SIN CITY -Una donna per cui uccidere- di Robert Rodriguez e Frank Miller

ottobre 10, 2014 at 9:43 am Lascia un commento

 

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In “Sin City – Una donna per cui uccidere” Robert Rodriguez e Frank

Miller riprendono ed esasperano l’estetica pulp del fumetto di Miller,
continuando l’esperimento di contaminazione fra cinema e disegno, già
intrapreso con notevole ardimento e con buon esito nel precedente “Sin
City”. Il fascino del bianco e nero estremizzato, con qualche variante
mono-cromatica rosso sangue, blu elettrico o verde, non compensa
tuttavia i limiti evidenti del film. La storia principale fra Ava Lord
/ Eva Green e Dwight Mc Carthy / Josh Brolin riprende alcune delle
miglior trame noir di grandi film del passato, in cui una donna
bellissima manipola senza scrupoli con le armi della seduzione gli
uomini attorno a lei, così da raggiungere i propri scopi oscuri. E’ un
tema risaputo, l’archetipo della paura maschile di essere manovrati da
un femminile intrigante e irresistibile: Frank Miller introduce con
intelligenza nel personaggio una sfumatura magica, e Eva Green si
trasforma in una sorta di strega portatrice di distruzione, cui ogni
uomo è destinato a soccombere. La sorpresa è che anche l’innocente
Nancy Callahan / Jessica Alba non esiterà, in uno degli altri episodi
del film, a manipolare con un tragico stratagemma l’ingenuo Marv /
Mickey Rourke, per ottenere l’aiuto necessario ad uccidere il malvagio
di turno. Il flusso di coscienza tipico del fumetto di Miller,
co-regista e autore della sceneggiatura, è preponderante rispetto ai
dialoghi, così come lo era stato nel primo “Sin City”; le trame dei
vari episodi sono piuttosto scontate, e i legami fra una storia e
l’altra rimangono fragili. I personaggi ridotti, o elevati, secondo i
punti di vista, a categorie (la prostituta innocente, il
detective-gangster innamorato, la strega seduttrice) per loro natura
sono interessanti in quanto universali, ma difettano di spessore e di
autenticità. L’ottimo cast (di cui fanno parte anche Joseph
Gordon-Leavitt, Rosario Dawson, Bruce Willis, fra gli altri) salva in
parte il film, e bisogna ammettere che l’universo di Miller in cui le
donne sono splendide prostitute in succinte tenute sado-maso, e gli
uomini violenti avventurieri disposti a tutto per amore, vendetta,
denaro o semplicemente follia, ha un suo fascino irresistibile. La
noia però fa capolino, e l’ultra pulp di Rodriguez e Miller segna il
passo.

Stefania De Zorzi

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