Archive for ottobre, 2014

BOYHOOD di Richard Linklater

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Nel 2002 Richard Linklater riesce a convincere la IFC a finanziare con 200’000 dollari l’anno un film che sarebbe stato girato a Houston, sua città natale, per un paio di settimane ogni anno, per i successivi 12 anni.
Il proposito del film sarebbe stato quello di seguire un bambino/ragazzo dall’inizio della scuola elementare all’ingresso all’università. Nell’estate del 2002 iniziano così le riprese di questo “12-year project”, dopo i faticosi casting per trovare il piccolo protagonista, Mason. Ellar Coltrane, 7 anni all’epoca, viene scritturato per il ruolo. Al suo fianco gli interpreti principali sono Ethan Hawke e Patricia Arquette nel ruolo dei genitori separati del bambino e Lorelai Linklater, figlia del regista, nel ruolo della sorella maggiore, Samantha.
Ai produttori non è stato possibile mettere da subito sotto contratto gli attori per tutta la lavorazione del film, dato che negli Stati Uniti non è consentito far firmare contratti di lavoro per un periodo più lungo di 7 anni.

Boyhood, terminato nel 2013 e presentato nel 2014 prima al Sundance e poi alla Berlinale (dove ha vinto l’Orso d’argento per la miglior regia), è stato sceneggiato ogni anno prima di girare, anche in funzione della crescita/invecchiamento dei protagonisti.
Con queste premesse in tanti hanno gridato al capolavoro, parlando di qualcosa di completamente nuovo.
Viene allora da chiedersi se il film possa entusiasmare al di là della sua realizzazione assolutamente unica. Non sono proprio i trucchi e gli effetti speciali che fanno del cinema l’arte di raccontare, come diceva Hitchcock, una vita in due ore?

Dopo aver visto il film è chiaro che un giudizio che prescinda dalla sua realizzazione così particolare è impossibile. Solamente il fatto di vedere gli adulti che invecchiano naturalmente e soprattutto i ragazzi che crescono (e non un ruolo che passa da un attore a un altro) dà una forza enorme al film.
Ma c’è molto di più: la struttura del film evita la forma chiusa del racconto, in cui solitamente qualcuno sbaglia, ma impara dai propri errori, poi il regista ci fa la morale, e alla fine vissero tutti felici e contenti. Beh, qui no. L’impressione che si ha vedendo questo film è di un racconto aperto, che cerca di rendere la complessità della “vita vera” mostrandoci delle istantanee di un album di famiglia piuttosto che un racconto di formazione in cui ogni cosa si apre e si chiude.

La forza della storia di questa famiglia, cosi’ tipicamente americana, sta anche nella presenza di elementi in cui tutti ci possiamo riconoscere: dalle canzoni, agli oggetti tecnologici, agli eventi, come l’elezione di Obama, che hanno marcato quest’ultimo docicennio.

Seppure l’idea di per sè non è radicalmente nuova, riunendo in un unico film di 165′ dodici anni di riprese, e riuscendo a trovare un formidabile equilibrio stilistico al montaggio, Linklater raggiunge un punto di vista fortissimo su cosa sia il cinema, e non lascia indifferenti gli spettatori.

Alessandro Zucconi

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ottobre 20, 2014 at 11:14 am Lascia un commento

MAZE RUNNER -Wes Ball-

 

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Maze Runner – il Labirinto” è un ottimo esempio di come letteratura
“young adult” e cinema seriale, per sua natura prettamente
commerciale, possano fondersi in modo intelligente, creando un
intrattenimento degno di assoluto rispetto. Il soggetto, tratto dal
libro di James Dashner, è intrigante: un ragazzo si ritrova
completamente privo di memoria insieme ad altri giovani in una radura,
circondata dalle massicce mura di un labirinto che cela al suo interno
pericoli mortali. L’unica cosa che i ragazzi riescono a ricordare dopo
breve tempo è il proprio nome: finché un giorno arriva una ragazza
che, sebbene immemore a sua volta, chiama per nome il protagonista,
Thomas. Questi deciderà di sfidare le regole del luogo e di esplorare
il labirinto mortale. Il regista Wes Ball, al suo esordio
cinematografico, dirige un ottimo cast di facce giovani e promettenti:
Thomas/Dylan O’Brien, co-protagonista nella serie tv “Teen Wolf”, ha
un bel volto intenso, e recita con convinzione il ruolo dell’eroe con
qualche macchia e senza paura. Notevoli sono anche Gally/Will Poulter,
già visto nel ruolo del ragazzo ingenuo e un po’ ottuso in “Come ti
spaccio la famiglia”, e Newt/Thomas Brodie-Sangster, una faccia
bruttina e arguta che, come si intuisce fin dall’inizio, ha buone
possibilità di superare l’ordalia. Oltre alla storia e agli attori, il
film ha dalla sua una notevole forza visiva, giocata sulle possenti
immagini del labirinto che si riconfigura in tutte le sue dimensioni,
con un’alternanza di ampi spazi aperti e di improvvisi, claustrofobici
restringimenti. Le creature mostruose da cui si devono difendere i
protagonisti, i Dolenti, sorta di giganteschi scorpioni
tecno-organici, sono sufficientemente spaventose in un’era in cui è
difficile sorprendere ed impaurire lo spettatore. Oltre all’eccellente
intrattenimento, il film offre tutta una serie di rimandi
interessanti: il labirinto come raffigurazione di una tortuosa
prigione della mente, la vita nella radura come iniziazione che
avvicina all’età adulta, verso nuovi e inesplorati orrori. In attesa
del sequel, il finale è aperto, parte di un puzzle (o di un labirinto)
in cui le risposte sono parziali e ingannevoli. Un bel film non solo
per gli appassionati del genere, l’unica pecca è dover aspettare il
seguito per sapere come continua la storia, ma Dumas insegna, a questo
proposito.

Stefania De Zorzi

ottobre 18, 2014 at 10:29 am Lascia un commento

I FILM PIU’ VENDUTI AD ALPHAVILLE NEL MESE SETTEMBRE

1  PRINCIPESSA MONONOKE   -Hayao Miyazaki-

MONONOKE

 

2  12 ANNI SCHIAVO   -Steve McQueen-

12-anni-schiavo-

 

 

3  IL GIARDINO DI CEMENTO  -Andrew Birkin-

GIARDINO

4  GANG STORY   -Olivier Marchal-

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5  GODZILLA   -Gareth Edwards-

Godzilla

 

ottobre 13, 2014 at 11:53 am 1 commento

I DISCHI PIU’ VENDUTI AD ALPHAVILLE NEI MESI DI AGOSTO-SETTEMBRE

 

 

 

1 STEFANO BOLLANI  –Joy In Spite Of Everything-

BOLLANI

2 ROBERT PLANT –Lullaby And… The Ceaseless Roar-

PLANT

 

3 LEONARD COHEN  –Popular Problems-

 

 

COHEN

 

4 ALT-J   -This Is All Yours-

ALT J

 

5 GIARDINI DI MIRO’  –Rapsodia satanica-

GIARDINI

 

 

ottobre 11, 2014 at 11:28 am Lascia un commento

PINK FLOYD -Endless River-

SONO APERTE LE PRENOTAZIONI PER IL NUOVO DISCO DEI PINK FLOYD!
La data di uscita prevista è il 7NOVEMBRE!

PINK FLOYD
disponibile in:
DOPPIO LP
CD
CD+DVD
CD+B-RAY


per info: 0523-33 71 57

ottobre 11, 2014 at 10:11 am Lascia un commento

SIN CITY -Una donna per cui uccidere- di Robert Rodriguez e Frank Miller

 

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In “Sin City – Una donna per cui uccidere” Robert Rodriguez e Frank

Miller riprendono ed esasperano l’estetica pulp del fumetto di Miller,
continuando l’esperimento di contaminazione fra cinema e disegno, già
intrapreso con notevole ardimento e con buon esito nel precedente “Sin
City”. Il fascino del bianco e nero estremizzato, con qualche variante
mono-cromatica rosso sangue, blu elettrico o verde, non compensa
tuttavia i limiti evidenti del film. La storia principale fra Ava Lord
/ Eva Green e Dwight Mc Carthy / Josh Brolin riprende alcune delle
miglior trame noir di grandi film del passato, in cui una donna
bellissima manipola senza scrupoli con le armi della seduzione gli
uomini attorno a lei, così da raggiungere i propri scopi oscuri. E’ un
tema risaputo, l’archetipo della paura maschile di essere manovrati da
un femminile intrigante e irresistibile: Frank Miller introduce con
intelligenza nel personaggio una sfumatura magica, e Eva Green si
trasforma in una sorta di strega portatrice di distruzione, cui ogni
uomo è destinato a soccombere. La sorpresa è che anche l’innocente
Nancy Callahan / Jessica Alba non esiterà, in uno degli altri episodi
del film, a manipolare con un tragico stratagemma l’ingenuo Marv /
Mickey Rourke, per ottenere l’aiuto necessario ad uccidere il malvagio
di turno. Il flusso di coscienza tipico del fumetto di Miller,
co-regista e autore della sceneggiatura, è preponderante rispetto ai
dialoghi, così come lo era stato nel primo “Sin City”; le trame dei
vari episodi sono piuttosto scontate, e i legami fra una storia e
l’altra rimangono fragili. I personaggi ridotti, o elevati, secondo i
punti di vista, a categorie (la prostituta innocente, il
detective-gangster innamorato, la strega seduttrice) per loro natura
sono interessanti in quanto universali, ma difettano di spessore e di
autenticità. L’ottimo cast (di cui fanno parte anche Joseph
Gordon-Leavitt, Rosario Dawson, Bruce Willis, fra gli altri) salva in
parte il film, e bisogna ammettere che l’universo di Miller in cui le
donne sono splendide prostitute in succinte tenute sado-maso, e gli
uomini violenti avventurieri disposti a tutto per amore, vendetta,
denaro o semplicemente follia, ha un suo fascino irresistibile. La
noia però fa capolino, e l’ultra pulp di Rodriguez e Miller segna il
passo.

Stefania De Zorzi

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ottobre 10, 2014 at 9:43 am Lascia un commento

TED NEW CLERK OF ALPHAVILLE

 

 

STO ALLA CASSA…

TED.0

METTO A POSTO STI   C***O   DI VINILI…

TED 3

AH…CHE BELLO!…NYMPHOMANIAC, ADESSO VADO NEL RETRO!

TED 2

 

QUANTI   FOT***I   CD CI SONO IN QUESTO   C***O   DI NEGOZIO?!?

DONNEEEEEEEE…..VOGLIO DONNEEEE!!!!

TED 4

 

ottobre 8, 2014 at 10:12 am Lascia un commento


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