Flying Lotus – Until the quiet comes ( cd – lp )

ottobre 20, 2012 at 10:37 am Lascia un commento

E’ un magistrale cortometraggio di Kahlil Joseph a introdurre il nuovo Steven Ellison. Immagini a rilento. Negritudine on the road. La t-shirt di Dilla a descrivere una vera e propria filosofia, una qualche religione. “Until The Quiet Comes” è un po’ disco della “verità”. La terza “cosa” del manipolatore di L.A. dal cuor tenero e dalla mente altrove.

E così, dopo le piroette aliene di “Cosmogramma” al loto volante tocca terra. Ellison è finalmente a casa. Alla soglia dei trenta, Steven cerca platealmente contatti con le origini della propria musica. L’intento è dirottarla candidamente. Lasciarla fluire. Dentro questo suo nuovo mondo, fatto ovviamente di campionamenti talvolta impercettibili, gira a rilento una sorta di groove funkadelico, ma non troppo. Messa da parte l’irrequietezza , il manipolatore riassesta le proprie pulsazioni, planando sopra tappeti ritmici (“Tiny Tortures”) infinitesimali, in un sovrapporsi morbidissimo di micro-scatti elettronici. Le sfumature si arricchiscono in penombra e in controluce a seconda dei dadi da lanciare, dei tamburi da sfibrare (“Sthru To U”), in una danza nera e clamorosamente inebriante. Regna una nuova armonia. Gli animi sono distesi, mentre la fantasia rincorre traiettorie sfuggenti e impalpabili, percepibili solo a volumi più alti.

E’ un irrefrenabile flusso sonoro quello che viaggia lungo i diciotto frammenti dell’album, che parte dolce ma ipnotico in “All In”, procedendo fra concretismi ed effetti speciali, che si manifestano sotto forma di carillon (“Until The Colours Come”), disturbi acidi (“Sultan’s Request”), bizzarrie aliene (“Putty Boy Strut”) e campioni assemblati con cemento a presa rapida (la title track), per trovare il suo scopo nella battaglia digitale di “Corded” e nell’amorfo finale di “Dream To Me”, pronto a chiudere il cerchio fra residui di fumo e trip selvaggi.

Flying Lotus chiama Terra, l’atterraggio è completato. Il suo ritorno a casa è il più naturale e affettivo possibile, e il saluto calorosissimo del suo armamentario sonoro è un insieme aggrovigliato di scosse e fendenti. Tutto ciò che c’è da fare è alzare il volume e lasciarsi colpire, smuovere, trafiggere. E farlo ora, prima che la quiete arrivi. Esuberante.

Giuliano Delli Paoli e Matteo Meda

Annunci

Entry filed under: News Musica, Recensioni Musica.

Beth Orton – Sugaring Season ( cd – lp ) Il Dittatore di Larry Charles ( dvd e b-ray )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Iscriviti al gruppo Alphaville su Facebook
Vista il sito dell'Associazione CINEROAD
Videosettimanale telematico di attualità e cultura
il suono degli strumenti
ottobre: 2012
L M M G V S D
« Set   Nov »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Blog Stats

  • 137,406 hits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: