PERFETTI SCONOSCIUTI di Paolo Genovese recensione di Stefania De Zorzi

marzo 13, 2016 at 6:15 pm Lascia un commento

perf

Un’eclissi lunare, e improvvisamente la luce diventa tenebra: nel
nuovo fllm di Paolo Genovese, “Perfetti sconosciuti”, l’evento
astronomico scandisce e simboleggia il progressivo svelarsi del lato
in ombra di un gruppo di amici di lunga data, riuniti a cena nella
casa del chirurgo estetico Rocco/Marco Giallini e della bella moglie
Eva/Kasia Smutniak. Partecipano Cosimo/Edoardo Leo, accompagnato dalla
giovane Bianca/Alba Rohrwacher, Peppe/Giuseppe Battiston, e
Carlotta/Anna Foglietta con il marito Lele/Valerio Mastrandrea. Per
gioco i commensali accettano di deporre i telefonini sul tavolo, e di
condividere messaggi e telefonate ricevuti nel corso della serata,
scoprendo così tradimenti virtuali e concreti, identità nascoste e
pregiudizi feroci. Genovese è bravo nel dosare la scoperta dei segreti
inconfessati dei suoi personaggi, con brevi accenni concessi
all’inizio solo allo spettatore, o ad una parte dei protagonisti, e
frequenti ribaltamenti nelle informazioni. I dialoghi migliori partono
dal significato profondo di brevi frasi del linguaggio quotidiano,
così che un semplice “Come stai?” e un “Qui tutto bene, sono a casa di
amici”, sono foriere di scoperte scioccanti. La verità, cui plaudono
soprattutto le protagoniste femminili all’inizio del film, ha una
forza liberatoria, ma anche dirompente e distruttiva, da cui i
personaggi vengono completamente travolti. Il cast di attori è
eccellente nell’impersonare un gruppo di caratteri complessi, dove
nessuno è completamente innocente, e tutti sono “frangibili” nelle
loro colpe, custodite nel moderno vaso di Pandora del telefonino,
scrigno tecnologico dell’anima. La tensione emotiva e drammatica
rimane alta per tutta la durata del film, che osserva l’antico
precetto teatrale dell’unità di tempo, luogo e azione; il finale a
sorpresa è arguto e spiazzante, e lascia lo spettatore in pieno
dilemma morale. Film originale, divertente e drammatico, così ben
fatto da ricordare certe belle commedie agro-dolci del cinema italiano
del passato, o di quello francese un po’ più recente.

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