I GUARDIANI DELLA GALASSIA -James Gunn-

novembre 3, 2014 at 7:27 pm Lascia un commento

 

guardiani-della-galassia

Come nella migliore tradizione fiabesca, “Guardiani della Galassia”
inizia con la dolorosa perdita della madre da parte del protagonista,
Peter Quill, ragazzino disperato che cerca consolazione nell’ascolto
di un mix di canzoni degli anni ’80, rapito appena fuori dall’ospedale
da un’astronave aliena. La scena si sposta molti anni dopo sul pianeta
abbandonato Morag, con il bambino diventato adulto, interpretato da
Chris Pratt, impegnato alla ricerca di una misteriosa sfera, l’Orb. Da
questo punto la storia si sviluppa, divertente e mozzafiato, come
un’avventura fantascientifica in cui una strampalata squadra di
briganti/eroi dovrà salvare non del tutto volontariamente la Galassia
dalle mire distruttive del perfido Ronan/Lee Pace. Tutto il primo
tempo è strepitoso, con Peter Quill/alias Starlord canaglia dall’aria
scanzonata che ricorda l’Harrison Ford/Ian Solo di “Guerre Stellari”,
e nella sequenza su Morag anche il primo Indiana Jones. Il “Gran Mix
Vol.1” di canzoni degli anni ’80 fa da ironico e incongruo
contrappunto musicale alle avventure vissute da Quill e compagni, ma
grazie al rimando alla madre è anche un connotato umano e affettuoso
del protagonista. Punto di forza del film, diretto con mano abile ed
arguta da James Gunn, è l’identità ben delineata di tutti i membri
della squadra: il procione Rocket, cinico e geniale, la splendida
assassina Gamora/Zoe Saldana, l’uomo albero Groot, il forzuto
Drax/David Bautista, hanno da subito nel film una dignità e uno
spessore pari a quello di Starlord. Ci si diverte per quasi tutto il
tempo non solo per le fantasiose e rocambolesche avventure vissute
dalla squadra di insoliti eroi, ma anche per lo humour spudorato che
pervade i dialoghi (si gioca sull’incapacità aliena a cogliere gli
aspetti simbolici del linguaggio) e molte situazioni (da antologia la
spiegazione del piano di evasione di Rocket nel carcere spaziale di
Kyln, mentre in secondo piano un sorprendente uomo albero contribuisce
a realizzarlo seduta stante). Nel secondo tempo i duelli abbondano, ma
non ci si annoia grazie al ritmo serrato, alla simpatia dei personaggi
e non ultimo in virtù della qualità pittorica di alcune scene (i corpi
di Quill e di Gamora che si avvicinano in uno spazio sgargiante di
colori, o la bella immagine della rete dorata di navicelle che tenta
l’estremo salvataggio di Xandar). Lontano da deprimenti realtà
distopiche popolate da adolescenti troppo saggi, “Guardiani della
Galassia” è una boccata d’aria fresca per lo spettatore amante della
fantascienza classico-avventurosa, rivisitata con lo spirito
moralmente scettico dei nostri giorni.

Stefania De Zorzi

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