Dunkirk di Christopher Nolan – recensione di Stefania De Zorzi

settembre 12, 2017 at 9:44 am Lascia un commento

Dunkirk 1

“Dunkirk” è una prova di coraggio di Christopher Nolan, regista e sceneggiatore: in primo luogo per il soggetto, l’evacuazione dalla Francia nel 1940 di oltre trecentomila soldati inglesi, in fuga dall’avanzata schiacciante delle truppe tedesche. Una ritirata, seppure strategica, che la cinematografia dei vincitori ha finora trascurato, con pochissime eccezioni. Nolan sovrappone tre unità di tempo (una settimana sul molo, un giorno in mare e un’ora in cielo), e tre storie principali (il soldato Tommy/Fionn Whitehead in fuga verso l’Inghilterra, Mr Dawson/Mark Rylance impegnato con la sua piccola imbarcazione nel salvataggio dei superstiti dai naufragi, e Farrier/Tom Hardy, pilota della RAF in battaglia contro gli aerei tedeschi).

Nolan sceglie di non raccontarci nulla del passato e delle vicende dei suoi personaggi: che diventano così da un lato emblematici di tutti quei soldati, piloti e civili intelligenti ed eroici, che vissero le drammatiche giornate di Dunkirk; dall’altro ci immerge in un presente assoluto, da cui non è possibile evadere in rivoli laterali della narrazione. Il presente dei soldati sul molo è dilatato nell’agonia di un imbarco sempre rimandato per la carenza di navi e l’incertezza sul da farsi; viceversa il tempo dell’azione del pilota RAF è condensata nella durata del pieno di carburante dell’aereo; nel mezzo, l’imbarcazione da diporto improvvisata come mezzo di salvataggio, che salpa la mattina e termina la sua missione al crepuscolo. Nolan accentua l’intento di totale immersione cinematografica grazie a riprese girate in formato ultra-panoramico, con un misto di Imax e pellicola a 65 mm.: il risultato è una finestra mozzafiato su file infinite di soldati ammassati in spiaggia sotto un cielo livido, contrapposti alla claustrofobia negli spazi sottocoperta e ai naufragi subitanei e apocalittici, ribaltati nella prospettiva ampia e soleggiata del pilota in sorvolo sul mare. Il nemico non ha volto, è solo uno strumento di morte a distanza cui i fuggiaschi cercano disperatamente di sottrarsi: la raffica di mitra alle spalle, il bombardiere dai cieli o un siluro dal mare. Interpretato con uguale bravura da attori pressoché esordienti e da nomi molto noti (impeccabile Kenneth Branagh nei panni del comandante Bolton), “Dunkirk” rappresenta una svolta rispetto ai film bellici (ma non solo) del recente passato, sia per la regia, innovativa e virtuosistica, sia per il montaggio, che fa convergere in crescendo tempi e storie verso il climax. Da vedere, con la consapevolezza che qualcosa è cambiato.

Dunkirk 2

 

 

Entry filed under: Notizie.

Baby Driver – Il Genio Della Fuga – Recensione di Marco Zanini Cartoline da Venezia – Nove film visti e maltrattati per noi da Francesca M. Fontana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Iscriviti al gruppo Alphaville su Facebook
Vista il sito dell'Associazione CINEROAD
Videosettimanale telematico di attualità e cultura
il suono degli strumenti
settembre: 2017
L M M G V S D
« Ago   Ott »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Archivi

Blog Stats

  • 153.231 hits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: