JUPITER “Il Destino dell’Universo” -Lana e Andy Wachowski-

febbraio 16, 2015 at 11:34 am Lascia un commento

 

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Dopo qualche anno di assenza dal grande schermo, ritornano Lana e Andy
Wachowski con “Jupiter – il Destino dell’Universo”, film di
fantascienza di cui sono registi, sceneggiatori e produttori. Mila
Kunis/Jupiter Jones abita a Chicago nelle vesti di umile donna delle
pulizie di origine russa, ma si scopre essere la reincarnazione di
un’antica regnante aliena della casata degli Abrasax, dinastia che da
decine di migliaia di anni popola i pianeti con creature umanoidi a
propria immagine e somiglianza. Lo scopo degli Abrasax è assai bieco,
e la protagonista viene coinvolta in una spietata faida tra fratelli,
rischiando a più riprese la vita per la successione al potere e per il
possesso della Terra. In suo soccorso interviene il simpatico e
impavido Channing Tatum/Caine, reietto ibrido alieno cui sono stati
innestati geni lupeschi. Alcuni dei temi principali sono già stati
visitati dai Wachowski nei loro film precedenti: la razza umana usata
come riserva rigenerante (Matrix, ovviamente) e la reincarnazione
(Cloud Atlas, bello e ingiustamente trascurato dal pubblico). A questi
si aggiunge il ritratto interessante di una famiglia a cui il dono
dell’eterna giovinezza, ottenuto al prezzo dello sterminio di interi
pianeti, ha tolto ogni residuo di umanità: ben delineati sono
soprattutto i due fratelli, lo spietato Eddie Redmayne/Balem e
l’ambiguo Douglas Booth/Titus. Peccato che l’anello debole della
catena risulti proprio la protagonista: la Kunis sgrana gli occhi sia
quando pulisce le toilette sia quando precipita da altezze
vertiginose, per essere ripetutamente acchiappata al volo dall’amato
Tatum (al terzo salvataggio nel giro di un’ora la sceneggiatura rivela
una certa stanchezza). Le scenografie di navi e pianeti alieni sono
spettacolari, così come i costumi degli Abrasax e della loro
variopinta corte, in un tripudio di colori rutilanti, duelli aerei,
antigravità, e tutto ciò che può fare la gioia di un appassionato di
fantascienza classica. Nel complesso è un film divertente, con un
primo tempo articolato, fantasioso e ritmato che non riesce però a
mantenere le sue promesse fino al termine della storia (a parte una
certa noia nel lungo duello con Balem, la scelta di ruolo finale della
protagonista risulta a dir poco inspiegabile) . Per godersi appieno le
due ore di intrattenimento è d’obbligo lasciarsi andare e dimenticare
incongruenze e forzature, scivolando leggeri attraverso l’universo
fantastico dei Wachowski.

Stefania De Zorzi

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