Last summer di Eleanor Friedberger ( cd – lp )

ottobre 15, 2011 at 3:30 pm Lascia un commento

Con i Fiery Furnaces arenati sia come quantità (il ritmo di un disco all’anno è ormai fermo al 2009), sia come qualità (l’ultimo album in studio è lo scarso “I’m going away”), e con la metà cerebrale, Matthew Friedberger, alle prese con dei futili “Solos” autoprodotti, Eleanor Friedberger coglie l’occasione per prendere coraggio e lanciare la propria carriera solista con “Last Summer”.

Sembra a tutti gli effetti un album mancato del gruppo madre, perfettamente canalizzato nella tendenza “normalizzante” dei loro ultimi decorsi e privato delle sperimentazioni più tronfie del fratello. Il singolo “My Mistakes”, un neo-twist, aggiunge appena effetti elettronici simil-marimba, e “I Won’t Fall Apart On You Tonight”, il pezzo con maggior tiro, è un boogie metamorfico e instabile.

Ma la cantante, che ora è maturata e apporta un peso canoro già più consono che in passato, si affaccia anche al mondo delle cantautrici serie, in particolare approcciando la dolce monotonia di Suzanne Vega (“Scenes From Bensonhurst”, “One-Month Marathon”, la più sottotono e con accompagnamento più umile, ma anche la più istintiva) e le novelty decostruite di Joanna Newsom Amanda Palmer, pur senza le loro escursioni vocali (“Glitter Gold Year”, la sua forma di ballata pop).
Quindi Eleanor si confronta con i generi storici, ampliando di quel tanto il suo vocabolario, come in “Roosevelt Island” (che cita la “Last Train To London” degli Elo), un soft-funk con strofa e ritornello dilatati e declamati nel suo tipico stile verboso, e nei lenti leggiadri di “In Of The Seventh Ray” e “Heaven”.

Che lo si voglia prendere come leggera variazione sul tema, o come decisa conferma di uno stile, il significato stretto della Friedberger del primo disco lungo rimane lo svelamento del vero talento melodico del duo. Quietamente vario e sostanzioso, agganciato saldamente alla forma-canzone, gradevole senza troppe sorprese. Cita e rimescola generi e va a gambero nel pop delle ere passate, e la Merge, che di queste cose se n’intende (e ha avuto l’esclusiva al foto-finish sulla Thrill Jockey), gongola.

Michele Saran (www.ondarock.it)

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