 

3 SIN NOMBRE     -CARY FUKUNAGA-

   sin-nombre-cartel

 

4 PRISONERS        -DENIS VILLENEUVE-

prisoners-teaser-poster-orizzontale-usa

 

5 GRAVITY       -ALFONSO CUARON-

grav 2

marzo 12, 2014 at 10:59 am Lascia un commento

I FIORI DELLA GUERRA -Yimou Zhang-

fiori della guerra

Vi sono guerre, avvenute in un passato non troppo remoto, che non ci
hanno coinvolto neppure indirettamente, e che quindi ci restano in
gran parte sconosciute.

Fra queste il conflitto fra Cina e Giappone
iniziato nel 1937, che vede il suo culmine nel massacro di Nanchino,
nel dicembre dello stesso anno. Zhang Yimou affronta le atrocità
perpetrate dai giapponesi nel corso di quel periodo, raccontando la
storia di un becchino, John Miller / Christian Bale, che, costretto
dalle circostanze, si traveste da sacerdote cattolico, prendendosi
cura delle allieve superstiti di un convento con annessa cattedrale,
in cui hanno trovato rifugio fortuito anche delle belle prostitute.

Da questo microcosmo il regista si cimenta nel difficile compito di
mostrarci l’indicibile: il tentato stupro delle ragazzine da parte dei
soldati giapponesi è scioccante, visivamente potentissimo, ed è solo
l’inizio.

Riusciamo ad assistere a ciò che segue perché Yimou stempera
l’efferatezza con la poesia, contrappone alla brutalità la delicatezza
del sentimento e l’eroismo, mentre i personaggi evolvono tutti, nel
bene e nel male, andando incontro al loro destino. Talvolta il lirismo
e la commozione rischiano di diventare eccessivi, ma sono peccati
veniali, e il film, girato con eleganza, forza espressiva, e ben
interpretato (oltre a Bale è bellissima e straordinaria la prostituta
Yu Mo/Ni Ni) merita senz’altro la visione.

Riprovevole la decisione da
parte dei distributori di non farlo uscire nelle sale
cinematografiche, forse per il timore della reazione del pubblico di
fronte a certe scene e situazioni.

Stefania De Zorzi

marzo 10, 2014 at 7:25 pm Lascia un commento

UNA DONNA PER AMICA -Giovanni Veronesi-

una-delle-locandine-di-una-donna-per-amica

Può una donna bella, sexy e disinibita essere la migliore amica di un
uomo? Questo il soggetto dell’ultima commedia di Giovanni Veronesi,
“Una Donna per Amica”, interpretata con grazia da Laetitia Casta e
Fabio de Luigi, ambientata in una Puglia luminosa e fiabesca, che già
aveva stregato Ozpetek in “Le Mine Vaganti”. Veronesi affronta con
delicatezza la risposta all’eterno quesito sulla possibilità
dell’amicizia uomo-donna, mostrando il fascino ludico del rapporto fra
i due protagonisti, la soave leggerezza dei giochi che li unisce,
lasciando l’erotismo in sospeso fra uno scherzo ed un abbraccio. Il
magico equilibrio non è destinato a durare, ed è soprattutto questa
consapevolezza, più che gli inevitabili fallimenti amorosi che
dovranno affrontare, a cambiare definitivamente le  vite dei
personaggi. Veronesi dirige un film divertente, che riesce per buona
parte del tempo a non scadere nel banale o nella macchietta
folcloristica, e in cui anche le figure di contorno (la geniale e
preveggente sorella tossica Anna/Valeria Solarino, e la fidanzata
affettuosa e intransigente Lia/ Valentina Lodovini, sopra gli altri)
hanno una loro dignità. Peccato per il finale, velato di una dolce
malinconia nella scena dell’areoporto, e poi ribaltato in una gag
buffa ma un po’ appiccicata appena prima dei titoli di coda.

Stefania De Zorzi

marzo 5, 2014 at 10:28 am Lascia un commento

PRISONERS -Denis Villeneuve-

 

PRISONER

Una grigia e perennemente uggiosa Pennsylvania e’ teatro della vicenda raccontata in “Prisoners” primo film in lingua inglese di Denis Villeneuve, talentuoso regista canadese autore del precedente “La donna che canta  “ già capace di strappare una nomination all’Oscar come “miglior film straniero” nel 2011.

Come protagonista troviamo Keller Dover (Hugh Jackman) marito, padre fortemente credente che si troverà’ a dovere intraprendere una corsa contro il tempo per ritrovare la sua giovanissima figlia scomparsa misteriosamente nel nulla,insieme all’amichetta del cuore, forse rapita da un misterioso camper avvistato poche ore prima nei paraggi della loro abitazione durante i preparativi del giorno del Ringraziamento.

Viene incaricato del caso il detective Loki (Jake Gillenhall) che in poche ore rintraccia il camper con a bordo Alex (Paul Dano), un ragazzo con un evidente ritardo mentale che pare pero’ non essere direttamente implicato nel sequestro.

Una volte rilasciato inizia il tormento di Keller, convinto che in realtà’ sia proprio lui il rapitore, che sia stato scarcerato per un vizio di forma legale e riconsegnato alla nonna,sua unica tutrice.

Mentre le indagini proseguono, Keller decide di compiere quindi un gesto disperato.

Imprigionare Alex in una sua vecchia abitazione ormai in disuso e compiere su di lui terribili atti che vanno contro a tutto cio’ che la sua intoccabile fede lo ha sempre portato a fare, al fine di provare ad estrapolargli la “sua” verita’ che purtroppo sarà’ più triste, cruda e malata di quello che si poteva immaginare.

 

Per un regista che si affacciava alla sua prima grossa produzione agevolato da un cast di superstelle il rischio di incappare in un mezzo passo falso era dietro l’angolo.

Tutto pero’ e’ smentito da questo lavoro davvero notevole che lo rende indubbiamente uno dei migliori thriller degli ultimi 10 anni.

I richiami a “Mystic River” sono evidenti (anche se non siamo ancora a quei livelli), in entrambe le opere era un padre a cercare di farsi giustizia da solo ma mentre nel caso del film di Eastwood era un padre delinquente, qui invece la figura di Keller risulta essere più’ “positiva”.

Disposto a tutto, iniziando a dubitare nella fede e vicino a ricadere nel tunnel dell’alcool il personaggio di Jackman, grazie alla sua forse migliore interpretazione, ruba la scena fin dai primi minuti anche ai sempre bravissimi Jake Gillenhall (Donnie Darko,Source Code), Maria Bello (utilizzata davvero poco pero’ in questo film) ed a Paul Dano che qui troviamo in una parte diametralmente opposta a quella che interpretò in quel gioiellino che porta il nome di “Ruby Sparks”.

La fotografia di Roger Deakins (già presente in altri cult del calibro de “Il Grande Lebowsky”, ”Le ali della libertà’”Fargo” ed “A Beautiful Mind”) e’ grandiosa.

Opprime, trasmette quel senso di mancanza di speranza che si sposa perfettamente con i fatti raccontati nella vicenda, facendo percepire tutta la sua insalubre atmosfera, il freddo, il sangue ed il dolore vissuto dai protagonisti.

Tornando alla regia, gli va dato merito di essere riuscito a creare sequenze davvero di notevole impatto visivo, capaci di riuscire ad incatenare le numerose vicende che nel corso delle quasi 2 ore e mezzo (minutaggio che il più delle volte può’ portare a cali di tensione)  si sviluppano senza mai perdere di interesse, o facendo registrare cali di suspence agevolata, sorretto anche da una sceneggiatura robustissima dove una frase anche solo sussurrata o un sibilo che giunge da chissa’ dove riesce a stravolgere tutto quello visto fino a pochi minuti prima.

 

Milani Fabrizio

marzo 4, 2014 at 11:03 am Lascia un commento


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