Ruby Sparks di Jonathan Dayton e Valerie Faris

marzo 23, 2013 at 11:33 am Lascia un commento

Calvin Weir-Fields è un giovane scrittore che ha già assaporato il gusto del successo con il suo primo romanzo. Ora però gli anni sono passati ma la creatività sembra averlo abbandonato (complice anche una vita amorosa non gratificante). Fino a quando comincia a sognare di una ragazza che diviene la sua fonte di ispirazione. Le dà il nome Ruby è comincia a costruire una storia su di lei. Il blocco dello scrittore sembra brillantemente superato ma un giorno accade l’impensabile: Ruby si materializza in casa sua. Calvin se ne innamora e ha un vantaggio: può farle fare ciò che vuole.
La premiata coppia Dayton-Faris torna dietro la macchina da presa e lo fa alla sua maniera (perlomeno sul piano della preproduzione). Offre il ruolo da protagonista alla giovane attrice Zoe Kazan che però è anche colei che ha scritto la sceneggiatura. Co-protagonista è Paul Dano (già presente in Little Miss Sunshine che è compagno nella vita da molti anni proprio della Kazan. Dal lavoro di queste due coppie nasce un film meno originale nell’assunto rispetto al precedente ma con una sua sottotraccia particolarmente realistica pur nell’approccio di fantasia. Di rapporti tra il creatore è la creatura è ricca la letteratura più alta dal “Pigmalione” di George Bernard Shaw al “Frankenstein” di Mary Shelley.
Il cinema ha a sua volta affrontato il tema in più occasioni ma ciò che distingue Ruby Sparks dai predecessori è proprio quanto va oltre questo aspetto. Perché quello che il film indaga è in realtà il rapporto sbagliato che in tante occasioni si instaura tra uomo e donna. Uno dei due (in questo caso l’uomo) si sente in diritto (per differenza d’età, di cultura o quant’altro) di scegliere per l’altro. Questo inizialmente può anche funzionare ma alla lunga (quando la personalità del partner riesce ad emergere) fa sì che il rapporto si logori. Così Calvin, che ha idealizzato la ‘sua’ Ruby, può permettersi di controllarla attraverso la scrittura. Ma come potrebbe reagire se lei pretendesse di assumere in proprio le decisioni che la riguardano?
Dayton e Faris si trasferiscono dalla commedia amara di impianto sociale a un’apparente romantic comedy ma anche in questa occasione sanno come concentrarsi su una dinamica disfunzionale. Sicuramente più ‘privata’ ma non per questo meno interessante.

Giancarlo Zappoli (www.mymovies.it)

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