SI ALZA IL VENTO -Hayao Miyazaki-

settembre 15, 2014 at 7:06 pm Lascia un commento

 

ALZA IL VENTO

Già dal titolo l’ultimo lungometraggio di Miyazaki, “Si alza il vento”
è soffuso di poesia: la citazione è da un verso di Paul Valéry, “Le
vent se lève!…Il faut tenter de vivre.” La storia è ambientata nel
Giappone dagli anni ’20 ai ’40, periodo di transizione da un’economia
agricola e tecnologicamente arretrata ad un’era di innovazioni
industriali, fino al drammatico coinvolgimento nell’apocalisse della
Seconda Guerra Mondiale. Protagonista è il geniale progettista di
aerei Jiro Horikoshi, realmente esistito, responsabile della
realizzazione di alcuni degli aeromobili più avanzati, utilizzati
dall’aviazione militare giapponese nel corso della guerra.
Miyazaki rinuncia completamente al registro infantile, per scrivere e
dirigere una storia per soli adulti. Il protagonista si deve
confrontare fin da bambino con la limitazione di una forte miopia, che
gli impedisce di coronare il suo sogno di diventare pilota d’aerei, e
sempre in sogno riceve l’ispirazione di esserne il progettista:
l’ossessione di Miyazaki per il volo è anche quella di Jiro, e
condizionerà tutta la sua vita. Il vento del titolo può essere
distruttivo (il terremoto, l’incendio, la guerra, la malattia), ma
anche spirito positivo di creazione e di leggerezza (l’amore per
Naoko, la passione instancabile per il volo come pura forma di
bellezza). La stessa ambiguità emerge a livello morale: Jiro ama
talmente il suo lavoro di progettista di aerei, da praticarlo anche
nella consapevolezza che le sue splendide macchine saranno usate per
portare morte e distruzione “da qualche parte”, nel mondo. Alcune
sequenze sono indimenticabili: sopra a tutte, il viaggio in treno
verso l’amata in cui Jiro bagna di lacrime il foglio su cui appunta i
suoi calcoli incessanti, ma anche quella iniziale del terremoto e in
generale le scene oniriche con Caproni. Il film non è immune da
qualche pecca: la trama si sviluppa a tratti con lentezza, come se i
personaggi faticassero a trovare una direzione precisa, e la ricerca
poetica in certi momenti è un po’ troppo insistita. Pur non essendo
fra i capolavori assoluti di Miyazaki, rimane comunque uno splendido
film d’animazione, dove il talento visivo, l’accuratezza storica,
l’umanità squisita dei personaggi rimangono ben impressi nel cuore e
nella mente.

Stefania De Zorzi.

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