Florence + The Machine – Ceremonials ( cd – 2cd – 2lp )

novembre 4, 2011 at 7:10 pm Lascia un commento

A distanza dei due canonici anni da “Lungs“, album partito in sordina per poi diventare un long-selling, fucina di singoli e magnete di premi (Brit, Grammy e Mercury inclusi), esce “Ceremonials”, disco atteso con le più alte aspettative che, fortunatamente, non delude. Sappiate subito comunque che se all’ascolto del ritornello del singolo apripista “Shake It Out” avete storto il naso, tranquilli: siete incappati nel momento più scialbo del disco.
“Ceremonials” è un ottimo disco pop intelligente, non comune e non scontato, che include canzoni piacevoli all’ascolto, canticchiabili, che allungheranno le vostre labbra in un sorriso.

La potente voce della Welch è ovviamente ancora protagonista, ma più misurata. Sempre e giustamente in primo piano, ma i momenti in cui si alza per farsi sentire, per imporre la presenza di una Florence-bambina spaventata dalla vita, sono stati ora sciolti dalla Florence-donna consapevole e profonda allo stesso tempo.
Anche le voci che fanno da coro sono presenti in maniera diversa: in “Lungs” erano le voci nella testa di Florence che la inquietavano, ora, anziché urlare (e urlarci) contro, sono sue alleate, in “Ceremonials” sono presenti per supportarla (“Leave My Body”, “Breaking Down”).
Abbandonati anche i testi “anatomici”, c’è ora spazio per i sentimenti, la consapevolezza, la spiritualità (“Seven Devils”, “All This And Heaven Too”) e atmosfere più ampie, più “arieggiate” (“What The Water Gave Me”, “Shake It Out”).

Se “Lungs” è stato disco votato musicalmente all’ironia e al divertimento e liricamente alla continua vivisezione della stessa Welch alla ricerca delle sue paure più viscerali, “Ceremonials” è il risultato di una grande maturazione artistica e personale e si sente. L’impressione è che, musicalmente parlando, i Florence + The Machine stiano iniziando a prendersi le loro responsabilità.
Nonostante i punti di contatto con il disco precedente (“No Light, No Light”, “Heartlines”), alcuni potrebbero trovare questo disco poco immediato, meno giocoso e più riflessivo di quanto ci si aspettasse, ma non per questo risulta essere poco orecchiabile, coinvolgente o godibile.
La sensazione che “Cerimonials” lascia una volta suonato nella sua interezza, è quella di una nuova impazienza per il prossimo disco, che ci aspettiamo ancora più maturo, magari vicino alla perfezione.

Sugli scaffali dei negozi (ebbene sì!) anche la versione deluxe. Il secondo cd contiene otto brani di cui quattro bellissimi inediti (adoro “Landscape”, peccato sia stata scartata a priori per entrare nel primo cd), una versione demo e tre tracce in un’interessante versione acustica. Vivamente consigliato.

Magda di Genova (www.ondarock.it)

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