“madre!” di Darren Aronofsky (ri) visto e maltrattato per noi da Francesca M. Fontana

giugno 16, 2018 at 9:56 am Lascia un commento

Madre

Una giovane donna vive segregata in campagna, in una villa che, da fuori sembra una torta, mentre dentro sposa uno stile shabby chic al limite della decenza. Lei la sta ristrutturando con pazienza, tipo muratore ma sempre impeccabile, truccata e con acconciature pazzesche. Il suo compagno non fa altro che dire che la ama e nel frattempo si fa servire senza ritegno: fino a qui non hai detto nulla di nuovo Aronofsky. Lui è uno scrittore con il blocco dello scrittore, cliché che non fa venire in mente nulla nella cinematografia precedente. Lei è implacabile ..Tra un lavoro di stucco e un’aggiustatina agli impianti, due lavatrici e un’avvitatina ai bulloni, questa donna cucina pure l’impossibile. La tranquillità di questa prigione domestica è messa a repentaglio dall’arrivo di ospiti scrocconi, di base sconosciuti, che non fanno che sporcare il parchet immacolato (sconsiglio sempre di lasciarlo al naturale) fumare in casa, vomitare, perdere sangue e, nel caso uccidersi tra loro. Un ragazzo perde la vita nel salotto, non prima di aver comunque polverizzato 4 vasi e due sedie. Lei comunque mantiene un applomb eccezionale. Pulisce tutto (compreso un pavimento che sanguina in autonomia) congeda i guastafeste e riporta tutto all’ordine. Ah, resta anche incinta sull’onda dell’emozione di aver assistito ad un omicidio. Per nove mesi regna la calma. Poi, dall’oggi al domani in vero stile Polanski, lo scrittore ritrova il successo, e proprio quando lei ha preparato un vero pranzo del Ringraziamento ad uso e consumo di due soli commensali, arriva un’orda barbarica ad assediare la casa. Nulla si salva, a partire dalla torta di carote. Nonostante la demolizione abbia inizio e lo scrittore si faccia bello al suo pubblico, lei impiega almeno 10 minuti di riprese prima di scomporsi. Alla decima strattonata, dopo essersi fatta quasi calpestare sente come la voglia di partorire. E qui mi fermo. Da questo capolavoro della settima arte posso affermare che: Ed Harris se vuole riesce ad essere del tutto insostenibile, Michelle Pfeiffer (come dice mio padre) è bella ma bisognerebbe vederla appena alzata, Jennifer Lawrence fa uso prematuro di Botox, Javier Bardem può dare il minimo sindacale e Darren Aronofsky dovrebbe smettere di leggere la Bibbia.

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