Avengers: Endgame regia di Anthony Russo & Joe Russo – recensione di Stefania De Zorzi –

avengers end

“Avengers: Endgame”, mantiene la promessa del titolo e conclude in modo definitivo la saga dei supereroi Marvel.
Nel precedente “Avengers: Infinity War”, il folle titano Thanos/Josh Brolin, dopo essersi impossessato di tutte e sei le gemme dell’infinito, aveva sterminato con uno schiocco delle dita metà delle creature viventi dell’universo. Il capitolo successivo prende le mosse a casa di Clint Barton (Occhio di Falco)/Jeremy Renner un paio di minuti prima che la tragedia si consumi, si sposta due giorni dopo su scala cosmica con l’arrivo di Carol Danvers (Capitan Marvel)/Brie Larson, e compie infine un salto di cinque anni, quando i protagonisti si riuniscono e intraprendono una serie di viaggi nel passato, nel tentativo di sottrarre le gemme e annullare l’Apocalisse.
Alla regia Joe ed Anthony Russo, tanto impavidi quanto i supereroi di cui narrano le gesta: in quest’episodio i due fratelli sfidano con spudorata disinvoltura le leggi che regolano i viaggi nel tempo secondo i canoni classici del genere e, cosa ancora più grave, osano modificare radicalmente gli attributi fisici e morali di alcuni personaggi, rendendoli quasi irriconoscibili agli occhi dei fan.
La prima ora indugia lenta su un mondo in lutto per i propri cari svaniti in cenere nell’aria (bello lo smarrimento iniziale di Renner, così come l’immagine degli alti memoriali su cui sono incisi i nomi delle persone scomparse), povera di azioni roboanti e di effetti speciali. Dopo l’introspezione, il silenzio degli assenti, la ricerca di ex-eroi allo sbando, la narrazione accelera improvvisamente, e lo spettatore viene coinvolto per le due ore seguenti in un gioco trascinante, che incastona sequenze di film passati nella trama come le gemme sul guanto dell’infinito.
Nebula/Karen Gillian è l’eroina femminile più interessante che si sia vista al cinema negli ultimi anni, capace fin dalle prime scene di un’evoluzione umana straordinaria, che la colloca ben al di sopra di Capitan Marvel o di Gamora/Zoe Saldana, rappresentate (e recitate) in modo molto più convenzionale. Iron Man/Robert Downey Jr, col volto smagrito e gli slanci di arroganza e di generosità, insieme a Cap/Chris Evans, incarnazione di un sogno americano dolce e impossibile, spiccano talentuosamente sulla moltitudine di eroi, fianco a fianco del procione Rocket, cui dà voce in originale Bradley Cooper, protagonista digitale ma non per questo di minor simpatia o spessore.


Verso la fine il film diventa affollato, forse troppo, ma la grande battaglia contro Thanos e il suo esercito è epica e alcune scene rimarranno nella memoria (limitando le anticipazioni, quelle che vedono protagonisti Cap, Thor e Iron Man). La parte conclusiva rallenta vistosamente, ma schiva la noia della ridondanza grazie alla svolta a sorpresa su un personaggio cardine.
E’ un film magnifico e imperfetto dal ritmo altalenante, in cui gli eroi giungono, sia caratterialmente che fisicamente, alle loro estreme conseguenze: da cui si esce dibattendo per ore sulle possibili incongruenze dei viaggi nel tempo, o sugli attributi negati di certi personaggi, che perdono la propria natura superiore e diventano “semplici” (forse banali, ma non è detto) esseri umani, o caricature di se stessi.
Lo spettatore percepisce un senso di ineluttabilità, la stessa vantata da Thanos, grandioso malvagio che conferisce una dimensione filosofico-religiosa al film. Fumetto, cinema e mitologia moderna si saldano insieme in un tutt’uno imperdibile, anche per chi non avesse conoscenza degli episodi precedenti.

maggio 11, 2019 at 7:23 pm Lascia un commento

Oro Verde – C’era Una Volta In Colombia – L’annientamento di una civiltà regia Ciro Guerra, Cristina Gallego – recensione di Marco Zanini –

oro verde

 

In Colombia, alla fine degli anni sessanta, Zaida, giovane ragazza degli indiani Wayuu, viene scelta da Rapayet come moglie. Úrsula però, l’anziana della tribù, fissa la dote che Rapayet deve pagare per sposare Zaida: trenta capre, venti mucche, cinque collane e due muli. Per ottenerli il ragazzo vende marijuana a degli hippy americani. E’ l’inizio di un business che porterà grande ricchezza ma anche un devastante percorso di violenza.

Ciro Guerra e Cristina Gallego dirigono e raccontano una triste e sanguinosa fase della storia colombiana: il percorso del commercio della droga che negli anni ottanta vedrà la nascita del cartello di Medellìn e al contempo l’avvento del capitalismo che ha distrutto un microcosmo di piccoli clan pacifici e arretrati.

I due registi fanno guadagnare l’eccellenza formale al loro film inquadratura dopo inquadratura, rapendo lo sguardo dello spettatore con una fotografia sontuosa e attraverso rituali folcloristici da brividi. Il rosso del vestito di Zaida durante la danza del corteggiamento con Rapayet, i volti coperti dai veli bianchi e neri durante il funerale, la cantilenante messa funebre nella riesumazione di un corpo, i paesaggi che vanno dai deserti, alle foreste e alle spiagge colombiane. Questa cura per l’immagine, unita al ricorso quasi totale alla lingua indios sottotitolata, affiancata allo spagnolo e all’inglese, donano un tocco documentaristico che esplode improvvisamente nel cinema gangster, che fa’ sembrare Oro Verde – C’era Una Volta In Colombia una sorta di poetico Scarface colombiano. I richiami alla tradizione però per Guerra e Gallego sono si emozionanti e raffinati, ma anche una condanna per i Wayuu. Nonostante infatti Rapayet avvii un florido commercio di droga con nobili propositi, deve continuamente fare i conti, non solo con individui violenti delle tribù rivali con cui si mette in affari, ma anche con l’attaccamento di Úrsula alla tradizione e ai messaggi precognitivi che le arrivano da una grande entità chiamata “sogno”. E Úrsula questa riconoscenza verso gli antichi non la perderà mai, nemmeno quando le cose precipiteranno sul serio. Oro Verde – C’era Una Volta In Colombia infatti non parla solo dell’intervento annichilente del capitalismo come arma di distruzione e come mezzo di sudditanza dell’uomo al potere, ma anche della sua incompatibilità con una realtà estremamente conservatrice e attaccata a valori che non c’entrano nulla con la società occidentale. Lo stesso sogno di arricchimento ed immagine che snaturerà completamente i Wayuu portandogli indumenti, macchine sempre più grandi, un quantitativo spropositato di armi e case che sembrano castelli, ma anche una ferocia e una spietatezza inarrestabili. Da benessere tutto si trasforma in terrore quando il rispetto impone che un torto subìto debba essere vendicato e represso nel sangue.

Non è solo una fetta di Colombia ad essere ingurgitata dagli Stati Uniti, che indifferenti contribuiscono alla cancellazione dei rimasugli di una civiltà già colonizzata, ma anche il tessuto cinematografico, che muta in terrificante action videoludico con una sparatoria degna di Michael Mann. Il film di Guerra e Gallego attacca tutto: l’ottusa ed insensata religiosità Wayuu, i soldi, la ricchezza, quel commercio della droga senza regole, la violenza disumana, la forma aberrante che acquisì il movimento hippy che arrivò a demonizzare il comunismo e ad esaltare il capitalismo. Nelle parole di Carmiña Martínez, interprete di Úrsula: “I narcos oggi sono di moda e Hollywood ci lucra.”, giusto per chiarire il messaggio. Nel film nessuno piange perchè ogni reazione emotiva è annientata dalle pallottole, ma Oro Verde – C’era Una Volta In Colombia è il tardivo pianto disperato di un popolo.

Zanini Marco

Oro Verde – C’era Una Volta In Colombia – L’annientamento di una civiltà.

 

maggio 4, 2019 at 7:07 pm Lascia un commento

Captive State un film di Rupert Wyatt recensione di Stefania De Zorzi

captive
“Captive State”, film di fantascienza diretto da Rupert Wyatt, si definisce in primo luogo in negativo, per tutto ciò che non è.
Non è un film di effetti speciali, pochi e appena accennati, con alieni intravisti nell’oscurità, e navicelle spaziali dai contorni indefiniti, simili a rocce sospese nel cielo come in un quadro di Magritte.
Non è neppure un film di eroi ed eroine di bell’aspetto dotati di super-poteri o di armi iper-tecnologiche, in cui lo spettatore possa identificarsi in una visione sublimata di se stesso: i fratelli protagonisti della rivolta, Gabriel/Ashton Sanders e Rafe Drummond/Jonathan Majors sono due attori semi-sconosciuti dal volto anonimo e dall’armamentario assai limitato, mentre domina le scene la figura massiccia e moralmente ambigua di William Mulligan/John Goodman.
Di contro, il futuro prossimo messo in scena da Wyatt echeggia in modo sinistro tormenti e ansie contemporanee: dalle mura inaccessibili dietro cui si trincerano gli alieni per escludere un’umanità derelitta, al tracciamento spietato di ogni singolo individuo, per finire con lo sfruttamento distruttivo delle risorse del pianeta, in collaborazione con una classe politica disposta a sostenere qualunque atrocità pur di salvaguardare i propri interessi e privilegi. Sempre lavorando per sottrazione, il mondo degli alieni è tanto più spaventoso in quanto mai completamente visto o conosciuto: il nemico extra-terrestre vede e controlla tutto, con l’aiuto di una scienza tecno-organica dalle connotazioni onniscienti (giusto un gradino più in là degli algoritmi che quotidianamente trasformano in parametri la nostra identità), mentre gli esseri umani combattono quasi alla cieca, in una condizione di tenebra fisica e psicologica. La fotografia corrobora il clima di incertezza e di precarietà con l’uso di colori desaturati, in un mondo grigio e offuscato in cui lo spettatore respira lo stesso alto tasso di polveri e di fumi dei protagonisti.
Wyatt si muove nel territorio politico di “V per Vendetta”, così come nella distopia violenta e opprimente di “Brazil”, incitando alla guerra e alla resistenza anziché alla ricerca dell’armonia e della pace, che in certi tempi non sono perseguibili.
Il ritmo è serratissimo fin dalle prime sequenze, con le scritte verdi dall’aria vagamente antiquata che riassumono in pochi minuti l’antefatto della dominazione aliena; la storia è compatta e ben congegnata, anche se relativamente prevedibile nel suo svolgimento.
Nel complesso è un film interessante, da vedere a dispetto della mancanza di sorprese e di protagonisti per i quali provare empatia, sia per l’ottima regia che per le riflessioni suscitate in maniera avvincente e non didascalica. Forse un po’ manicheo nella contrapposizione tra alieni-schiavisti e umani tragicamente eroici, ma efficace.

aprile 2, 2019 at 12:21 pm Lascia un commento

Il professore e il pazzo – regia P.B. Shemran – recensione di Stefania De Zorzi

 

 

 

prof paz

“Il professore e il pazzo” è il bel titolo del film ispirato a una storia (vera) strana e affascinante, che si dipana lungo un arco di diversi anni nell’Inghilterra vittoriana. Nel 1872 il professor James Murray/Mel Gibson, linguista esperto seppure privo di titoli accademici, viene incaricato della stesura dell’Oxford Dictionary of English Language. L’opera è immane, anche perché bisogna tracciare la storia di ogni parola nelle sue sfumature ed accezioni attraverso i secoli: un aiuto insperato arriva da William Chester Minor/Sean Penn, ufficiale e medico americano, nonché lettore onnivoro, rinchiuso per omicidio in un manicomio criminale.
Protagonista del film è il logos, la parola intesa come Verbo, principio organizzatore della realtà: Murray cerca disperatamente di catalogare e classificare una materia che per sua natura è dinamica, inafferrabile nel suo continuo mutamento, intessuta di strati sovrapposti attraverso i secoli. Chester Minor, vittima di allucinazioni e di trattamenti psichiatrici improntati all’inizio a spirito umanitario e successivamente alla barbarie sperimentale, coglie nella parola il potere di evadere da una realtà crudele e da se stesso. Nasce così un’amicizia profonda e complicata fra il professore erudito e il pazzo depositario di un prodigioso sapere letterario: relazione più credibile e meno incline a scivoloni melodrammatici rispetto alla storia d’amore, che determina una tragica svolta della trama, non priva di incongruenze, nella seconda parte.
Il soggetto è interessante, sorretto da buoni dialoghi (nel primo tempo almeno, mentre il secondo annaspa fra eccessi sentimentali e aride dispute accademiche) e da attori formidabili (non solo Gibson e Penn, ma anche Natalie Dormer nei panni della vedova Merritt). Cast e sceneggiatura compensano la regia un po’ opaca di P.B. Shemran (pseudonimo di Farhad Safinia), meticoloso e di buone intenzioni, ma a tratti pedante come i filologi avversi a Murray.
Rimane comunque un film da vedere, sia per i risvolti di una storia in cui l’assenza della tecnologia spicca rispetto al genio e alla paziente e ossessiva dedizione dei protagonisti alla loro missione, sia per il messaggio del perdono che vince sul desiderio di vendetta, in controtendenza rispetto alla logica spietata da codice di Hammurabi di molto cinema contemporaneo.

marzo 27, 2019 at 1:44 pm Lascia un commento

ALPHAVILLE OSCARS 2019

OSCARS

 

…and the alphaville oscar goes…busta

 

 

1) Tre manifesti a Ebbing,

     Missouri  

 

2)  Dogman

 

3)  Il filo nascosto

 

4)  La forma dell’acqua 

 

5)  Roma

 

6)  Cold war

 

7)  Corpo e Anima

 

8)  ex-aequo: The Post

 

     Un affare di famiglia 

 

9)  ex-aequo: Hostiles

 

     Blackkklansman 

 

10) ex-aequo: L’isola dei cani 

 

       L’Ora più buia 

 

Ferruccio Brasi

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Thelma

L’ora più buia

Il filo nascosto

Mektoub my love

15:17 l’attacco al treno

Il complicato mondo di Nathalie

L’uomo che uccise Don Chisciotte

Red Sparrow

L’atelier

Una storia senza nome

 

Vittorio Fusco

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Il vizio della speranza

La terra dell’abbondanza

Dogman

Blackkklansman

Euforia

Loro 1

Loro 2

Bohemian Rhapsody

Ladybird

 

Alice e Roberto Botti

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Chiamami col tuo nome

The Post

L’ora più buia

Bohemian Rhapsody

La forma dell’acqua

The greatest showman

Il filo nascosto

Hostiles

Tutti i soldi del mondo

 

Cristina Brezzi

Coldwar

La forma dell’acqua

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Un affare di famiglia

Bohemian Rhapsody

A star is born

Loro 1-2

Euforia

Una storia senza nome

7 uomini a mollo

The wife

Il filo nascosto

Tonya

 

Andrea Brezzi

La forma dell’acqua

Coldwar

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Un affare di famiglia

Una storia senza nome

Loro 1 – 2

Tonya

Lazzaro Felice

I segreti di Wind River

Bohemian Rhapsody

A star is born

Ladybird

7 uomini a mollo

 

Hilde Daparma

Quello che non so di lei

A star is born

Il testimone invisibile

Tonya

Dogman

Nome di donna

La forma dell’acqua

Oltre la notte

Bohemian Rhapsody

L’insulto

 

Andrea Podini

Oltre la notte

La forma dell’acqua

Quello che non so di lei

A star is born

Nome di donna

Dogman

Ella & John

Bohemian Rhapsody

L’insulto

Euforia

 

Fabio Baldo

La forma dell’acqua

Corpo e anima

L’ora più buia

Maria Maddalena

Don’t worry, he won’t..

I segreti di Wind river

Il sacrificio del cervo sacro

Cold war

First reformed

Roma

 

Carmine Caletti

Bohemian Rhapsody

Mr Long

The other side of the wind

La ballata di Buster Scruggs

Un affare di famiglia

L’isola dei cani

Mektoub my love

Roma

Il sacrificio del cervo sacro

Dogman

 

Enrico Bosi

Corpo e anima

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Hostiles

Il sacrificio del cervo sacro

Oltre la notte

La terra dell’abbastanza

Dogman

Soldado

A beautiful day

Girl

 

Elisa Fantinati

Cold war

La forma dell’acqua

Roma

Virginia Carolfi

Un affare di famiglia

Lazzaro Felice

Girl

7 uomini a mollo

L’albero dei frutti selvatici

Chiamami col tuo nome

L’ora più buia

Il filo nascosto

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Mektoub my love

 

Stefano Sampaolo

Roma

Summer

Un affare di famiglia

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Il filo nascosto

Dogman

Corpo e anima

Cold war

L’isola dei cani

La forma dell’acqua

 

Maurizio Beretta

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

L’ora più buia

Corpo e anima

Cold war

Il filo nascosto

 

Adriana Gatti

Visages, villages

Opera senza autore

Il filo nascosto

Chiamami col tuo nome

Il giovane Marx

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Il vizio della speranza

Elle & John

Bohemian Rhapsody

Cold war

 

Simona Corsi

Corpo e anima

Cold war

Il filo nascosto

Thelma

L’ora più buia

Esacape

Sami blood

Oltre la notte

Cosa dirà la gente

Un sacchetto di biglie

 

Annamaria Melchi

L’ora più buia

The Post

Disobedience

First man

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Emilia e Giusi Guglielmetti

Il filo nascosto

Corpo e anima

Cold war

Dogman

La forma dell’acqua

Tre manifesti a Ebbing,  Missouri

 

Carlo Tassi

L’ora più buia

First man

Soldado

The post

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

 

Paolo Ligutti

Corpo e anima

Roma

Il filo nascosto

Cold war

Lazzaro Felice

Visages, villages

L’isola dei cani

Dogman

Nico 1988

Blackkklansman

 

Alessandro Zucconi

Chiamami col tuo nome

Foxtrot

Mektoub my love

La terra di Dio

Summer (Leto)

Un affare di famiglia

Cold war

Disobedience

Roma

Girl

 

Gianlorenzo Peralta

La forma dell’acqua

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Il filo nascosto

Roma

The Post

Lucky

Dogman

Sulla mia pelle

Il verdetto

Soldado

 

Fiorenzo Arcari

Visages, villages

Lucky

In guerra

Summer (Leto)

Santiago Italia

Cold war

Roma

Thelma

Un affare di famiglia

L’albero dei frutti selvatici

 

Angelo Bardini

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Dogman

Corpo e anima

Roma

Un affare di famiglia

La forma dell’acqua

Cold war

L’ora più buia

Il filo nascosto

 

Andrea Bertonazzi

Il filo nascosto

Corpo e anima

Cold war

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Foxtrot

L’uomo che uccise Don Chisciotte

Blackkklansman

La forma dell’acqua

First man

Hostiles

 

Filiberto Molossi

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Cold war

Roma

Mektoub my love

Visages, villages

Dogman

Foxtrot

L’isola dei cani

Corpo e anima

Un affare di famiglia

 

Jonathan Fagioli

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Chiamami col tuo nome

Dogman

Il filo nascosto

Ladybird

L’ora più buia

The Post

Hereditary

Roma

Hostiles

Il sacrificio del cervo sacro

Emiliano Raffo

Cell block 99

Benedetta follia

Deadpool 2

7 sconosciuti a El Royale

Upgrade

Mandy

Dogman

A casa tutti bene

Il giustiziere della notte

Ride

 

Paola Gozzi

Cold war

Il filo nascosto

La forma dell’acqua

Un affare di famiglia

The Post

Visages, villages

Dogman

Opera senza autore

Lazzaro Felice

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

 

Paolo Guglielmoni

La forma dell’acqua

Hereditary

Hostiles

Opera senza autore

The Post

Roma

Soldado

Thelma

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Unsane

 

Carlo e Cristina Ferrari

Dogman

Hostiles

Mia figlia

Corpo e anima

Il filo nascosto

Samy blood

L’ora più buia

Soldado

L’albero dei frutti selvatici

Girl

Maurizio Arcari

Lucky

Roma

Don’t worry

Una questione privata

Corpo e anima

Il giovane Karl Marx

The disaster artist

Tonya

A beautiful day

Quello che non so di lei

 

Angela Vai

Un affare di famiglia

L’albero dei frutti selvatici Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Roma

Manuel

Il filo nascosto

L’isola dei cani

La terra dell’abbastanza

Hostiles

Corpo e anima

 

Roberta Bravi

(In ordine alfabetico)

Un affare di famiglia

Corpo e anima

Dogman

Lucky

Poesia senza fine

Roma

Sami blood

Storia di un fantasma

Sulla mia pelle

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

L’uomo che uccise Don Chisciotte

 

Emilia e Giusi Guglielmetti

Il filo nascosto
Corpo e anima
Cold war
Dogman
La forma dell’acqua
Tre manifesti a Ebbing,  Missouri

 

Marco e Amarilli Gladiosi

Dogman

2night

Sono tornato

Veleni

Nome di donna

Omicidio al Cairo

Limehouse golem

Youtopia

 

Stefania De Zorzi

Blackkklansman

Spiderman – un nuovo universo

Il filo nascosto

L’isola dei cani

Widows

Hostiles

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Avengers – infinity war

Unsane

La forma dell’acqua

Bohemian Rhapsody

 

Francesca Ferrari

Roma

Dogman

Il filo nascosto

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

L’isola dei cani

Blackkklansman

Un affare di famiglia

Hereditary

Lazzaro Felice

The Post

 

Alessandro Fornasari

La forma dell’acqua

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Morto Stalin se ne fa un altro

The Post

Ella & John

Roma

Dogman

Due sotto il burqa

Wonder

Oltre la notte

 

Stefania Guardincerri

Visages, villages

Cold war

Il filo nascosto

Dogman

Santiago Italia

Tre volti

Un affare di famiglia

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

La forma dell’acqua

Mektoubmy love

 

Alberto Merli

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

La forma dell’acqua

Roma

L’ora più buia

Il filo nascosto

Blackkklansman

Dogman

Corpo e anima

Sulla mia pelle

Black Panther

 

Simone Schiavi

Roma

Il filo nascosto

Dogman

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Sulla mia pelle

Il sacrificio del cervo sacro

La ballata di Buster Scruggs

Cold war

L’isola dei cani

Blackkklansman

 

Federico Cristalli

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Roma

Lazzaro Felice

Cold war

Un affare di famiglia

The guilty

Lucky

Climax

La ballata di Buster Scruggs

L’altra faccia del vento

 

Barbara Belzini

Un affare di famiglia

Il filo nascosto

Dogman

Ready player one

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Il vizio della speranza

Tre volti

A beautiful day

Visages, villages

Corpo e anima

 

Piero Verani

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Morto Stalin se ne fa un altro

The Post

Euforia

Dogman

I segreti di Wind river

Hostiles

Due sotto il burqa

Mektoub my love

Chiamami col tuo nome

Sulla mia pelle

 

Vittoria Rossi

L’isola dei cani

Dogman

Roma

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

La forma dell’acqua

Blackkklansman

Overlord

Solo: a Star Wars story

Tonya

Loro

 

Andrea Regondi

Blackkklansman

Unsane

Hereditary

Hostiles

La forma dell’acqua

Red Sparrow

A quiet place

Gli incredibili 2

Il filo nascosto

The Post

 

Marco Zanini

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Deadpool 2

Hereditary

Blackkklansman

La forma dell’acqua

Si muore tutti democristiani

La truffa dei Logan

Ladybird

Spiderman – un nuovo universo

Avengers: infinity war

 

Mirko Milani

Blackkklansman

Dogman

First man

Ladybird

La forma dell’acqua

Oltre la notte

Tonya

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

The Post

I segreti di Wind river

 

Paolo Romani

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

La ballata di Buster Scruggs

L’uomo che uccise Don Chisciotte

Apostolo

Bohemian Rhapsody

The tale

 

Eolo Willy Davoli

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

C’est la vie

La forma dell’acqua

Hostiles

I segreti di Wind river

Dogman

Campeones

A star is born

Searching

Sette sconosciuti a El Royale

Widows

 

Daniela Bassi

I segreti di Wind river

La ragazza nella nebbia

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Sweet Country

Hostiles

 

Gianluca Sgambuzzi

Una donna fantastica

Tonya

La casa sul mare

Quello che non so di lei

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Hostiles

I segreti di Wind river

La ballata di Buster Scruggs

Corpo e anima

Widows

 

Virginia Politi

La ragazza nella nebbia

Ella & John

15:17 attacco al treno

Loro 1

Loro 2

Io sono tempesta

Loving Vincent

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Red Sparrow

The Post

 

Umberto Gardella

La forma dell’acqua

Hostiles

Gli incredibili 2

Cell block 99

L’isola dei cani

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Corpo e anima

Dogman

First reformed

Il filo nascosto

 

Luigi Centenaro

L’isola dei cani

Spiderman – un nuovo universo

Io sono Valentina Nappi

Fahrenheit 11/9

L’uomo che uccise Don Chisciotte

Ladybird

La forma dell’acqua

Ready player one

Bohemian Rhapsody

 

Lorenza Braghieri

Il filo nascosto

Santiago, Italia

Dogman

Cold war

The happy prince

Tonya

The Post

Blackkklansman

Roma

Ready player one

 

Nicola Manuppelli

Santiago, Italia

Ready player one

The happy prince

Il filo nascosto

Tonya

Dogman

The Post

Cold war

Blackkklansman

Hostiles

 

Francesco Barbieri

Il miracolo (serie tv)

Corpo e anima

La forma dell’acqua

Cold war

Dogman

L’isola dei cani

 

Carlo Confalonieri

1) (anima)

Il filo nascosto

Roma

La priere

2  (corpo)

Cold war

Paradiso

3 (corpo e anima)

Una luna chiamata Europa

Corpo e anima

4 (il lungo sguardo)

Mektoub my love

The whoman who left

L’albero dei frutti selvatici

5 (made in Italy)

Capri revolution

Lazzaro Felice

Il vizio della speranza

6 (Usa)

Widows

The Post

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

7 (Lgbt)

Girl

Tinta bruta

Disobedience

8 (postfamily)

Un affare di famiglia

Un sogno chiamato Florida

Senza lasciare traccia

9 (psichedelic)

Climax

A beautiful day

10 (poetry)

A quiet passion

Lontano da qui

Attrici:

Meryl Streep (the Post)

Pina Turco (il vizio della speranza)

Attori:

Joaquin Phoenix (a beautiful day)

Anthony Bajon (la priere)

 

Lisa Bricarello

Dogman

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Chiamami col tuo nome

Lady Bird

Il filo nascosto

La forma dell’acqua

The Post

Old man and the gun

 

Manuel Monteverdi

Bohemian Rhapsody

Loro 1 + 2

La terra dell’abbastanza

The silent man

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

La forma dell’acqua

Benedetta follia

Napoli velata

Dogman

Blackkklansman

 

Claudio Polloni

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Dogman

The Post

I segreti di Wind river

Anon

Blackkklansman

Red Sparrow

Soldado

Titan

Prendimi

 

Emiliano Raffo

Cell block 99

Benedetta follia

Deadpool 2

7 sconosciuti a El Royale

Upgrade

Mandy

Dogman

A casa tutti bene

Il giustiziere della notte

Ride

 

Andrea Bardoneschi

Il filo nascosto

Blackkklansman

L’uomo che uccise Don Chisciotte

First reformed

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

A beautiful day

The Post

La truffa del secolo

Ready player one

Hostiles

 

Emi Frattoni

Il filo nascosto

L’uomo che uccise Don Chisciotte

Blackkklansman

Un affare di famiglia

La forma dell’acqua

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

The Post

Hostiles

Unsane

Thelma

 

Emiliano Borlenghi

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Un affare di famiglia

Bohemian Rhapsody

Cold war

Blackkklansman

Sulla mia pelle

Ready player one

Don’t worry

Dogman

Il filo nascosto

 

Pigi Ranza

Roma

La forma dell’acqua

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Sulla mia pelle

Disobedience

La casa sul mare

Il verdetto

Il presidente

Lady Bird

 

Enza Ranza

Roma

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Sulla mia pelle

La forma dell’acqua

Il presidente

La casa sul mare

Il verdetto

 

Giovanni Ranza

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Roma

La forma dell’acqua

 

Paola Gozzi

Cold war

Il filo nascosto

La forma dell’acqua

Un affare di famiglia

The Post

Visages, villages

Dogman

Opera senza autore

Lazzaro Felice

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

 

Giulia Ciprani

Dogman

Il filo nascosto

Funeralopolis

Killing

Unsane

L’isola dei cani

 

Giusi Testa

Dogman

Ballad of Buster Scruggs

Roma

Il filo nascosto

Chiamami col tuo nome

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Hereditary

Lazzaro Felice

Annientamento

Searching

 

Rosaria Pescara

Un affare di famiglia
Dogman
Il filo nascosto
Visages villages
Opera senza autore
Roma
Il vizio della speranza
Chiamami col tuo nome
L’isola dei cani
Euforia

Francesca M. Fontana

Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Il filo nascosto
Cold war
Corpo e anima
La ballata di Buster Scruggs
Mektoub my love
Tully
Io danzero’
Roma
Thelma
First reformed

Maria Giovanna Bignami

Lazzaro Felice
Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Chiamami col tuo nome
L’atelier
Cold war
Mektoub my love
Il gioco delle coppie
Ladybird
Loro 2
La stanza delle meraviglie

Annalisa Bendelli

Il filo nascosto
Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Corpo e anima
Dogman
Opera senza autore
Ri (visioni)
Il posto delle fragole
Il settimo sigillo
Il silenzio
Birdman
Revenant
Il cielo sopra Berlino

Emanuele Pozzoli

Thelma
L’insulto
Insyriated
Il dubbio
L’albero dei frutti selvatici
Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Girl
La forma dell’acqua
Il filo nascosto

 

Andrea Canepari

 

Il filo nascosto

Sacrificio del cervo sacro

Corpo e anima

Oltre la notte

L’insulto

Dogman

La casa sul mare

Tre manifesti

Tonya

L’ora più buia

 

Albanesi Roberto (in ordine sparso)

Bohemian Rapsody

L’isola dei cani

Dogman

Dante va alla guerra

A Quiet place

Heredidary

Sulla mia pelle

Tre manifesti a Ebbing

Don’t warry

Tonya

 

Bertoncini Alessandro

Climax

In Guerra

Hereditary

Blackkklansman

Loro

Dogman

MI6: Fallout

Love, Simon

Tully

A Star is Born

 

Fabrizio Milani

 

Most Beautiful Island

Ghost Stories

Il Sacrificio del Cervo Sacro

Noi siamo la marea

Un sogno chiamato Florida

Interruption

Hereditary

Unsane

Lady Bird

La ruota delle meraviglie
Sami Blood

Antonio

 

Cold war

Corpo e anima

Il filo nascosto

Oltre la notte

Opera senza autore

Roma

Sami Blood

Thelma

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Il verdetto

Visages, Villages

 

Michele

Ora più buia

Tre manifesti

Oltre la notte

 

Oreste

 

Roma

Tonya

Lady Bird

Il filo nascosto

7 sconosciuti a El Royale

Sami Blood

Molly’s Game

Dogman

First man

Solo a Star Wars Story

 

Cecco

Hostiles Ostili

Cold war

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Il filo nascosto

Brawl in Cell Block 99

Thelma

Corpo e anima

Hereditary

Sami Blood

First Reformed

 

Martina Lusardi

Chiamami col tuo nome
Lady Bird
Tre manifesti a Ebbing
A Star is born
Tonya
Molly’s Game
Roma
A simple Favor
Solo
First Man

Samantha Anceresi

Tre manifesti
Ora più buia
Oltre la notte

marzo 13, 2019 at 2:23 pm Lascia un commento

La favorita di Yorgos Lanthimos recensione di Stefania De Zorzi

favorita

Yorgos Lanthimos è un regista con una cifra stilistica molto forte, e come tale soggetto a piacere o a disgustare senza mezze misure. Non fa eccezione l’ultimo film da lui diretto, “La favorita”, ambientato in Inghilterra agli inizi del diciottesimo secolo.
Alla corte della regina Anna/Olivia Colman, capricciosa, malata di gotta e per nulla incline ai doveri imposti dal proprio rango, spadroneggia la volitiva Sarah Churchill/Rachel Weisz, sua intima amica, che governa in sua vece. L’arrivo della bella e scaltra cugina di Sarah, Abigail/Emma Stone, sconvolge gli equilibri di potere sia nelle stanze private della regina, sia in Parlamento.
Lanthimos ha un talento pittorico che riecheggia le ossessioni perfezionistiche di Kubrick, nella cura maniacale per il dettaglio dei costumi sfarzosi e delle scenografie adorne di arazzi e boiseries, così come il gusto per la composizione e per i cromatismi di Greenaway. Molte sequenze sono assimilabili a grandiose tele barocche, grazie all’uso sapiente della fotografia (i corridoi e le stanze buie illuminate solo a lume di candela, le cucine sovraffollate di domestiche), e ai movimenti di macchina (lunghe carrellate, piani sequenza), di contro all’uso accentuato del grandangolare, che rimpicciolisce gli spazi, e all’intensità dei primi piani sui volti imbellettati e le parrucche degli aristocratici, che richiamano i ritratti settecenteschi.

La colonna sonora oscilla fra minuetti, sinfonie d’epoca e dissonanze contemporanee
(queste ultime ai confini del fastidioso), in contrasto con il linguaggio molto moderno e talvolta scurrile dei personaggi: come a dire, parafrasando le dichiarazioni di Lanthimos, che tra passato e presente cambiano i costumi fisici e le suppellettili d’arredo, mentre la morale, le emozioni e la brama di potere degli individui rimangono immutati.
Il limite del film, volendone trovare uno, è nell’assenza di simpatia (e quindi di empatia) per le protagoniste, nessuna esclusa. Lo spettatore assiste alla ricreazione fin troppo perfetta di un mondo totalmente privo di compassione, in cui gli unici sentimenti in rilievo sono in negativo: ambizione, gelosia, invidia, rimpianto.
Il cast è eccezionale: il trio Colman/Weisz/Stone, meritatamente candidato agli Oscar, è al culmine del carisma e della potenza espressiva, e domina sui pur bravi comprimari maschili, da Robert Harley/Nicholas Hoult a Samuel Masham/Joe Alwayn.
Il film spiazza e disturba, in rottura con le forme e con i contenuti politicamente corretti: assolutamente da vedere, per ammirare il genio o per stroncarne l’alienazione, secondo i gusti e la propensione a sbirciare sull’orlo dell’abisso.

febbraio 4, 2019 at 12:14 pm Lascia un commento

L’agenzia dei bugiardi di Volfango de Biasi – recensione di Stefania De Zorzi –

agenzia

 

 

La verità è sempre un valore positivo? O una certa dose di cialtroneria è indispensabile per sopravvivere? “L’agenzia dei bugiardi”, commedia diretta da Volfango de Biasi, indaga sul tema: Giampaolo Morelli/Fred è il titolare dell’Agenzia S.o.S. Alibi, deputata a confezionare sofisticate menzogne per clienti fedifraghi o comunque depositari di segreti da nascondere, compito svolto in modo egregio anche grazie all’aiuto dei brillanti collaboratori Paolo Ruffini/Paolo e Luigi Luciano/Diego. Fino al giorno in cui Fred si innamora della bella Alessandra Mastronardi/Clio, figlia di Massimo Ghini/Alberto, diventato cliente dell’agenzia per gestire la sua doppia vita con la giovane amante Diana Del Bufalo/Cinzia e con la moglie Carla Signoris/Irene. Il film è il remake del francese “Alibi.com”, e condivide con le migliori commedie d’oltralpe il ritmo sostenuto e l’accumulo di situazioni da pochade, in un crescendo che esplode nel secondo tempo come un fuoco d’artificio. Si ride parecchio, mentre man mano che la trama procede in una girandola di eventi sempre più paradossali emergono i lati segreti, e di volta in volta divertenti, teneri o inquietanti dei personaggi. Il regista, che è anche co-sceneggiatore, ne approfitta per sfiorare con ironia benevola temi molto seri quali le molestie sessuali, l’immigrazione clandestina, l’uso menzognero di social e telefonini, il rifiuto ideologico dei rapporti a lungo termine e non ultima la difficoltà a mostrarsi per come si è davvero. La morale finale è ambigua: l’amore fluttua in modo così leggero fra i protagonisti che alla fine pare un gioco, e lo spettatore si identifica molto di più nei bugiardi impenitenti che nel dogmatismo dei fautori della verità ad ogni costo. Il risultato è una commedia italiana priva di volgarità che vanta un cast di attori belli e simpatici, una sceneggiatura brillante ma non superficiale e una regia frizzante: da vedere .

gennaio 25, 2019 at 2:09 pm Lascia un commento

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