Archive for gennaio, 2015

Alphaville è con Pippo

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Non ci sarebbe neppure bisogno di spiegare perché questa immagine è molto triste. Ma due parole occorre spenderle. Per dire come anche qui all’Alphaville sabato 24 gennaio sia stata vissuta come una giornata luttuosa. Disc Jockey 70 non c’è più.

Nessuno potrà più andarci per comprare un disco, o per scambiare due chiacchiere con Pippo o anche solo per curiosare tra le ultime uscite.. E questo è davvero molto triste. Non solo perché Pippo è un amico. E una persona squisita, e capace, e competente: uno che il suo lavoro lo sapeva fare, eccome.

Se un luogo scompare, se un posto in cui persone fino a ieri si recavano per incontrarsi e scambiare opinioni e conoscere e divertirsi – se un posto così muore, dobbiamo chiederci chi lo ha ucciso.

E non sembri un discorso moralistico. Nessuno qui vuole impartire lezioni o additare comportamenti disdicevoli. Ma le azioni hanno conseguenze, e a volte sono conseguenze dolorose.

 

Deve essere chiaro a tutti coloro che per comodità o risparmio acquistano (o rubano) la musica e il cinema in rete – deve essere chiaro che ogni volta che fanno quei quattro click apparentemente innocenti sulla tastiera del computer o dello smartphone, in realtà sparano pallottole mortali.

Feriscono a morte il lavoro prezioso e non facile di chi cerca di tenere in vita questi luoghi di aggregazione. Luoghi in cui è ancora possibile condividere le proprie passioni con persone reali. E che regalano emozioni che sicuramente un “frigido” acquisto su Amazon non ti può dare.

Lo abbiamo detto molte volte, e nelle sedi più disparate, rischia di essere un discorso che non fa più presa. Scontato, risaputo.

Poi però accadono queste cose.

 

Accade che uno degli unici due negozi di dischi ancora esistenti in città chiude. Per sempre. Pensateci.

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gennaio 26, 2015 at 12:18 pm 1 commento

AMERICAN SNIPER -Clint Eastwood-

 

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Sorprende e crea disagio “American Sniper”, l’ultimo film diretto da
Clint Eastwood, ispirato alla vita del cecchino Chris Kyle,
considerato leggendario dai suoi commilitoni per l’elevato numero di
uccisioni compiute nel corso di oltre mille giorni di missioni in
Iraq. Bradley Cooper, ingrassato per l’occasione di svariati chili,
interpreta il ruolo del protagonista, texano educato dal padre ad
essere un “cane da pastore”, ovvero custode e guardiano dei più deboli
in un mondo diviso fra pecore e lupi, che decide a trent’anni di
arruolarsi nei Seals, conosce la donna della sua vita Taya/Sienna
Miller, e deve poi cercare di conciliare la ferocia della guerra in
Iraq con il ritorno a casa ad una “normale” vita borghese. Eastwood
sceglie un punto di vista insolito ai giorni nostri per un regista
solitamente acclamato dalla critica, quello del buon soldato fedele
alla patria, a Dio e alla famiglia. Un uomo tutto sommato semplice,
che non si chiede se la guerra che sta combattendo sia giusta o
sbagliata, e in cui vi è spazio solo per gli interrogativi generati da
situazioni concrete, non da elucubrazioni astratte. Splendida e
tesissima la sequenza iniziale dove Kyle/Cooper deve decidere se
sparare ad un ragazzino e alla madre, con contrappunto in flashback
prima del ritorno alla sua infanzia (bella la citazione del cervo da
“Il Cacciatore”), e poi dell’innocuo sparare al tirassegno del Luna
Park durante il corteggiamento alla fidanzata. Kyle è un dio di morte,
e sa di esserlo, ma la sua coscienza rimane integra perché lo fa per
salvare i suoi commilitoni e per combattere il male. E’ un mondo
manicheista, in cui i nemici sono sadici disumani o comunque pedine da
sacrificare senza ripensamenti in un gioco in cui non c’è margine di
errore, in nome della sopravvivenza propria e dei compagni. Eastwood
non risparmia quasi niente alla spettatore, mostrando come un pugno
nello stomaco la morte brutale in diretta di donne e bambini (vittime
innocenti o inconsapevoli strumenti di morte). Si esce dal film col
dubbio che il regista condivida fino in fondo la visione del suo
protagonista, o se invece non ci abbia mostrato intenzionalmente il
punto di vista dell’eroe di guerra e uomo d’azione, con le sue
ingenuità di pensiero contrapposte all’acume e all’abilità sul campo.
Indiscutibile è invece lo stile di Eastwood, personale, lucido, capace
di sfiorare baratri di retorica familiare e bellica senza scivolarvi
dentro; bellissima anche la lunga sequenza sul finale con la battaglia
disperata e la tempesta nel deserto, con le armi di Kyle disseminate
sulla sabbia mentre i compagni lo soccorrono, a suggellare il suo
addio alla vita militare.

Stefania De Zorzi

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gennaio 19, 2015 at 5:56 pm Lascia un commento

I DVD PIU’ VENDUTI AD ALPHAVILLE NEI MESI DI NOVEMBRE-DICEMBRE

1 SI ALZA IL VENTO   -Hayao Miyazaki-

ALZA

 

2 ALABAMA MONROE  -Felix Van Groeningen-

ALAB

3 LEI    -Spike Jonze-

lei

4 THE GERMAN DOCTOR   -Lucía Puenzo-

GERMAN

5 IN ORDINE DI SPARIZIONE  -Hans Petter Moland-

gennaio 14, 2015 at 5:41 pm Lascia un commento

I DISCHI PIU’ VENDUTI AD ALPHAVILLE NEI MESI DI NOVEMBRE E DICEMBRE

1 Pink Floyd -Endless River-

RIVER

2 Damien Rice  -My Favourite Faded Fantasy-

rice

3 Linda Sutti  -Wild Skies-

linda sutti

4 Paolo Conte  -Snob-

CONTE

5 Ben Howard -i Forget Where we Were-

howard

 

 

gennaio 12, 2015 at 11:26 am Lascia un commento

GONE GIRL L’AMORE BUGIARDO -David Fincher-

 

AMORE BUGIARDO

David Fincher è un regista disturbante, capace come pochi di ritrarre
il lato oscuro e alieno celato nell’essere umano e nella sua ordalia
esistenziale, che si tratti di mostri dichiarati come il serial killer
di “Seven”, o che il soggetto sia, come nel caso del suo ultimo film,
“L’amore bugiardo – Gone Girl”, la situazione apparentemente banale di
un matrimonio male assortito. Nick/Ben Affleck e Amy/Rosamund Pike,
entrambi scrittori a New York, si incontrano, si innamorano e si
sposano; la crisi economica scuote la loro unione, messa poi
definitivamente in crisi dal trasferimento nel Missouri, nel paese
natìo di Nick. La scomparsa improvvisa di Amy una mattina di luglio,
con tracce di violenza in casa, scatena una gogna mediatica ai danni
del marito, ritenuto dall’opinione pubblica il colpevole più probabile
della scomparsa della moglie. E’ solo l’inizio di un film ricco di
colpi di scena e di ribaltamenti di punti di vista, in cui nessuno è
completamente innocente. L’accusato numero uno è l’amore, e il suo
tradursi nell’istituzione matrimoniale: l’anima altrui è
inconoscibile, e l’amore è una finzione, in quanto si ama la
rappresentazione che l’altro dà di sé, o l’idea che desideriamo vedere
realizzata in lui, sia essa fisica o psicologica. Il matrimonio ha il
torto di mostrarci la verità dell’altro, la sua perfetta estraneità
rispetto alla finzione oggetto d’amore, scatenando l’aggressività di
pensieri e azioni. Altrettanto mostruosa è la rappresentazione
stereotipata dei reality show famelici di disgrazie, ansiosi di creare
cliché disumanizzati, in cui i demoni si tramutano in santi o
viceversa nell’arco di un’intervista. L’apparenza domina pubblico e
privato, perché la sostanza manca oppure è talmente oscura da non
poter essere svelata. Fincher dirige il film con spietata eleganza,
seminando dall’inizio indizi sulla vera natura di “Amazing Amy”, del
fedifrago Nick, e della gemella Margo, suo unico legame indissolubile.
La macchina da presa ritrae belle ville borghesi assolutamente
impersonali, alternandole a primi piani in cui i volti a tutto schermo
dei protagonisti diventano maschere, dove è difficile trovare tracce
di umanità. Uno dei film migliori di questa stagione, per regia,
soggetto, dialoghi e interpreti, decisamente sconsigliato a novelli o
futuri sposi.

Stefania De Zorzi

gennaio 10, 2015 at 4:51 pm Lascia un commento

FCKLIST ….. 2014 EMX/EMILIOSOLENGHI

 emx
1SLEAFORD MODS  divide and exit

Prendete 2 hooligan incazzati, sbronzi, apparentemente vestiti male….inserite una base elettronica marcia e sintetica. Il gruppo più anti fashion di tutto l’anno. nel 2015 se non saranno morti diverranno ultra cool e quindi finiti…Ascoltateli finchè siete in tempo.
Un incrocio tra il 1° the Streets e i Crisis quelli pre Joy Division..
.
2THE BUG  angels & devils

Che dire..Spacca.. dub, ambient, noise,ragga….tutto quello che mi piace.

3FKA TWINGS

Oltre alla bellezza e alla grazia dell’artista…album estremamente elegante che è in grado di fondere r&b, elettronica, bass culture.
voce e basi stupende.

4PLASTIKMAN  ex

Meno sperimentale dei precedenti, più ritmico…Non sono mai impazzito per Richie Hawtin ma questo album è molto interessante, si viaggia e si viaggia bene.

5UNDERWORLD  dubnobasswithmyheadman

Lo so è uscito 20 anni fa nel 94….ma riascoltarlo x il ventennale mi fa capire che è ancora un disco fresco, da ballare, che sa abbracciare pop e underground senza cadere troppo da 1 parte o dall’ altra…Pochi artisti o musicisti di techno lo sanno fare e questo album ha  un suono ancora estremamente moderno.

6SWANS  tube kind

Il resto si può totalmente fottere….Capolavoro. Intensi, profondi  e ultra genuini da più di 30anni..

7ANTEMASQUE

i Mars volta si sono sciolti ? Speriamo di si…..Antemasque risorgono dalle loro ceneri con Flea dei RHCP al basso.
Garage, rock’n’ roll, punk….il suono niente di nuovo, classico americano stradaiolo, ma suonato con gusto, i pezzi li canti tutti dopo 2 ascolti….e con tutte le seghe cerebrali che si fanno una mare di band finto esistenziali,  li ascolto con piacere a volume molto alto.

8ARCTIC MONKEYS  am

Ebbene si sono un’pò fighetti, ma questo album non riesco a toglierlo dallo stereo…Perdonatemi.

9MOGWAY  music industry 3

Hanno incontrato i My Bloody Valentine in autostrada e li hanno investiti, poi si sono fermati a dare un passaggio a 2 balordi, i Fuck Button…. dopo di che sono andati in studio e hanno fatto uscire questo album…Strano, molto shoegaze, elettronico. Per meditare e viaggiare senza perdere il ritmo….molto bello.

10GAZELLE TWIN  unflesh
Visti al Cox18  ho perso la testa, lei canta con un collant in faccia, lui non ha mai alzato la testa,  un incrocio tra i Suicide e gli Screamers di Los Angeles….Giovani e molto gothic punk…Speriamo che resistono.

gennaio 9, 2015 at 7:38 pm Lascia un commento


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