Archive for aprile, 2018

In occasione dell’uscita in dvd della Palma d’oro 2017 pubblichiamo la recensione di “The Square” di Marco Zanini

SQUARE

Christian, curatore del museo d’arte di Stoccolma, accoglie una nuova opera minimale ma dal messaggio importante: un quadrato disegnato sul pavimento e dal perimetro illuminato, un santuario di fiducia e amore al cui interno ognuno ha stessi diritti e doveri. Il significato dell’installazione, intitolata appunto The Square, implica che chiunque vi entri e necessiti di aiuto debba essere aiutato. Per promuovere e sensibilizzare il pubblico il museo però si rivolge a due esperti di marketing che, per attirare l’attenzione finiscono col demolire concettualmente l’opera. Quello che accade nella vicenda dell’anonimo quadrato luminoso si rispecchia in Christian, che spesso deve confrontarsi nella vita di tutti i giorni con i concetti di fiducia, amore e sostegno.

Östlund in questi termini mette in scena uno scontro tra classi sociali, dove la borghesia viene rappresentata da Christian e dal mondo artistico / intellettuale di cui fa’ parte, contro la classe bassa e in particolare quella dei senza tetto, a cui in The Square viene dato ricco spazio. Questo perchè, nonostante Christian sia culturalmente istruito e si ritrovi per di più a pubblicizzare un’opera dal delicato impegno sociale, a più riprese canalizza l’egoismo, l’ipocrisia e i pregiudizi su cui il regista vuole farci riflettere. Non a caso il protagonista viene derubato di cellulare, portafogli e gioielli e, con la complicità di un suo dipendente, escogita un piano assurdo per farsi giustizia; essendo un personaggio pubblico l’episodio finirà per compromettere definitivamente la sua credibilità. The Square è una commedia bizzarra dal forte spirito satirico che diventa però raggelante quando ci convince del suo obbiettivo utopico. Cercare espedienti sani e puliti nella nostra società per creare un senso di solidarietà e vicinanza non interessa, ma è bensì più efficace, come espongono i due pubblicitari coinvolti nell’operazione, impressionare e scioccare il pubblico per ottenere la giusta visibilità, al costo di snaturare il significato stesso di quello che si vuole far passare.

Östlund ci parla della fobia del diverso e delle sue possibili inclinazioni criminali come condizione sociale da cui scaturisce la sudditanza nei confronti dei poteri forti, dell’egomania e del successo e per farlo si serve di sequenze lunghe e volutamente insistenti. Un atteggiamento provocatorio che sfida il pubblico in sala ad una reazione consapevole. Il regista svedese non si risparmia anche una spassosa critica nei confronti dell’arte moderna, che considera spesso incomprensibile, insignificante e perfino fastidiosa. Una commedia fuori e dentro i canoni, in bilico tra il laccato e l’insolito, dall’incedere quasi grottesco e straniante. Un’istantanea di una società assoggettata ai concetti di personalità ed ormai estranea a quello di umanità. Un film notevole, in cui si ricordano anche interpretazioni di altissimo livello. Giustamente Palma D’oro a Cannes.

Zanini Marco

aprile 4, 2018 at 6:04 pm Lascia un commento


Iscriviti al gruppo Alphaville su Facebook
Vista il sito dell'Associazione CINEROAD
Videosettimanale telematico di attualità e cultura
il suono degli strumenti
aprile: 2018
L M M G V S D
« Mar   Mag »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Archivi

Blog Stats

  • 153.748 hits