SONG OF A NAME – di François Girard – recensione di Stefania De Zorzi

Parafrasando “Le mille e una notte”, una buona storia può salvare la vita, o almeno mitigare il limbo del confinamento casalingo di questi mesi: è il momento di scoprire film belli e invisibili, rimasti tali anche per la chiusura delle sale cinematografiche durante gran parte del 2020.Fra questi “The Song of Names – La Musica della Memoria”, diretto dal regista franco-canadese François Girard, ispirato all’omonimo romanzo di Norman Lebrecht. Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, Dovidl Rapoport, violinista prodigio a soli nove anni (interpretato da Luke Doyle nei panni di Rapoport bambino, Jonah Hauer-King in quelli del giovane uomo, e Clive Owen da adulto), viene affidato dal padre Zygmunt ad una famiglia inglese; il fratello adottivo Martin (interpretato nelle tre età della vita rispettivamente da Misha Handley, Gerran Howell e Tim Roth) sviluppa con Dovidl un’amicizia profonda, sebbene conflittuale. Alla vigilia del concerto che dovrebbe lanciare nell’Olimpo dei grandi violinisti il ventunenne Dovidl, questi scompare misteriosamente nel nulla. Trentacinque anni dopo Martin, che non si è mai rassegnato alla scomparsa di Dovidl, si mette sulle sue tracce ripercorrendo una strada sbiadita dal tempo fra Londra, Varsavia e New York.Non è facile, dopo oltre settant’anni dalla fine dell’Olocausto, raccontare il dramma di un ebreo sopravvissuto allo sterminio senza scadere nel déjà-vu o nel facile dramma: tuttavia Girard riesce nell’intento grazie ad un soggetto intrigante, che si sviluppa con l’andamento di un thriller a sfondo storico, alternando in un montaggio sapiente il passato e il presente. Fino al momento in cui il mistero viene svelato e il tempo si ricompone, mostrando la continuità fra il gesto del bambino e quello dell’uomo maturo.La sceneggiatura delinea vivacemente i protagonisti, che emergono dallo schermo con tutta la loro prepotente forza interiore, sia nelle schermaglie feroci e innocenti fra bambini, che nel confronto difficile fra adulti ossessionati dal passato.Tim Roth e i giovanissimi interpreti sono straordinari; brava anche Catherine McCormack nei panni della moglie Helen, mentre Owen rimane fra tutti un po’ granitico.E’ un film attraversato dalla tragedia dell’Olocausto e della diaspora delle famiglie ebree, in cui la sofferenza, la rabbia e la commozione sono sublimati attraverso la musica e il realismo poetico con cui Girard evoca sia la formazione di due ragazzini nella Londra sfigurata dalle bombe, che la dolorosa presa di coscienza del giovane Rapoport.Da vedere, per capire meglio il valore mistico della memoria e lasciarsi commuovere senza timore di sentimentalismi.

febbraio 10, 2021 at 11:56 am Lascia un commento

Official Secrets diretto da Gavin Hood recensione di Stefania De Zorzi

Quando si tratta di segreti di stato e di organizzazioni para-governative, il confine che separa la democrazia dalla tirannia diventa sottile: è il tema di “Official Secrets – Segreto di stato”, diretto da Gavin Hood, e ispirato al libro “The Spy who tried to stop a war”, che narra una storia vera di fuga di informazioni avvenuta nel Regno Unito fra il 2003 e il 2004.
Nel gennaio 2003, alla vigilia della guerra anglo-americana in Iraq, Katherine Gun/Keira Knightley, impiegata addetta alle intercettazioni presso il GCHQ (Government Communications Headquarters), rimane sconvolta dal contenuto di un’e-mail in cui un’agenzia di sicurezza statunitense, la NSA, chiede elementi per poter condizionare e ricattare membri dell’ONU, affinché non si oppongano alla delibera sull’invasione. Katherine decide allora di inviare il testo dell’e-mail ad alcuni giornali, nel tentativo di smentire la “necessità” della guerra proclamata dal governo presieduto da Tony Blair, mettendo così a rischio sia la propria sorte che quella del marito Yasar/Adam Bakri, un immigrato di origine curda.
“Official Secrets” prosegue una sorta di cammino ideale di Gavin Hood, già regista in precedenza di “Enders’ Game” e “Il diritto di uccidere”, in cui è centrale il confronto fra la ragion di stato e i diritti (non sempre) inalienabili dell’individuo.
Le vicende all’inizio private e poi pubbliche della protagonista si susseguono con un ritmo incalzante, che scandisce l’evoluzione psicologica di Katherine e del coniuge, la presa di coscienza del giornalista Martin Bright/Matt Smith, e l’appassionata difesa dell’avvocato Ben Emmerson/Ralph Fiennes.
Hood, coadiuvato da una strepitosa Knightley e da un ottimo Fiennes, lascia a lungo in sospeso il giudizio sulla protagonista: un’eroina pronta a tutto per scongiurare una guerra, ma anche una spia ingenua al servizio del governo, una testarda idealista nel senso più puro ed irritante della parola, pronta a mettere a repentaglio la propria vita e quella del coniuge in nome della pace, senza avere mai vissuto una guerra in prima persona. Fino al finale che mostra il personaggio nella giusta luce, anche attraverso le opinioni di coloro le cui vite furono toccate, direttamente o meno, dalla decisione della Gun.
L’Inghilterra ritratta da Hood è un Giano bifronte, in cui la legge può tutelare l’innocente (se l’avvocato della difesa è abile e fortunato), ma anche minacciarlo e soggiogarlo, e la stampa farsi portatrice di verità scomode, o in alternativa essere serva tacita e manipolatrice del potere.
Gli ambienti sono scelti e fotografati per evocare l’etica e le intenzioni di chi li abita: gli avvocati di Liberty lavorano in uno studio spartano, ma luminoso e accogliente, mentre la sede del GCHQ in cui opera Katherine è un ampio open space perennemente avvolto dalla semi-oscurità. Su tutto spicca l’immagine angosciante del Tribunale, una gabbia opprimente e kafkiana a cui l’imputata accede da una scala angusta, dominata in controluce dalla sagoma di un’agente di polizia.
E’ un film denso di avvenimenti, di emozioni, e di storia recente, sostenuto da una solida sceneggiatura: da vedere su più livelli, sia come anomala spy-story, che come riflessione sul lato oscuro della democrazia

dicembre 28, 2020 at 11:39 am Lascia un commento

EMMA regia di Autumn de Wilde – recensione di Stefania De Zorzi –

I romanzi di Jane Austen sono una costante fonte di ispirazione per il cinema e per la tv: a dispetto dell’ambientazione circoscritta nello spazio (l’Inghilterra aristocratico-rurale) e nella storia (a cavallo fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento), le sue eroine reggono bene agli sfregi del tempo, e rimangono personaggi moderni, universali. Autumn De Wilde, realizzatrice di copertine di album e di video musicali, debutta alla regia cinematografica con “Emma”, ispirato all’omonimo romanzo della Austen: la protagonista, Emma Woodehouse/Anya Taylor-Joy è una giovane nobildonna ricca, bella e intelligente. In un’epoca in cui le donne del suo rango e del suo livello intellettivo possono solo dedicarsi alla ricerca di un buon partito con cui accasarsi, Emma decide di dedicarsi all’organizzazione dei matrimoni di amici e conoscenti, convinta di possedere un infallibile sesto senso per la comprensione dei sentimenti altrui. Sfiorando a più riprese il disastro, Emma allontana l’amica Harriet/Mia Goth dalla profferta di matrimonio del fido Mr Martin/Connor Swindells, pensando di maritarla al vacuo vicario Mr Elton/Josh O’Connor; flirta con l’ambiguo Mr Churchill/Callum Turner, e intreccia schermaglie con l’impetuoso amico di vecchia data, Mr Knightley/Johnny Flynn. Emma è un personaggio arguto e irritante, al pari della Isabel Archer di “Ritratto di Signora” di Henry James. Elogiata pressoché da tutti per l’ intelligenza e la grazia, la giovane è la vittima cieca e carismatica di una smodata mania del controllo, che nessuno, tranne l’amico Knightley, osa contraddire apertamente. Le conseguenze dell’influenza maldestra di Emma su amici e vicini potrebbero essere drammatiche: ma Jane Austen vuole altrimenti, e i personaggi, malgrado i limiti formali tracciati da un’educazione che trattiene e maschera sentimenti ed emozioni, generando equivoci e innamoramenti mal riposti, non sono votati alla tragedia. De Wilde mantiene uno sguardo divertito e ironico sulle vicende, grazie ad alcune trovate ben riuscite (deliziose le processioni di damigelle in mantello rosso e cuffietta, simili a sfilate di anatroccoli), e a primi piani in cui le prerogative fisiche dei personaggi diventano caricaturali: ne sono esempio le orecchie a sventola circoscritte a malapena dall’alto colletto e l’ampio sorriso fasullo di Mr Elton, gli occhi perennemente spalancati della succube Harriet, o l’acconciatura leziosa e ridicola della moglie di Mr Elton. La fotografia è splendida, complici le origini della regista, il cui padre è stato un noto fotografo: sia negli interni, in dimore sfarzose al limite dell’intimidatorio, o in cene e danze soffusi della luce calda delle candele, che negli esterni, volti ad evocare i grandi dipinti romantici, fra alberi secolari, sconfinati verdi prati all’inglese, cavalcate selvagge e cieli plumbei. Il film scorre con vivacità, sorretto da un ottimo, giovane cast e da un’inanellarsi di dialoghi e situazioni brillanti, in cui la trasposizione cinematografica rende un buon servizio al romanzo. Tutto è ben confezionato, sebbene con un’ombra di superficialità: la critica sociale ad un mondo prigioniero di rigide convenzioni sul rango, sulla ricchezza e sul sesso è solo accennata, in una rappresentazione che, privilegiando un andamento molto leggero, sottrae pathos e a tratti dilata i tempi in ricami musicali oscillanti fra le arie da operetta e i canti popolari. Da vedere, in ogni caso: per la cifra stilistica forte, la trama divertente e romantica, e un cast di volti imperfetti ed espressivi, più interessanti di molte plastificate beltà hollywoodiane.

novembre 25, 2020 at 11:00 am Lascia un commento

La vita straordinaria di David Copperfield regia Armando Iannucci recensione di Stefania De Zorzi

Come dar vita sul grande schermo a un romanzo ottocentesco fra i più noti, e quindi ben sedimentato nell’immaginario collettivo fra letture scolastiche, film e serie Tv del passato? Armando Iannucci, regista scozzese di “La vita straordinaria di David Copperfield”, decide di evitare sia la strada della trasposizione fedele, che quella dell’ambientazione in chiave più o meno contemporanea, intraprendendo invece una rilettura teatrale ed enfatica.
David Copperfield/Jairaj Varsani (David bambino) – Dev Patel (David adulto), è vittima delle angherie del patrigno Mr Murdstone/Darren Boyd, un uomo rigido e spietato che lo allontana dalle cure amorevoli della madre e della tata, spedendolo a Londra a lavorare nella fabbrica di liquori di cui è socio. Qui David è ospite di Mr Micawber/Peter Capaldi, scialacquatore impenitente ma di buon cuore; appresa la notizia della morte della madre, David si ribella e fugge in campagna presso la zia Betsey Trotwood/Tilda Swinton, dove fa la conoscenza del dolce e un po’ svitato Mr Dick/Hugh Laurie. Senza voler troppo anticipare la trama, articolata e complessa, si susseguono numerose peripezie e rovesci di fortuna, fino al rocambolesco finale, in cui David finalmente trova la propria identità.
Iannucci tradisce platealmente la regola della “sospensione dell’incredulità” e mette in scena personaggi che non invecchiano (David diventa adulto ma i bambini di Mr Micawber rimangono tali fino alla fine del film), o interpretati da attori provenienti da molteplici razze ed etnie, a dispetto del contesto storico e dei legami di parentela (David Copperfield è indiano, Mr Wickfield/Benedict Wong asiatico, mentre la figlia Agnes/Rosalind Eleazar è nera). La stessa attrice, Morfydd Clark, interpreta sia la madre di David, Clara, che la fidanzata un po’ svampita Dora, incarnando così agli occhi del protagonista la figura materna in modo letterale. Dora commenta ad un certo punto da una prospettiva meta-referenziale le vicende narrate da David, sconsigliandolo rispetto all’opportunità della propria presenza nella trama.
Tutto ciò in compresenza di un allestimento scenico ricco e accurato, rutilante di colori e di ambientazioni, in cui i personaggi e le avventure turbinano come in un musical, in un susseguirsi incalzante che riproduce lo stile della pubblicazione a puntate del romanzo.
Iannucci inframmezza con abilità brani di scrittura nel film, in un gioco di specchi in cui David Copperfield racconta le sue vicissitudini (che sappiamo essere in gran parte l’autobiografia romanzata di Dickens), ma anche la precarietà del suo tempo e della vita in generale, tessendo un canovaccio avvincente dove le miserie peggiori sono rese accettabili da una scrittura brillante, nonché dalla consapevolezza da parte del lettore/spettatore che, prima o poi, arriverà il lieto fine (anche se non per tutti).
In ciò viene aiutato da un ottimo cast: oltre agli attori citati in precedenza, meritano una menzione speciale il viscido Uriah Heep/Ben Whishaw e lo spregiudicato James Steerforth/Aneurin Barnard.
Il film è divertente, originale, spiazzante: fra i difetti si annoverano una certa chiassosità e un vorticare di personaggi, cambi di scena e movimenti di macchina che lasciano un po’ frastornati. Ma sono peccati veniali, e il film, quando le sale riapriranno, è degno di essere recuperato. Senza abbandonare in questi tempi bui, per parafrasare Dickens, Grandi Speranze.

ottobre 30, 2020 at 10:45 am Lascia un commento

Richard Jewell di Clint Eastwood recensione di Stefania De Zorzi

Centennial Olympic Park di Atlanta, 27 luglio 1996: durante un concerto affollato di spettatori, la guardia giurata Richard Jewell nota uno zaino ingombrante dall’aria sospetta sotto una panca, e chiama una squadra di intervento. Lo zaino contiene una bomba che esplode dopo alcuni minuti causando morti e feriti, ma la pronta segnalazione di Jewell permette di evacuare buona parte dell’area, riducendo il numero delle potenziali vittime. Acclamato come un eroe per i tre giorni successivi, Jewell diventa subito dopo un improbabile colpevole agli occhi dell’FBI e dell’opinione pubblica, con il supporto di una feroce quanto dissennata campagna stampa. Clint Eastwood parte anche qui, come in “Ore 15:17 – Attacco al treno”, da un fatto di cronaca: ci sono temi e aspetti comuni ai due film, che sono al tempo stesso assai distanti fra loro. L’attentato terroristico, i protagonisti dall’animo candido ed eroico, una rappresentazione mimetica della realtà: le analogie fra le due opere si fermano qui. Perché Richard Jewell/Paul Walter Hauser, aspirante poliziotto sovrappeso, dal fiuto infallibile coniugato per sua sfortuna ad un animo semplice e fanciullesco, ha una statura drammatica totalmente assente nei protagonisti del film precedente: “Radar”, come lo soprannomina affettuosamente il suo avvocato Watson Bryant/Sam Rockwell, è un eroe nella sostanza ma non nella forma, in quanto obeso, devoto alla mamma Bobi / Kathy Bates, e immune per sua natura a certe convenzioni sociali e professionali. Così che i segugi dell’FBI, capeggiati da Tom Shaw/Jon Hamm, tanto affascinante quanto cieco nel perseguire i propri pregiudizi, lo mettono sotto inchiesta con la complicità dei media, incarnati nella sgradevole figura della giornalista Kathy Scruggs/Olivia Wilde. La regia di Eastwood è asciutta, non lascia spazio al superfluo, e ben sorretta dall’ottima sceneggiatura di Billy Ray. Si intravede chiaramente il cipiglio di Clint: contro il giornalismo sensazionalista ai limiti del meretricio, e contro il Bureau, di cui vengono messi alla berlina i metodi tanto in auge nelle serie TV contemporanee. Il profilo dello psicopatico frustrato è un’etichetta appiccicata con superficialità, senza nessuna indagine approfondita su semplici fatti, mentre gli agenti si affannano a requisire e catalogare le vaschette per conservare il cibo e l’aspirapolvere di casa. E’ un film potente, che ritrae un sistema di informazione volgare e denigratorio, e una (in)giustizia grottesca con echi kafkiani. Malgrado ciò lo spettatore si indigna ma non si deprime mai, grazie alla simpatia e alla forza interiore dei protagonisti “buoni”, dal combattivo e pragmatico Sam Rockwell, lontano dai modelli stilizzati e saccenti degli avvocati televisivi, alla mamma Kathy Bates, preoccupata della sorte dei suoi Tupperware, allo straordinario Paul Walter Hauser, ingenuo ma non stupido, obeso eppure felice. Eastwood ultra-ottantenne ci sorprende ancora, a dispetto di eventuali pregiudizi nei confronti delle capacità mentali e artistiche di chi ha superato una certa età.

ottobre 19, 2020 at 11:47 am Lascia un commento

5 è il numero perfetto di Igor Tuvari – recensione di Stefania De Zorzi

5 numero

 

Per chi pensa che i cine-comics siano tabù per il cinema italiano, principalmente per questioni di budget, “5 è il numero perfetto” rappresenta una felice eccezione. Igort, pseudonimo di Igor Tuvari, dirige con piglio sicuro un noir partenopeo tratto dall’omonima graphic novel, da lui stesso scritta e illustrata nel 2002, in cui la povertà degli effetti speciali è giocata con intelligenza come citazione e omaggio ai fumetti e ad un certo cinema “pulp” anni Settanta.
Toni Servillo/Peppino Lo Cicero, ex-sicario in pensione al soldo della camorra, si rimette in gioco quando il figlio Lorenzo Lancellotti/Nino viene ucciso a tradimento: la morte del giovane innesca una vendetta sanguinosa, grazie a cui Peppino ha modo di riavvicinarsi a una sua vecchia fiamma, la devota Valeria Golino/Rita, fiancheggiato nella sua personale battaglia dall’amico di sempre, Carlo Buccirosso/Totò O’ Macellaio.
Il film mescola richiami visivi a “Dick Tracy” nelle fattezze esasperate, quasi caricaturali, dei protagonisti criminali, così come a “Sin City” nelle silhouette in chiaroscuro (necessariamente semplificate, per ragioni di costo) e nell’uso accentuato della voce narrante, passando attraverso la Napoli verace, nel linguaggio e nello spirito, di anime nere o ingenue ritratte alla maniera dei Manetti Bros.
Igort, nella duplice veste di sceneggiatore e regista, non si limita a richiamare suggestioni altrui, ma introduce palazzi grandiosi e diroccati fotografati da NicolaJ Bruel come una quinta da pittura metafisica, o ancora interni piccolo-borghesi e dettagli d’epoca, che lo spettatore con qualche anno in più si può divertire a riconoscere.
La trama non è particolarmente originale, e la svolta finale della storia è ampiamente annunciata, anche se viene in buona parte riscattata da dialoghi e situazioni a cavallo fra tragedia e ironia (irresistibile la rievocazione del padre di Peppino, e le sue considerazioni filosofico-morali sull’Uomo Gatto).
Nel complesso è un buon film, malgrado qualche caduta di ritmo nella parte finale, alla cui riuscita contribuiscono non poco le interpretazioni di Servillo e Buccirosso, al solito eccellenti, coadiuvati da una Golino abbastanza convincente, e da una serie di bravi comprimari.

aprile 7, 2020 at 1:24 PM Lascia un commento

IL PROFESSORE E IL PAZZO regia di Farhad Safinia – recensione di Stefania de Zorzi

pazzo

 

“Il professore e il pazzo” è il bel titolo del film ispirato a una storia (vera) strana e affascinante, che si dipana lungo un arco di diversi anni nell’Inghilterra vittoriana. Nel 1872 il professor James Murray/Mel Gibson, linguista esperto seppure privo di titoli accademici, viene incaricato della stesura dell’Oxford Dictionary of English Language. L’opera è immane, anche perché bisogna tracciare la storia di ogni parola nelle sue sfumature ed accezioni attraverso i secoli:  un aiuto insperato arriva da William Chester Minor/Sean Penn, ufficiale e medico americano, nonché lettore onnivoro, rinchiuso per omicidio in un manicomio criminale.

Protagonista del film è il logos, la parola intesa come Verbo, principio organizzatore della realtà: Murray cerca disperatamente di catalogare e classificare una materia che per sua natura è dinamica, inafferrabile nel suo continuo mutamento, intessuta di strati sovrapposti attraverso i secoli. Chester Minor, vittima di allucinazioni e di trattamenti psichiatrici improntati di volta in volta a considerazioni umanitarie o alla barbarie sperimentale, coglie nella parola il potere di evadere da una realtà crudele e da se stesso. Nasce così un’amicizia bella e complicata fra il professore erudito e il pazzo depositario di un prodigioso sapere letterario: relazione che nel film risulta più credibile e meno incline a scivoloni melodrammatici rispetto alla storia d’amore, che determina una tragica svolta della trama nella seconda parte.
Il soggetto è interessante, sorretto da buoni dialoghi (nel primo tempo almeno, mentre il secondo si dilunga in eccessi patetici e dispute accademiche) e da attori formidabili (non solo Gibson e Penn, ma anche Natalie Dormer nei panni della vedova Merritt). Cast e sceneggiatura compensano la regia un po’ opaca di P.B. Shemran (pseudonimo di Farhad Safinia), meticoloso e di buone intenzioni, ma a tratti pedante come i filologi avversi a Murray.
Rimane comunque un film da vedere, godendo dei risvolti di una storia in cui l’assenza della tecnologia spicca rispetto al genio e alla paziente e ossessiva dedizione dei protagonisti.
E’ di conforto il messaggio del perdono che vince sul desiderio di vendetta, in controtendenza rispetto alla logica spietata da codice di Hammurabi di molto cinema contemporaneo.

marzo 27, 2020 at 2:04 PM Lascia un commento

ALPHAVILLE OSCARS 2020

OSCARS

Non siamo i soli a sostenere, qui ad Alphaville, che il 2019 sia stata una grande annata per il cinema. 

Lo conferma la folta e convinta partecipazione degli “alphavillers”, mai così numerosi come quest’anno. 

Per render conto della ricchezza di stimoli e proposte provenienti dai film dello scorso anno, abbiamo deciso di riportare le prime venti posizioni (di solito ci limitavamo a dieci)

Chiunque scorrendo queste liste potrà scoprire titoli che gli erano sfuggiti e che val la pena recuperare, e nutrire in questo modo l’infinita curiosità e fame di immagini che caratterizza ogni buon vero cinefilo.

Un amico osservava  che gli Oscar di Alphaville sono in realtà molto più credibili di quelli di Los Angeles, perché non ci sono retroscena ed interessi di sorta.

Ci piace pensare che abbia ragione anche perché qui davvero la sola ragione di essere di questa classifica è la passione per il cinema e il piacere di condividerla con più persone possibili.

 

Classifica definitiva:

 

 

1  Joker

2  C’era una volta a… Hollywood

3   Il traditore

     Parasite

4   La favorita

5   Green book

6   The Irishman

7   L’ ufficiale e la spia

8   Il corriere

9   Midsommar

10 La casa di Jack

11 Il colpevole

      Martin Eden

12  Suspiria

13  Ritratto della giovane in fiamme

Storia di un

matrimonio

14  La vita invisibile di Euridice Gusmao

15  I Fratelli Sisters

16  Un giorno di pioggia a New York

Il primo re

17  Il signor Diavolo

18  Ad Astra

      Cafarnao

      La belle Époque

      Climax

19  Ricordi?

      La paranza dei

      bambini

20 I morti non

       muoiono

 

 

Alberto Merli

 

C’era una volta Hollywood

The mule

La favorita

I fratelli Sisters

Joker

Le Mans ’66

Martin Eden

Il sindaco del rione Sanità

Il traditore

Green book

 

Paolo Ligutti

 

Parasite

The Irishman

Ritratto della giovane in fiamme

C’era una volta a Hollywood

Midsommar

Il traditore

L’ufficiale e la spia

La favorita

 

Marco Zanini

 

Cena con delitto

Joker

Oro verde

La favorita

I morti non muoiono

Avengers: Endgame

It – capitolo due

Parasite

C’era una volta a Hollywood

Il corriere

 

Stefania Guardincerri

 

Martin Eden

C’era una volta a Hollywood

Un giorno di pioggia a New York

L’ufficiale e la spia

Grazie a Dio

La paranza dei bambini

Dolor y gloria

Parasite

 

Stefania De Zorzi

 

L’ufficiale e la spia

Green Book

La favorita

Il traditore

Le Mans 66

Il colpevole

Dolor y Gloria

Avengers – Endgame

Captain Marvel

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Oro verde

 

Virginia Politi

 

Joker

Charlie Says

Il traditore

Green Book

Parasite

Un giorno di pioggia a New York

La dea fortuna

Dolor y Gloria

C’era una volta a Hollywood

Downton Abbey

 

Barbara Belzini

 

Parasite

La favorita

La casa di Jack

Climax

Oro verde

Ricordi?

Dolor y Gloria

La vita invisibile di Euridice Gusmao

Il traditore

Noi

La Belle Epoque

 

Andrea Regondi

 

Joker

C’era una volta a Hollywood

Yesterday

Noi

Midsommar

La casa di Jack

I morti non muoiono

Ad Astra

Rocketman

La favorita

 

Angela Vai

 

Parasite

Joker

I figli del fiume giallo

Le invisibili

Dio è donna e si chiama Petrunia

Tesnota

Peterloo

L’ufficiale e la spia

Tutti pazzi a Tel Aviv

La dea fortuna

La vita invisibile di Euridice Gusmao

 

Eolo Willy Davoli

 

Parasite

Midsommar

Green Book

Border

I fratelli Sister

Stanlio e Ollio

I morti non muoiono

Copia originale

Il signor Diavolo

 

Vittoria Rossi

 

Joker

C’era una volta a Hollywood

Parasite

Il colpevole

Pinocchio

La favorita

Storia di un matrimonio

Noi

I morti non muoiono

Martin Eden

 

Claudio Polloni

 

The Irishman

Joker

Green Book

The Report

Il corriere

The King

L’ufficiale e la spia

Diego Maradona

Ad Astra

Pinocchio

 

Jonathan Fagioli

 

The Irishman

Storia di un matrimonio

L’ufficiale e la spia

Joker

Parasite

Dolor y Gloria

Downton Abbey

Green Book

Il traditore

La belle Epoque

 

Paolo Romani

 

Joker

C’era una volta a Hollywood

Il corriere

Doctor Sleep

3 from hell

Il signor Diavolo

Charlie Says

The Irishman

Il colpevole

Ad Astra

 

Silvia Signaroldi

 

Il colpevole

La favorita

Ricordi?

Green Book

La casa di Jack

Il traditore

Joker

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Tutti pazzi a Tel  Aviv

 

Chiara Granata

 

Climax

Border

Una notte di 12 anni

La casa di Jack

What is democracy

Il traditore

Martin Eden

Selfie

 

Federico Cristalli

 

La casa di Jack

The Irishman

C’era una volta a Hollywood

Il traditore

La vita invisibile di Euridice Gusmao

La mafia non è più quella di una volta

Midsommar

Dolor y Gloria

L’ufficiale e la spia

Il colpevole

Apocalypse now final cut

Burning

 

Piero Verani

 

Joker

The Irishman

I fratelli Sisters

La favorita

Parasite

C’era una volta a Hollywood

Suspiria

I figli del fiume giallo

Il traditore

La paranza dei bambini

 

Emiliano Borlenghi

 

Western stars

Joker

Il corriere

Martin Eden

C’era una volta a…Hollywood

Il primo re

Star wars – L’ascesa di Skywalker

Le Mans ’66

Rocketman

 

Umberto Gardella

 

La casa di Jack

La favorita

Joker

I Fratelli Sisters

Ricordi?

C’era una volta a…Hollywood

La paranza dei bambini

Il colpevole

Il traditore

Toy Story 4

 

Roberta Bravi

 

La casa di Jack

Dolor y gloria

La favorita

Joker

Martin Eden

Ricordi?

L’ufficiale e la spia

La vita invisibile di Euridice Gusmao

Una notte di 12 anni

Border

Il colpevole

Un’altra vita – Mug

 

Emanuele Pozzoli

 

Il colpevole

Un valzer tra gli scaffali

Tutti pazzi a Tel Aviv

Sarah e Saleem

Il paradiso probabilmente

Cafarnao

Nancy

 

Emiliano Raffo

 

Il corriere

Midsommar

Il signor Diavolo

The Irishman

Cena con delitto

Le Mans ’66

Rambo Last blood

Last Christmas

C’era una volta a…Hollywood

Joker

 

Gianluca Sgambuzzi

 

Joker

C’era una volta a…Hollywood

Rolling Thunder revue

Storia di un matrimonio

Gloria Bell

I figli del fiume giallo

Il colpevole

Un giorno di pioggia a New York

Old man and the gun

Toro scatenato (versione restaurata)

 

Angelo Bardini

 

Joker

Parasite

Cafarnao

L’ufficiale e la spia

Il traditore

La favorita

Tutti pazzi a Tel Aviv

C’era una volta a…Hollywood

La mafia non è più quella di una volta

Cena con delitto

 

 

Maurizio Arcari

 

C’era una volta a…Hollywood

Land

Il ritratto negato

La vita invisibile di Euridice Gusmao

L’ufficiale e la spia

Martin Eden

Suspiria

Dolor y gloria

Il paradiso probabilmente

I morti non muoiono

 

Eleonora Alberici

 

Downton Abbey

La favorita

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

I morti non muoiono

La paranza dei bambini

Il signor Diavolo

Suspiria

Il primo re

Il traditore

Midsommar

 

Giuseppina Testa

 

Noi

Climax

La casa di Jack

Burning

Midsommar

La favorita

Parasite

Storia di un matrimonio

C’era una volta a…Hollywood

The Irishman

 

Giulia Cipriani

 

The Irishman

Climax

Noi

Parasite

Midsommar

La casa di Jack

Suspiria

La favorita

Il primo re

Border

 

Ferruccio Brasi

 

Il primo re

Il corriere

Ritratto della giovane in fiamme

Joker

C’era una volta a…Hollywood

Burning

The Irishman

I Fratelli Sisters

La favorita

Le invisibili

 

 

Luigi Centenaro

 

La casa di Jack

Joker

C’era una volta a Hollywood

Suspiria

La favorita

Il primo re

Green book

Stanlio e Ollio

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Cena con delitto

 

Carolina Amici

 

La favorita

Joker

C’era una volta a Hollywood

Dolor y gloria

Belle époque

Martin Eden

 

Andrea Canepari

 

Martin Eden

Parasite

La favorita

Dumbo

Storia di un matrimonio

Le Mans ’66

La mafia non è più quella di una volta

Il traditore

Green book

Panama papers

 

Paola Gozzi

 

Dolor y gloria

Il traditore

Ritratto della giovane in fiamme

La vita invisibile di Euridice Gusmao

L’ufficiale e la spia

Un giorno di pioggia a New York

Belle époque

Joker

C’era una volta a Hollywood

Il corriere

 

Maurizio Beretta

 

I Fratelli Sisters

Joker

The Irishman

Dolor y gloria

Il traditore

 

Lorenza Braghieri

 

Dolor y gloria

L’ufficiale e la spia

The farewell

Ritratto della giovane in fiamme

C’era una volta a…Hollywood

Un giorno di pioggia a New York

The Irishman

Belle époque

Storia di un matrimonio

Joker

 

Nicola Manuppelli

 

L’ufficiale e la spia

The Irishman

The farewell

Dolor y gloria

C’era una volta a…Hollywood

Un giorno di pioggia a New York

Ritratto della giovane in fiamme

Midsommar

Storia di un matrimonio

Joker

 

Carlo Confalonieri

TOP 30 2019 diventa Top 35 2019 con l’ aggiunta di 2 grandi film polacchi, di un grande film fantastico(BORDER),del magnifico film di Ozon(GRAZIE A DIO)e del bellissimo MARRIAGE STORY. E migliori attori e attrici diventano 5 per categoria con l aggiunta di Adam Driver e Laura Dern da MARRIAGE STORY.

Maestri UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK(Allen)

DOLOR Y GLORIA(Almodovar)

IL TRADITORE(Bellocchio)

J’ACCUSE(Polanski)

Streghe MIDSOMMAR(Aster)

SUSPIRIA(Guadagnino)

Psyco NANCY(Choe)

SWALLOW(Mirabella-Davis)

JOKER(Phillips)

Affetti MARRIAGE STORY(Baumbach)

AMANDA(Hers)

SE LA STRADA POTESSE PARLARE(Jenkins)

LE NOSTRE BATTAGLIE(Senez)

Lgbt PLAIRE AIMERER ET COURIR VITE(Honore’)

IL PRINCIPE(Munoz)

RITRATTO DELLA RAGAZZA IN FIAMME(Sciamma)

Solitudini 3 JOURS A QUIBERON(Atef)

BURNING(Lee Chang-Dong)

DUE AMICI(Garrell)

UN VALZER TRA GLI SCAFFALI(Stuber)

Distopici  PARASITE(Bong Joon-Ho)

VOX LUX(Corbet)

Eccentrici I FRATELLI SISTERS(Audiard)

COPIA ORIGINALE(Heller)

Donne LA VITA INVISIBILE DI EURIDICE GUSMAO(Ainouz)

CHE FINE HA FATTO BERNADETTE?(Linklater)

Epocali TESNOTA(Balagov)

I FIGLI DEL FIUME GIALLO(Jia Zhangke)

GRAZIE A DIO(Ozon)

Elegie THE RIDER(Zhao)

Family Horror LA LLORONA(Bustamante) NOI(Peele)

Polacchi CORPUS CHRISTI( Komasa)

MUG(Szumowska)

Fantasy BORDER(Abbasi)

ATTRICI Marie Baumer(3 Jours a Quiberon)

Cate Blanchett(CHE FINE HA FATTO BERNADETTE?)

Florence Pugh(MIDSOMMAR)

Darya Zovnhar(TESNOTA)

Laura Dern(Marriage Story)

ATTORI  Antonio Banderas(DOLOR Y GLORIA)

Roman Duris (LE NOSTRE BATTAGLIE)

PierFrancesco Favino(IL TRADITORE)

Joaquin Phoenix(JOKER)

Adam Driver(Marriage Story)…

 

Virginia Carolfi

 

Dolor y gloria

Parasite

Rocket man

Suspiria

La vita invisibile di Euridice Gusmao

Le Mans ’66

Il traditore

Joker

Ritratto della giovane in fiamme

Una notte di 12 anni

 

Rebecca Orlandi

 

Suspiria

C’era una volta a Hollywood

Parasite

Climax

Midsommar

Martin Eden

Joker

The Irishman

La favorita

La casa di Jack

 

Federica Orlandi

 

Avengers: Endgame

C’era una volta a Hollywood

Parasite

Climax

Midsommar

Martin Eden

Joker

The Irishman

La favorita

La casa di Jack

 

Mirko Milani

 

C’era una volta a Hollywood Parasite

Green book

Joker

Il corriere

Il colpevole

Belle époque

La favorita

L’ufficiale e la spia

Il traditore

Parasite

 

Emanuele Baldo

 

La casa di Jack

La favorita

American animals

Cafarnao

Il corriere

Joker

C’era una volta a Hollywood

Green book

Parasite

The Irishman

 

Carmine Caletti

 

C’era una volta a Hollywood

Parasite

Joker

Noi

Green book

The Irishman

Midsommar

Il paradiso probabilmente

Che fare quando il mondo è in fiamme

La favorita

 

Cristina e Carlo Ferrari

 

Green book

Il traditore

Joker

La paranza dei bambini

Martin Eden

La vita invisibile di Euridice Gusmao

C’era una volta a Hollywood

Il corriere

Blue my mind

Stanlio e Ollio

La favorita

 

Alessandro Fornasari

Il traditore
Green book
Joker
Parasite
Il corriere
C’era una volta a Hollywood
The Irishman
Tutti pazzi a Tel Aviv
Dilili a Parigi
La favorita

 

Manuel Monteverdi

 

Avengers: Endgame

La casa di Jack

Rambo Last blood

Il colpevole

Joker

Noi

Il signor Diavolo

La paranza dei bambini

Midsommar

C’era una volta a Hollywood

 

Andrea Bertonazzi

 

L’ufficiale e la spia

Parasite

C’era una volta a…

Hollywood

Joker

Il traditore

Ritratto della giovane in fiamme

Midsommar

Il primo re

I figli del fiume giallo

Light of my life

 

Adriana Gatti

 

Belle époque

L’ufficiale e la spia

Antropocene

Green book

Solo cose belle

Joker

Stanlio e Ollio

Dolor y gloria

Il corriere

Tutto il mio folle amore

Un giorno di pioggia a New York

 

Fabio Baldo

 

Motherless Brooklyn

Captive state

Light of my life

I Fratelli Sisters

Copia originale

Peterloo

La favorita

Serenity

Il corriere

La casa di Jack

L’ufficiale e la spia

 

Francesca Fontana

 

La favorita

Parasite

C’era una volta a Hollywood

Dolor y gloria

Charlie Says

L’ufficiale e la spia

Joker

Il traditore

I Fratelli Sisters

Martin Eden

 

Stefano Sampaolo

 

Parasite

La favorita

Dio è donna e si chiama Petrunia

Martin Eden

La casa di Jack

Storia di un matrimonio

C’era una volta a Hollywood

Dov’è il mio corpo

Il colpevole

I Fratelli Sisters

 

Filiberto Molossi

 

Parasite

La favorita

The Irishman

Joker

Storia di un matrimonio

C’era una volta a Hollywood

L’ufficiale e la spia

Il traditore

Dolor y gloria

La vita invisibile di Euridice Gusmao

 

Francesca Ferrari

 

Parasite

L’ufficiale e la spia

Ritratto della giovane in fiamme

Il traditore

Dolor y gloria

Midsommar

The farewell

C’era una volta a Hollywood

Suspiria

Dov’è il mio corpo?

 

Paolo Guglielmoni

 

Ad Astra

Avengers – Endgame

C’era una volta a Hollywood

The Irishman

Joker

I morti non muoiono

Panama papers

Psicomagia

Il signor Diavolo

Suspiria

 

Alessandro Zucconi

 

Burning

Ritratto della giovane in fiamme

Parasite

La favorita

La belle Époque

Climax

L’angelo del crimine

Il traditore

Quel giorno d’estate

Ad Astra

 

Marco Gladiosi

 

Il signor Diavolo

C’era una volta a Hollywood

Cinque è il numero perfetto

Stanlio e Ollio

Non sono un assassino

Il traditore

Tutti pazzi a Tel Aviv

Il testimone invisibile

Mio fratello rincorre i dinosauri

Il corriere

 

Amarilli Regé

 

Il signor Diavolo

C’era una volta a Hollywood

Cinque è il numero perfetto

Stanlio e Ollio

Non sono un assassino

Il traditore

Tutti pazzi a Tel Aviv

Il testimone invisibile

Mio fratello rincorre i dinosauri

Il corriere

 

Enrico Bosi

 

Joker

Il colpevole

I Fratelli Sisters

Green book

Il corriere

 

Pigi Ranza

 

La vita invisibile di Euridice Gusmao

Dolor y gloria

Carmen y Lola

Ritratto della giovane in fiamme

Storia di un matrimonio

Dove la terra trema

La favorita

Panama papers

Diecisiete

Elisa y Marcela

 

Enza Ranza

 

La vita invisibile di Euridice Gusmao

Ritratto della giovane in fiamme

Carmen y Lola

Storia di un matrimonio

Dolor y gloria

Atlantique

Panama papers

Dove la terra trema

Diecisiete

La favorita

 

Marco Braga

 

Green book

Rocketman

Dumbo (Tim Burton)

Joker

C’era una volta a Hollywood

Il re leone

Le Mans ’66

The Irishman

Il primo re

Il corriere

 

Giuseppe Piolini

 

Joker

C’era una volta a Hollywood

Il corriere

Green book

Ad Astra

La dea fortuna

La favorita

Stanlio e Ollio

La paranza dei bambini

Suspiria

 

Paola Siboni

 

American animals

Cafarnao

C’era una volta a Hollywood

Dolor y gloria

Un giorno di pioggia a New York

Parasite

Ritratto della giovane in fiamme

L’età giovane

Le verità

Joker

 

Lisa Bricarello

 

Cena con delitto

Joker

The Irishman

L’ospite

The rider

Le invisibili

 

Andrea Brezzi

 

Parasite

Belle époque

Ritratto della giovane in fiamme

7 sconosciuti a El Royale

Anon

Dolor y gloria

Il traditore

La favorita

A.i. rising

American animals

 

Cristina Brezzi

 

Parasite e Ritratto della giovane in fiamme (ex-aequo)

Belle époque

Il mio profilo migliore

A.I. rising

American animals

Il traditore

Stanlio e Ollio

C’era una volta a Hollywood

Le verità

 

Andrea Podini

 

Green book

Joker

Sofia

Il corriere

Mio fratello rincorre i dinosauri

La dea fortuna

Il traditore

Dolor y gloria

Domani è un altro giorno

Il campione

 

Hilde Daparma

 

Suspiria

Mio fratello rincorre i dinosauri

Sofia

Green book

Joker

Le invisibili

Il corriere

La dea fortuna

Il traditore

L’uomo del labirinto

 

Simona Corsi

 

Ricordi?

Cafarnao

L’ufficiale e la spia

Ritratto della giovane in fiamme

Beautiful boy

Belle époque

Il traditore

Joker

La vita invisibile di Euridice Gusmao

Le nostre battaglie

 

Giuseppe Imprezzabile

 

C’era una volta a Hollywood

Dio è donna e si chiama Petrunya

Joker

Martin Eden

L’ospite

Parasite

Il paradiso probabilmente

Sarah e Saleem

Il signor Diavolo

La vita invisibile di Euridice Gusmao

 

Annamaria Melchi

 

La dea fortuna

Green book

Il traditore

Martin Eden

Charlie says

C’era una volta a Hollywood

 

Vittorio Fusco

 

La dea fortuna

Dolor y gloria

Cafarnao

Un giorno di pioggia a New York

L’ufficiale e la spia

Parasite

La paranza dei bambini

Il corriere

Joker

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

 

Giusi Guglielmetti

 

Oro verde

Cafarnao

Beautiful boy

Joker

Il traditore

Il primo re

Le nostre battaglie

Sarah e Saleem

Dolor y gloria

Parasite

 

Lia Panigari

 

Cafarnao

Il corriere

Green book

Il traditore

Le nostre battaglie

Il primo re

Oro verde

La favorita

Sarah e Saleem

Dolor y gloria

 

Emilia Guglielmetti

 

Dolor y gloria

Martin Eden

Storia di un matrimonio

Il traditore

I morti non muoiono

The Irishman

Beautiful boy

Joker

C’era una volta a Hollywood

Panama papers

 

Laura Arossa

 

La casa di Jack

Suspiria

Border

Parasite

Joker

Martin Eden

Dolor y gloria

C’era una volta a Hollywood

La favorita

Ritratto della giovane in fiamme

Il traditore

 

 

Luca Suzzani

 

Climax

C’era una volta a Hollywood

La casa di Jack

The Irishman

Joker

Midsommar

Il mostro di St. Pauli

The Nest

Il signor Diavolo

Suspiria

 

Martina Lusardi

 

Star Wars – L’ascesa di Skywalker

Green book

Joker

Parasite

La favorita

Storia di un matrimonio

Le Mans ’66

Maria Regina di Scozia

Dove la terra trema

The wife

 

Rosaria Pescara

 

Il primo re

Dolor y gloria

C’era una volta a Hollywood

Cafarnao

Green book

The Irishman

La favorita

Parasite

 

Emi Frattoni

 

Storia di un matrimonio ex – aequo Prasite

C’era una volta a Hollywood

I morti non muoiono

I Fratelli Sisters

Il traditore

Una notte di 12 anni

Il colpevole

Green book

Ricordi?

Joker

 

Andrea Bardoneschi

 

Dolor y gloria  e Parasite  ex-aequo

Storia di un matrimonio

C’era una volta a Hollywood

La casa di Jack

Il colpevole

Benvenuti a Marween

I Fratelli Sisters

Il primo re

Vice  – l’uomo nell’ombra

Il traditore

The Irishman

 

Andrea Sportelli

 

C’era una volta a Hollywood

L’ufficiale e la spia

Joker

Diego Maradona

Il sindaco del rione Sanità

Il traditore

Dolor y gloria

The Irishman

Il primo re

Ad Astra

 

Daniele Fogliazza

 

Joker

Star Wars – L’ascesa di Skywalker

C’era una volta a Hollywood

I Fratelli Sisters

Il primo re

Suspiria

 

Daniela Asmundo

 

Suspiria

Parasite

Green book

La casa di Jack

C’era una volta a Hollywood

Joker

Il signor Diavolo

Midsommar

The Nest

La favorita

 

Gianluca Groppi

 

Parasite

Burning

Joker

La favorita

L’ufficiale e la spia

I figli del fiume giallo

Il signor Diavolo

Cena con delitto

Il colpevole

 

Annalisa Bendelli

 

Burning

Un giorno di pioggia a New York

Ricordi?

Martin Eden

Copia originale

Le invisibili

L’ospite

La favorita

 

Marco Battaglia

 

Climax

C’era una volta a Hollywood

Joker

Che fare quando il mondo è in fiamme

Storia di un matrimonio

Green Book

Parasite

Midsommar

The Irishman

 

Fabrizio Milani

 

Ricordi?

Suspiria

CLIMAX

Un altra vita (MUG)

Joker

La Casa di Jack

Midsommar

Border

Il colpevole

Star Wars- l’ascesa di Skywalker

 

Fontana Franco

 

Joker

Il traditore

C’era una volta a Holliwoo

L’ufficiale e la spia

La vita invisibile di Euridice Gusmao

La mafia non e’ piu’ quella di una volta

Dolor y gloria

Green book

La dea fortuna

Un giorno di pioggia a New York

 

Marco Botti

 

Dolor y Gloria

Rude Boy: The story of Trojan Records

The Irishmen

C’era una volta ad Hollywood

Psicomagia – Un’arte per guarire

 

Roberto Albanesi

 

Joker

C’era una volta ad Hollywood

Sobibor

Parasite

Suspiria

Midsommar

La paranza dei Bambini

 

Alessia Bessi

 

°Storia di un matrimonio

°Che fare quando il mondo è in fiamme

°Joker (ex aequo)

Il traditore

Midsommar

Dolor y gloria

Climax

C’era una volta a Hollywood

The Irishman

La Favorita

Green Book

Cena con delitto

Martin Eden

 

Piero Anselmi

 

Ad Astra

C’era una volta a Hollywood

Fratelli Sister

Joker

Parasite

Stanlio e Ollio

Cafarnao

Detour

 

Mino Manni

 

Joker

 

L’ufficiale e la spia
Il primo re
Il traditore
The Irishman
La casa di Jack
I figli del fiume giallo
Il corriere ( the mule)
Dolor y gloria
Un giorno di pioggia a NewYork

 

Alice e Roberto Botti

 

Joker

Ad Astra

Il corriere

Green book
Il traditore
Un giorno di pioggia a New York
The Irishman
It 2
Star Wars – L’ascesa di Skywalker
L’ufficiale e la spia

 

Patrick Cordani

 

Joker
Il colpevole
Sarah e Saleem
Beautiful boy
Green book

 

Michele Tagliaferri

 

Joker

 

Il Grande salto

 

C’era una volta a Hollywood

 

Il Corriere

 

Le Verita’

 

Oreste

 

Joker

Green book

Cafarnao

The farewell

Momenti di trascurabile felicità

Parasite

Paranza dei bambini

Sarah e Saleem

Sir cenerentola a Mumbai

Downton Abbey

 

Antonio

 

Ricordi? Ex-aequo con

La belle Époque  e con

Ritratto della giovane in fiamme

 

Cafarnao

 

Joker

 

Il traditore

 

La favorita

 

L’ufficiale e la spia

 

Il colpevole

 

Oro verde

 

La vita invisibile di Euridice Gusmao

 

Parasite

 

Midsommar

 

Cecco

in ordine alfabetico

 

Ad Astra

 

Cafarnao

 

C’era una volta a Hollywood

 

Il Colpevole (the guilty)

 

La favorita

 

I Fratelli Sisters

 

Joker

 

Midsommar

 

The Nest

 

Parasite

 

Ricordi?

 

Il traditore

 

 

 

 

febbraio 10, 2020 at 12:06 PM Lascia un commento

1917 regia di Sam Mendes – recensione di Stefania De Zorzi

1917

Sam Mendes è un regista relativamente poco prolifico, da cui tuttavia lo spettatore può attendersi un’interpretazione sempre originale dei canoni di genere: in 1917  non tradisce le aspettative, e confeziona un film tanto straordinario dal punto di vista formale, quanto essenziale fino alla scarnificazione nella trama e nei dialoghi.
Due caporali dell’esercito inglese, William Schofield/George MacKay e Tom Blake/Dean-Charles Chapman, di stanza in Francia nel 1917, ricevono dal generale Erinmore/Colin Firth l’ingrato compito di consegnare al colonnello MacKenzie/Benedict Cumberbatch il dispaccio contenente l’ordine di sospendere un attacco in forze contro i tedeschi, che si rivelerebbe una trappola mortale per 1600 uomini. Per portare a termine la loro missione, i due soldati devono attraversare nell’arco di poche ore una “terra di nessuno” irta di insidie.
Mendes gira tutto il film dando la parvenza di un piano sequenza ininterrotto, in cui la macchina da presa non cessa (quasi) mai di seguire i suoi protagonisti, con un unico stacco poco oltre la metà: in realtà, come dichiarato dal regista,  ci sono dei raccordi fra alcune inquadrature, che rimangono però invisibili agli occhi del pubblico. La tecnica è volta a creare diversi effetti: l’immersione totalizzante dello spettatore nella vicenda è quello forse più evidente, anche se non è da meno il gioco emotivo fra l’intensità dei primi piani sui volti dei personaggi, e l’allontanamento progressivo usando campi medi e lunghi che svelano il mondo attorno a loro, in una prospettiva che muta continuamente dal soggettivo all’oggettivo e ritorno.
Il risultato finale è quello di un videogioco estremamente sofisticato in cui i personaggi devono affrontare vari livelli, dall’Inferno dantesco delle trincee abbandonate, da cui spuntano i volti e gli arti dei cadaveri semi-sepolti nel fango, al cascinale dall’aria sinistra, al paese in fiamme, e così via fino all’ultimo, sospirato traguardo rappresentato dal raggiungimento del battaglione Devon al di là della foresta.
Luci e colori, in una commistione di richiami pittorici e tecnologici, esasperano gli effetti drammatici e un senso complessivo di irrealtà, fra il verde saturo dei campi, il bianco accecante della sabbia, il chiaroscuro denso di pericoli mortali della città invasa dai tedeschi.
Si rimane ammirati dal virtuosismo con cui Mendes dirige questa sorta di sparatutto, in cui la macchina da presa ruota attorno ai protagonisti per leggerne le emozioni o invece per focalizzarsi su un potenziale pericolo, così da dare la sensazione allo spettatore di indossare un visore tridimensionale di realtà virtuale. Al tempo stesso l’estrema semplificazione della storia e della sceneggiatura può dare adito a qualche perplessità.
Seppure il tema e la tecnica immersiva lo accomunino a Nolan, Mendes è più dalle parti di Mad Max: Fury Road, che di Dunkirk: privilegia in modo netto la forma rispetto alla sostanza, forse perché sulle due guerre mondiali è già stato detto tanto, che nel 2020 non è importante ciò che si dice sull’argomento, quanto il modo in cui lo si fa.
Il cast  annovera protagonisti bravi ma semi-sconosciuti, per scelta registica, così da non influenzare le aspettative del pubblico rispetto al carico evocativo di nomi molto noti, mentre gli attori famosi rimangono come contorno di lusso.
Alcuni momenti spiccano sopra agli altri: l’interminabile attraversamento iniziale della trincea claustrofobica e serpeggiante, affollata di uomini ammassati gli uni sugli altri (qui il precedente di Birdman è evidente), così come la malinconica, emozionante ballata cantata nella foresta: perché se la trama è scarna, il pathos e la partecipazione agli eventi narrati non mancano affatto.
Film da vedere, assolutamente al cinema.

 

gennaio 29, 2020 at 10:52 am Lascia un commento

L’ufficiale e la spia di Roman Polanski recensione di Stefania De Zorzi

foto-l-ufficiale-e-la-spia-2-low1
Ogni democrazia ha i suoi momenti oscuri, in cui i diritti dell’uomo vengono negati e l’ingiustizia perpetrata, a dispetto delle dichiarazioni ufficiali: “L’ufficiale e la spia”, l’ultimo film diretto da Roman Polanski e co-sceneggiato con Robert Harris, autore del libro omonimo, è imperniato sull’affare Dreyfus, che evidenziò l’anti-semitismo latente in Francia alla fine dell’Ottocento.
E’ il gennaio 1895, e il capitano alsaziano di origini ebree Alfred Dreyfus/Louis Garrel viene condannato per alto tradimento alla deportazione sulla remota Isola del Diavolo: il tenente colonnello Marie-Georges Picquart/Jean Dujardin, promosso per l’occasione a capo dell’Ufficio Statistiche, copertura ai servizi segreti francesi, indaga su sospetti scambi di corrispondenza fra l’addetto militare tedesco in Francia e una spia, portando alla luce la fragilità del castello di prove su cui il tribunale militare si era basato per decretare la colpevolezza di Dreyfus.
Polanski passa dal campo lungo dell’ampio cortile dell’Ecole Militaire di Parigi, in cui Dreyfus viene degradato e umiliato di fronte a una folla di soldati dai volti indistinguibili, a un picnic sull’erba in stile impressionista, a piani sequenza in cui la cinepresa segue il protagonista attraverso corridoi bui e polverosi, o all’interno di appartamenti eleganti e decadenti.
Il film è un piacere per gli occhi, per i movimenti di macchina così come per l’attenzione meticolosa alla ricostruzione degli ambienti, dei costumi, dei volti ritratti dalle foto e dalle illustrazioni dell’epoca, ma non solo: è un thriller dal ritmo serrato, in cui poliziotti ed agenti segreti utilizzano in modo pionieristico appostamenti, fotografie a distanza, ricatti a sfondo sessuale, perizie calligrafiche scientificamente (in)fondate per giungere alla verità o al contrario per forzarla e manipolarla.
E’ anche la storia del ruolo svolto dall’informazione e dagli intellettuali (in questo momento storico viene pubblicato il famoso “J’accuse” di Zola sul quotidiano L’Aurore) rispetto alle macchinazioni di un’élite militare e giudiziaria disposta a tutto per occultare i propri sbagli, frutto di pregiudizi radicati: ed è soprattutto la rivelazione di un sentimento anti-semita frutto di invidia e di un antico rancore che corrode, talvolta in modo inconsapevole, gli animi sia dei potenti che di buona parte del popolo francese all’epoca della Terza Repubblica.
Polanski intreccia con consumata maestria alcuni dei temi già affrontati nel suo cinema precedente: il passato come  richiamo doloroso e inquietante al presente, i demoni serpeggianti sotto il perbenismo ipocrita, la civiltà che si frantuma in situazioni kafkiane.
Il protagonista Dujardin primeggia su tutto il cast, con un’interpretazione misurata e appassionata al tempo stesso; supportato egregiamente dagli odiosi generali Gonse/Hervé Pierre e Billot/Vincent Grasse, così come dall’ambiguo maggiore Henry/Grégory Gadebois, o ancora dal cialtronesco Bertillon/Mathieu Amalric.
Girato in modo preciso senza pedanteria, talentuoso senza auto-compiacimento: sicuramente uno dei migliori film dell’ann

novembre 28, 2019 at 11:04 am Lascia un commento

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