Black Angels – Indigo Meadow ( cd – lp )

maggio 28, 2013 at 10:01 am Lascia un commento

A ben vedere, “Indigo Meadow” non è altro che il punto d’incontro tra i due album che l’hanno preceduto: l’oscuro e ossessivo “Directions To See A Ghost” e l’estroverso e di più ampio respiro “Phosphene Dream”. Una lettura semplicistica che non tiene conto delle sfumature, se volete, ma che allo stesso tempo fotografa nel modo più semplice l’evoluzione dei Black Angels, che negli anni hanno saputo smarcarsi da un’interpretazione più “integralista” dello psych-rock per dirigersi verso aperture meno asfissianti, non per niente coincidenti con il (voluto?) raggiungimento di un pubblico più vasto.

“Ridotta” a quartetto, la formazione di Austin con “Indigo Meadow” veicola le (positive) esperienze del passato per dare vita alla sua prova più muscolare e diretta: accantonati gli orpelli e le code strumentali in favore di canzoni dal minutaggio ridotto, a riempire lo spazio sono i riff al vetriolo, i ritornelli tanto lisergici quanto ineccepibili e, più in generale, un sound potente e immediato.
D’altro canto, questo “prato indaco” è tutt’altro che monocorde: mai come in questo album i Black Angels spiegano le ali verso direzioni diverse. L’ipnotica voce di Alex Maas nell’opener “Indigo Meadow” e il garage psichedelico à la Black Rebel Motorcycle Club della successiva “Evil Things” caratterizzano i primi due veri e propri pezzi da novanta, ma in un certo senso a spiazzare è la canzone di protesta “Don’t Play With Guns”, il cui ritornello emerge dritto dritto dagli abissi per divenire il più cantabile fra tutti i refrain mai partoriti dalla band texana.

Alla “nera” monotonia di “Holland” fanno da contraltare le atmosfere sixties di “The Day” (a metà strada tra Kinks e Velvet Underground) e il crescendo ossessivo e tridimensionale della splendida “Love Me Forever”. I concittadini 13th Floor Elevators fanno capolino in “Always Maybe”, giusto per ricordarci che i cammini di Black Angels e Roky Eryckson si sono incrociati più di una volta.
“Broken Soldier” è l’ennesimo, dovuto omaggio ai Doors; più emancipata “War On Holiday”, nella quale i riff à-la Jesus & Mary Chain si sfogano in ritornelli surfeggianti. Le esoteriche “I Hear Clours” e “Twisted Lights” lanciano la volata finale, rappresentata dalla veloce “You’re Mine” e, soprattutto, dal blues magnetico di “Black Isn’t Black”.

Il recupero della tradizione e un sound moderno convivono nelle tredici canzoni di “Indigo Meadow”, se non la migliore (a nostro avviso se la gioca con “Directions To See A Ghost”), senz’altro la più convincente e imprescindibile prova degli angeli neri di Austin.

Fabio Guastalla (www.ondarock.it)

Annunci

Entry filed under: News Musica, Recensioni Musica.

La parte degli angeli di Ken Loach ( dvd ) Looper di Rian Johnson ( dvd e b-ray )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Iscriviti al gruppo Alphaville su Facebook
Vista il sito dell'Associazione CINEROAD
Videosettimanale telematico di attualità e cultura
il suono degli strumenti
maggio: 2013
L M M G V S D
« Apr   Giu »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Blog Stats

  • 134,540 hits

Commenti recenti


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: