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Feria d’agosto in differita: RI…VISIONI – Piacenza – Vladivostok (passando per Istanbul e le valli di Comacchio) – viaggio lento di solo ritorno nel cinema già visto, dalla via Emilia all’Est, di Annalisa Bendelli QUARTA (ri)VISIONE: “Alexander Nevskij” di Sergej M. Ejzenstejn, 1938

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Fatico a lasciare la grande Russia… mentre mi volgo a Occidente, vicino al confine, vado a Nord, da Novgorod a Pskov, la regione affacciata sul Baltico dei grandi laghi glaciali, delle praterie e foreste boreali, le grandi distese , le terre contese nei secoli passati tra Tedeschi, Svedesi, Mongoli.

Del principe di Novgorod, Alessandro, il popolo russo ricorda la sconfitta inflitta agli Svedesi, sulla Neva, da ciò l’appellativo, “Nevskij”.

Ho appena lasciato la Russia di Rubliev rievocata da Tarkosvkij, risalgo ancora di un secolo sulle tracce del grande condottiero…

Seguo le indicazioni di un caro amico, è lui che mi ha parlato del film di Ejzenstejn, della grandiosa rappresentazione della grande battaglia del lago ghiacciato, il lago Peipus, dove si scontrano i Cavalieri dell’Ordine Teutonico e l’esercito della Rus’ guidato da Nevskij.

Più ancora che una rivisione questa è una condi…visione, davvero la devo al mio amico, alla sua evocazione commossa del momento epico e mitico: gli schieramenti contrapposti, l’arrivo della cavalleria nemica che penetra a cuneo nello schieramento avversario, i paesaggi lunari e sospesi, prima e dopo la battaglia, la scena della crosta gelata che si crepa e inghiotte i Teutoni in rotta…

Lo aveva visto da ragazzo, molti anni fa, ne ha mantenuto un ricordo vivido, l’emozione, direi quasi l’esaltazione, suscitata dalla carica della cavalleria teutone – i bianchi manti, i vessilli e gli stendardi crociati – dalla solennità della celebrazione religiosa negli attendamenti dei Cavalieri germanici, dalla musica suggestiva di Prokofiev (è il primo film sonoro di Ejzenstein, “in cui il contrappunto audiovisivo combinava organicamente il montaggio delle immagini e la partitura di Prokofiev”, scrisse G. Sadoul).

Ho la sensazione di averlo visto, il film, ancor prima attraverso le parole del mio amico… il suo sguardo emozionato (proprio lui che so essere uomo colto e sensibile ma schivo, trattenuto, poco incline a esternare sentimenti, emozioni).

E’ un film di ricostruzione storica e di propaganda indiretta, in chiave patriottico nazionale – i Teutoni che prefigurano i Nazisti invasori, il film è girato nel 1938 , con quegli elmetti dei fanti che rozzamente precorrono la foggia delle Sturmtruppen – ma non è questo che conta…

… non conta perché la sua forza espressiva è altrove, è nella potenza visionaria delle immagini, in quel cielo metafisico di nuvole grigio argento, nelle distese d’erba mossa dal vento, nella luce abbagliante sulla superficie dei laghi, nella rappresentazione della battaglia, che trae ispirazione nell’arte figurativa quattrocentesca (Paolo Uccello, Piero della Francesca), nella grandiosità delle scene di massa… in quegli sfondi che, nella loro stilizzazione, sono scenari, fondali di teatro, opera lirica (il regista lavorò come scenografo teatrale negli anni Venti, per Mejerchol’d).
E c’è una focalizzazione metonimica degli elementi che assurgono a simboli, di operosità, lavoro, civiltà: le prue ‘normanne’ delle navi ancorate, le reti dei pescatori, i tronchi di legno tagliati, le grandi campane che diventeranno tanto care a Tarkosvkji, le croci, gli elmi e le scuri…Abbastanza paradossale ma significativo nel contempo che la pellicola, premiata per l’osservanza dei canoni del realismo sovietico, sia tutt’altro che realistica, c’è piuttosto lirismo, epopea, simbolismo, dicevo, soprattutto grande tensione estetizzante, vi confluiscono le esperienze surrealiste, futuriste, le varie avanguardie primonovecentesche frequentate da Ejzenstejn.

Ho chiesto al mio amico per chi parteggiasse: non per l’esercito del popolo russo arruolato da Nievskij, mi ha confessato, ma per i Cavalieri tedeschi… mi viene il sospetto che Ejzenstein stesso, almeno dal punto di vista estetico e figurativo, parteggiasse per i nemici della grande Russia…

Un consiglio: vedetevelo (anzi ri…vedetevelo) in lingua russa, con i sottotitoli in italiano… il doppiaggio nella nostra lingua è come quasi sempre un po’ penoso… quanti danni ha fatto l’impostazione scolastica retorica e classicheggiante da noi, anche nella dizione degli attori, atteggiata, manierata, declamatoria, convenzionale e falsa, vuota ed esangue, ridicola infine… ma questa è un’altra questione… o no?!

 

settembre 19, 2016 at 11:53 am 3 commenti


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