Star Wars: Gli Ultimi Jedi di Rian Johnson -recensione di Stefania De Zorzi-

dicembre 27, 2017 at 11:52 am Lascia un commento

jedi

Rinnovare o conservare? Rian Johnson, regista e sceneggiatore di “Star Wars: Gli Ultimi Jedi”, opta per la via pericolosa e vitale del rinnovamento di una delle saghe cinematografiche di maggior successo degli ultimi quarant’anni.
Non poteva forse essere diversamente, visto che i personaggi originali della prima trilogia sono periti nella finzione (Han Solo/Harrison Ford nell’episodio precedente) o ahimé nella realtà (Carrie Fisher/Principessa Leia, che rimane comunque protagonista grazie alla digitalizzazione, e a cui viene dedicato un commovente omaggio).
Il sinistro Primo Ordine, comandato dal Leader Supremo Snoke/Andy Serkis, cerca di spazzare via le forze residue della Resistenza, capitanate da Leia Organa: la battaglia spaziale infuria, fra atti di eroismo e temerarietà di Poe/Oscar Isaac e Finn/John Boyega, mentre su un pianeta desolato Rey/Daisy Ridley è alle prese con un recalcitrante Luke Skywalker/Mark Hamill e con le proiezioni mentali dell’infido Kylo Ren/Adam Driver.
L’aria di novità si respira fin dall’esilarante scena iniziale, piacevolmente prossima ai toni scanzonati de “I Guardiani della Galassia”; continua nella prospettiva tutta al femminile di una battaglia dove le vite umane hanno la priorità sugli atti di presunto eroismo (particolarmente azzeccati i nuovi personaggi del vice ammiraglio Holdo/Laura Dern e dell’umile ma intrepida Rose/Kelly Marie Tran). Incredibile ma vero, con l’eccezione di Rey, vediamo donne non necessariamente giovani o bellissime protagoniste di un kolossal, per di più di fantascienza. Le sequenze fra Rey e Luke, pur se con una certa lentezza, rileggono con occhi moderni il classico rapporto maestro/allieva: dove il primo non vuole essere tale, mentre la seconda scopre verità scomode sul proprio passato e su quello di Luke. Le battaglie spaziali, le sequenze nella sala rossa del Leader Supremo, e le scene finali sul pianeta di sale sono visivamente mozzafiato; Johnson firma una sceneggiatura migliore dell’episodio 7, con una trama meno frammentata e dialoghi scoppiettanti di ironia auto-referenziale. Soprattutto scolpisce una squadra di personaggi a tutto tondo, che nel film precedente era rimasta appannata da un’aurea mediocrità, e qui invece appassiona e prende risalto. Non manca qualche peccato veniale: dagli animaletti di matrice disneyana già pronti per il merchandising, alla storica colonna sonora, qui troppo invadente (con l’eccezione di una sequenza splendida e cruciale completamente silenziosa). In barba ai fan puristi e ai pistolotti anti-seriali, si esce con l’allegria e l’affetto per un rinato manipolo di eroi e l’attesa impaziente del prossimo episodio.

Entry filed under: Notizie.

I 30 FILM PIU’ VENDUTI AD ALPHAVILLE NEL 2017. Tre Manifesti a Ebbing-Missouri di Martin McDonagh recensione di Stefania De Zorzi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Iscriviti al gruppo Alphaville su Facebook
Vista il sito dell'Associazione CINEROAD
Videosettimanale telematico di attualità e cultura
il suono degli strumenti
dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov   Gen »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Archivi

Blog Stats

  • 153.233 hits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: