Durutti Column – The return of Durutti Column / LC ( cd – lp )

aprile 29, 2013 at 3:57 pm Lascia un commento

Per chi conosce Vini Reilly e la musica dei Durutti Column solo attraverso alcuni frammenti della sua produzione, è giunto il momento di approcciare la sua maestosa produzione con un orecchio attento e curioso. Il suono cristallino della sua chitarra affidato all’elaborazione dell’Echoplex, le sommesse stratificazioni di ritmi e percussioni appena baciate da una flebile voce hanno infatti segnato indelebilmente un’epopea creativa di raro spessore: questa è musica che rasenta l’arte pittorica, capace di descrivere con dettagli minuziosi stati d’animo profondi e quasi al limite dell’inconscio.

Prodotto da Martin Hannett, l’esordio del progetto Durutti Column è il frutto proibito della new wave: i tormenti dei Joy Division avevano segnato profondamente un’era ricca di provocazioni culturali, Vini Reilly concedeva a una generazione segnata dal tormento e dall’irruenza civile, un luogo astratto dove creare nuovi mantra.
Definito come il ponte tra il post-punk e la musica di Debussy e Ravel, “The Return Of The Durutti Column” è un album unico il cui fascino si edifica su accordi di chitarra che hanno la leggerezza di una goccia d’acqua ricca di riflessi e ombre. Il tono austero delle composizioni si anima improvvisamente grazie a sonorità pungenti e dissonanze ricche di riverberi; che sia tinta di jazz (“Katharine”), gothic-rock (“Requiem For A Father”) o che sfidi la fragilità del pop in “Sketch For Summer”, la musica di Reilly si riversa in uno dei progetti più importanti della musica inglese.

Il suo secondo album “LC” è invece l’unico in cui, a dispetto delle critiche di molti osservatori, Vini Reilly replica le intuizioni dell’esordio coinvolgendo le splendide tessiture ritmiche di Bruce Mitchell.
Registrato su un Teac a quattro tracce prestato da Bill Nelson al chitarrista inglese, il disco si ricopre di tinte jazz e vanta di costruzioni più corpose, che lo rendono più raffinato.
L’impegno politico viene rimarcato dall’acronimo scelto per il titolo (“LC” sta per Lotta Continua) e da alcuni frammenti vocali, mentre una inattesa sensualità si agita dietro il flusso melodico di “Jacqueline” e di “Never Knows”, che rinnovano la grande energia dell’esordio.

La Gibson Les Paul di Reilly, venduta su eBay come icona di una rivoluzione musicale irripetibile, riecheggia nelle innumerevoli ristampe dei suoi album: dopo i due box con la discografia divisa in due ere distinte, ecco finalmente disponibili per il pubblico americano due ristampe digipak con le copertine e lo stile grafico originale.
A differenza delle suddette ristampe, a cura della label 1972, la Factory/Benelux propone invece per “LC” un doppio cd con altri 23 brani, tra cui compaiono demo versions, brani tratti dai singoli incisi su Sordide Sentimental, compilation e brani estratti dai quattro album su Factory dei Durutti Column: a voi la scelta.

Gianfranco Marmoro (www.ondarock.it)

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