MAZE RUNNER -Wes Ball-

ottobre 18, 2014 at 10:29 am Lascia un commento

 

maze-runner-poster

Maze Runner – il Labirinto” è un ottimo esempio di come letteratura
“young adult” e cinema seriale, per sua natura prettamente
commerciale, possano fondersi in modo intelligente, creando un
intrattenimento degno di assoluto rispetto. Il soggetto, tratto dal
libro di James Dashner, è intrigante: un ragazzo si ritrova
completamente privo di memoria insieme ad altri giovani in una radura,
circondata dalle massicce mura di un labirinto che cela al suo interno
pericoli mortali. L’unica cosa che i ragazzi riescono a ricordare dopo
breve tempo è il proprio nome: finché un giorno arriva una ragazza
che, sebbene immemore a sua volta, chiama per nome il protagonista,
Thomas. Questi deciderà di sfidare le regole del luogo e di esplorare
il labirinto mortale. Il regista Wes Ball, al suo esordio
cinematografico, dirige un ottimo cast di facce giovani e promettenti:
Thomas/Dylan O’Brien, co-protagonista nella serie tv “Teen Wolf”, ha
un bel volto intenso, e recita con convinzione il ruolo dell’eroe con
qualche macchia e senza paura. Notevoli sono anche Gally/Will Poulter,
già visto nel ruolo del ragazzo ingenuo e un po’ ottuso in “Come ti
spaccio la famiglia”, e Newt/Thomas Brodie-Sangster, una faccia
bruttina e arguta che, come si intuisce fin dall’inizio, ha buone
possibilità di superare l’ordalia. Oltre alla storia e agli attori, il
film ha dalla sua una notevole forza visiva, giocata sulle possenti
immagini del labirinto che si riconfigura in tutte le sue dimensioni,
con un’alternanza di ampi spazi aperti e di improvvisi, claustrofobici
restringimenti. Le creature mostruose da cui si devono difendere i
protagonisti, i Dolenti, sorta di giganteschi scorpioni
tecno-organici, sono sufficientemente spaventose in un’era in cui è
difficile sorprendere ed impaurire lo spettatore. Oltre all’eccellente
intrattenimento, il film offre tutta una serie di rimandi
interessanti: il labirinto come raffigurazione di una tortuosa
prigione della mente, la vita nella radura come iniziazione che
avvicina all’età adulta, verso nuovi e inesplorati orrori. In attesa
del sequel, il finale è aperto, parte di un puzzle (o di un labirinto)
in cui le risposte sono parziali e ingannevoli. Un bel film non solo
per gli appassionati del genere, l’unica pecca è dover aspettare il
seguito per sapere come continua la storia, ma Dumas insegna, a questo
proposito.

Stefania De Zorzi

Annunci

Entry filed under: Notizie.

I FILM PIU’ VENDUTI AD ALPHAVILLE NEL MESE SETTEMBRE BOYHOOD di Richard Linklater

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Iscriviti al gruppo Alphaville su Facebook
Vista il sito dell'Associazione CINEROAD
Videosettimanale telematico di attualità e cultura
il suono degli strumenti
ottobre: 2014
L M M G V S D
« Set   Nov »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Blog Stats

  • 132,565 hits

Commenti recenti


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: