LEI (HER) -di Spike Jonze-

marzo 17, 2014 at 11:26 am Lascia un commento

HER

In un futuro imprecisato, ma molto prossimo, troviamo Theodore che di lavoro fa lo scrittore di lettere d’amore su commissione per altri.

Da poco terminato un tormentato matrimonio, partito bene ma concluso nel peggiore dei modi, cerca di porre rimedio alla sua misantropia e solitudine acquistano un sistema informatico di ultima generazione capace di sostituire in quasi tutto una persona reale.

Un programma che una volta installato su computer riesce a instaurare con il proprio utente un rapporto sempre più profondo, simbiotico, passionale capace forse con il passare del tempo di tramutarsi in amore vero.

 

Questa opera del geniale Spike Jonze vincitore dell’oscar per la migliore sceneggiatura originale, un premio più che meritato per questo gioiellino che tratta numerose tematiche andando oltre a quello che l’incipit della storia potrebbe fare presagire, il regista non si sofferma solo a raccontarci la storia di uno sfigato ma dolcissimo nerd che s’innamora della voce di Scarlett Johansson (doppiata in maniera personalissima e per nulla irritante da Michaela Ramazzotti) ma affronta anche il tormento di uomo che non vuole accettare di dovere chiudere un matrimonio.

Il ruolo delle tecnologie sempre più avanzate che ormai hanno “minato” in maniera quasi irreversibile i veri contatti umani, i rapporti d’amicizia, la solitudine, la misantropia e l’imprevedibilità’ della nascita di un nuovo sentimento (anche se scomodo) con tutte le problematiche che volenti o nolenti prima o poi bisogna affrontare una volta emerse.

Un film delicato ed intensissimo che ha nella fotografia e nell’ interpretazione di Joaquin Phoenix (artista che non delude mai) un punto di forza robustissimo dove il suo Theodore e’ capace di trasmettere allo spettatore ogni minima sensazione che questo nuovo rapporto lo porta a vivere.

Con lui guardiamo divertiti la nascita di questa simpatico e strampalato rapporto che con il passare del tempo diventa sempre più profondo, viviamo la frustrazione quando i flashback del suo recente passato da sposato riaffiorano durante le sue giornate passate davanti ad un computer, come prosegue il dolcissimo rapporto di amicizia con Amy (una  Amy Adams acqua e sapone) viviamo l’evolversi della relazione e l’incapacità’ di relazionarsi con donne “reali”, lo stanco concludersi del rapporto con Samantha (questo sistema operativo) che diviene il fulcro che permette a Theodore di tirare le somme sulla sua vita fino a quel giorno in cui tutto e’ cambiato ancora una volta.

Non volendo “spoilerare” più di tanto forse la “Her” del titolo originale potrebbe essere riferito alla persona che si trova suo malgrado in dovere di affrontare la fine di un legame, una persona che non lo abbandona mai, in questo percorso, che trova in lui conforto, anche solo standogli vicino con un tenero gesto.

Fabrizio Milani fabri

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