I Mitchell contro le macchine – recensione di Stefania De Zorzi –

aprile 4, 2022 at 10:04 am Lascia un commento

Esiste la famiglia perfetta? Probabilmente solo in certe foto stucchevoli pubblicate sui social, e comunque non è mai la propria. E’ il punto di partenza de “I Mitchell contro le macchine”, diretto e co-sceneggiato da Mike Rianda e Jeff Rowe: la diciottenne Katie, aspirante regista in rotta col padre Rick da cui si sente amata ma non compresa, è ansiosa di lasciare casa per andare al College in California alla scuola di Cinematografia. Durante il lungo viaggio in macchina organizzato a sorpresa dal padre insieme alla madre Linda, al fratellino Aaron e al carlino Monchi, Katie dovrà affrontare insieme a tutta la famiglia un’apocalittica rivolta di robot, e cercare di salvare l’umanità.

La storia della battaglia delle macchine contro gli uomini non è certo nuova, da Terminator a Matrix: Rianda però rianima il cliché a vari livelli.

L’interazione fra i membri della strampalata famiglia (che nei connotati fisici richiama non poco “Gli Incredibili”), ognuno col suo carattere ben definito, le sue debolezze e le sue virtù, è uno dei principali punti di forza del film: la contrapposizione fra il mondo di Rick, analogico e retrò, e quello della giovane Katie, che usa telefonino e computer come un prolungamento naturale della propria persona, è brillante e affettuosa, priva di moralismi.

Il ritmo della narrazione è serrato, i dialoghi scoppiettanti, e il regista non lesina le citazioni cinefile, che ricalcano la passione della protagonista per un cinema avventuroso e fantascientifico: Terminator, Star Wars, L’alba dei morti viventi, Mad Max, 2001: Odissea nello spazio, sono fra i molti richiami che si possono cogliere, come tanti “Easter Eggs” disseminati lungo l’arco della storia.

Da un punto di vista formale il film è un tripudio creativo, dove si mescolano con brio animazione tridimensionale e 2D, video-collage fotografici, scritte sovrapposte ed effetti volutamente amatoriali, volti a riprodurre la freschezza e l’imperfezione tecnica di una film-maker in erba, che usufruisce di tutti gli strumenti digitali con l’entusiasmo di una geniale e prolifica principiante.

Per finire, una menzione speciale va al carlino strabico Monchi, protagonista di molte fra le scene più esilaranti: buffo e goffo, è una sorta di avatar dei suoi strampalati padroni.

Peccato che la pandemia abbia negato la distribuzione in sala a questo film, che si annovera fra i lungometraggi di animazione più divertenti ed originali degli ultimi anni.

Entry filed under: Notizie.

THE BATMAN – regia di Matt Reeves – recensione di Stefania De Zorzi Il visionario mondo di Louis Wain di Will Sharpe – recensione di Stefania De Zorzi –

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Iscriviti al gruppo Alphaville su Facebook
Vista il sito dell'Associazione CINEROAD
Videosettimanale telematico di attualità e cultura
il suono degli strumenti
aprile: 2022
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Archivi

Blog Stats

  • 179.405 hits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: