BATMAN vs SUPERMAN – Zack Snyder – recensione di Stefania De Zorzi

aprile 23, 2016 at 11:00 am Lascia un commento

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Ai tempi di Omero, gli dei dell’Olimpo invidiavano talvolta gli esseri
umani, e li punivano crudelmente per la loro forza e bellezza; in
“Batman v Superman: Dawn of Justice”, il regista Zack Snyder capovolge
la situazione, e mostra la frustrazione dei mortali contro l’alieno
dai poteri divini. All’indomani delle apocalittiche distruzioni
causate a Metropolis dal tentativo di conquista dei kryptoniani,
Batman/Ben Affleck, preda di incubi sempre più simili ad
allucinazioni, si convince della necessità di eliminare Superman/Henry
Cavill, ritenendo i suoi poteri una minaccia all’umanità. Lex
Luthor/Jesse Eisenberg, giovane e geniale scienziato, sfrutta e
manipola la situazione a suo vantaggio, non esitando a compiere stragi
pur di perseguire le sue folli ambizioni. Dall’inizio Snyder introduce
delle novità, almeno a livello cinematografico, su due eroi classici
dei fumetti: mostrandoci un Batman ingrigito, paranoico e privo di
affetti (lo spunto del cavaliere oscuro segnato dal tempo di Frank
Miller è evidente), contrapposto ad un Superman eternamente giovane,
che poco dopo l’inizio del film si concede un romantico amplesso nella
vasca da bagno con Lois Lane/Amy Adams. L’ascesa onirica di Batman dal
buio della caverna alla luce del giorno contrasta con quella reale di
Superman, che sfreccia senza sforzo nei cieli, novello e inconsapevole
semi-dio. Il Batman di Snyder è ancora più oscuro e tormentato di
quello dell’ultimo Nolan, incapace di superare i traumi dell’infanzia,
accecato da vecchi fantasmi e dall’invidia; lo spettatore sente il suo
flusso di coscienza, ma non quello di Superman, condannato ad un
sacrificio quasi religioso dalla sua natura divina e benevola.
Completano il quadro Lex Luthor, con i suoi corto-circuiti dialettici
e cerebrali, dotato di un umorismo macabro che lo accomuna a tratti al
Joker, interpretato magistralmente da Jesse Eisenberg, e la misteriosa
Wonder Woman/Gal Gadot, statuario contraltare femminile a Superman.
Snyder riesce nell’intento di rinnovare personaggi molto amati dal
pubblico, e già ampiamente sfruttati; nella prima parte accumula con
abilità una serie complessa di avvenimenti, che portano poi al climax
delle coscienze e della trama. Fotografia, regia, effetti speciali,
hanno l’impronta virtuosistica e visionaria di Snyder: molto bella la
scena di Superman malinconico e impotente nel mezzo dell’esplosione,
così come il duello feroce fra i due protagonisti, e la loro
successiva, drammatica riconciliazione. Alcune sbavature retoriche nel
finale si potevano evitare, e qualche situazione è ridondante nella
durata complessiva di due ore e mezza, ma si tratta di peccati
veniali: il film è originale, potente, assolutamente da vedere. Da
ricordare per chi si ferma a guardare i titoli di coda, che non è una
produzione Marvel.

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GRAZIE DI CUORE A TUTTI VOI ALPHAVILLERS USTICA di Renzo Martinelli – recensione di Silvia Galli-

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