KILL LIST di Ben Wheatley

dicembre 1, 2014 at 11:57 am Lascia un commento

kill

SALVE A TUTTI AMICHE ED AMICI AMANTI DELLA SETTIMA ARTE!
(settima su sette secondo la classifica ufficiale , ma prima nel nostro cuoricino cinefilo).
Mi chiamo Roberto Albanesi e nella vita sono ( o provo ad essere) un regista/sceneggiatore/attore/produttore… in una parola sola: “DISOCCUPATO”.

Se sto scrivendo qui è perchè alla fine ho accettato la proposta del nostro Cecco e di tutta la banda dell’Alphaville (luogo per me di Culto prima ancora che commerciale) quindi, bando alle ciance e diamoci dentro, con la speranza che a qualcuno di voi possa piacere il mio modo di “recensire” i film che vi proporrò.
Chiudo la premessa/presentazione del sottoscritto con uno dei miei lavori (“PRESTO, ATTIVATE LA MODALITA’ AUTO-PUBBLICITA’ PARACULO!”): “DIESIS” Cortometraggio di Simone Chiesa\Roberto Albanesi.

Premessa ufficialmente chiusa.

Fuoco alle polveri.
“KILL LIST” di Ben Weatley.

Esistono film “sicuri”.
I film “sicuri” sono quelle pellicole che (belle o brutte che siano) danno allo spettatore ciò che promettono.
Questi tipi di lavori si dividono in due categorie ben distinte:
-IL LENTO
-L’AGITATO
Il primo, con tutta la calma di questo Mondo stanco, ti accompagna per tutta la narrazioni con un ritmo che va dal Luca Carboni di “Mi ami davvero”, arrivando alla vecchietta che attraversa la strada a 0, 2 km all’ora nel giorno in cui un pericolosissimo terrorista ti ha piazzato 30 kili di tritolo in casa e hai solo 38 secondi per disattivare il tutto.
(ESEMPIO: IL GIOVANE FAVOLOSO).
Il secondo ti scaraventa dentro un vortice di azione/adrenalina degni di un Michael Bay strafatto di Cocaina e Red Bull.
Un po come scoprire che la vecchietta che attraversa la strada a 0,2 Km all’ora, è in realtà un pericolosissimo terrorista che ha piazzato 30 Kili di tritolo in casa tua.
(ESEMPIO: I MERCENARI).
“KILL LIST” di Ben Weatley non è ASSOLUTAMENTE un film “sicuro”.
Parte LENTO per poi AGITARSI di colpo nei momenti più impensati e, inquadratura dopo inquadratura, non ti lascia pace, esagera sempre di più, cambia genere quando meno te lo aspetti, ti sconvolge ed infine… TI ANNIENTA!
Ci mette il suo tempo ad ingranare e all’inizio sembra un drammone inglese stile “mamma e papà litigano perché sono al verde e lui non si decide a rimettersi in pista mentre il loro piccolo pargolo soffre della cosa silenziosamente”. Poi il collega/amicone di papà lo convince a rimettersi in pista a fare il suo lavoro, cioè il killer; e insieme si divertono un casino a fare il loro mestiere, viaggiando in alberghi anonimi per incontrare il committente (uno di quelli con la faccia luciferina che soltanto una vecchietta terrorista e lenta come la morte potrebbe avere), quando poi si parte col lavoro iniziano dei casini veramente grossi. Quanti film avete visto nella vostra vita che cominciano con la premessa che segue: “il protagonista deve sbrigare l’ultimo lavoro sporco ma qualcosa va storto e finisce tutto male”?
Sono tanti vero?
Ma ricordate bene che… nessuno di loro è lontanamente paragonabile al nostro KILL LIST!

In Kill List gli assassini sono vittime a loro volta di un Male che li controlla dall’inizio alla fine, al punto da ringraziare i loro stessi assassini. In Kill List vengono aperti cervelli a martellate senza alcuno sconto alla spettacolarizzazione. In Kill List ci sono miriadi di segnali inquietanti da apprezzare visione dopo visione (sì, perchè volenti o nolenti questo è un film che va visto, rivisto e stravisto).
Questo (fantastico) secondo lavoro dell’inglese Wheatley è stato erroneamente etichettato come “HORROR” o “THRILLER” quando in realtà è molto di più.
KILL LIST lavora di costante sottrazione sia in termini narrativi che visivi, lasciando allo spettatore molte più domande di quelle che aveva ad inizio visione.
Ma pensateci bene amici lettori, quanto è bello far funzionare il cervello piuttosto che utilizzarlo “solo” come ricettore d’immagini?
CONCLUSIONE…
Correte all’ Alphaville ad acquistare la vostra copia e non ve ne pentirete (il film in Italia è appena uscito con STRANAMENTE due anni di ritardo… w la distribuzione italiana) una volta arrivati alla cassa, dite pure che vi mando io.

Roberto Albanesi

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