Radiohead – The King of limbs ( cd – lp )

luglio 30, 2011 at 10:44 am 1 commento

Accumulazione ritmica, quasi cardiaca, accumulazione spasmodica di sussulti vitali in un intreccio di voci oniriche.

Ho viaggiato verso Arte Sella con l’ultimo lavoro dei Radiohead annidato nelle pulsazioni dei pensieri ma ancor di più nei miei ritimi fisici e vitali, nel battito cardiaco, nel respiro, nei pochi movimenti che il tuo fisico può compiere nell’abitacolo di una macchina, non sono riuscita a toglierlo dal lettore, ogni volta ripartiva e ogni volta ripartiva il mio respiro, le sensazioni si accumulavano, i nervi percepivano una nuova sequenza ritmica, fino a che al termine del viaggio e al mio arrivo ad Arte Sella mi sono ritrovata esattamente all’interno di “The king of Limbs”.

 

Ho ascoltato e riascoltato i Radiohead, che Antonio Oreste e Michele mi avevano consigliato appena prima della partenza, ad occhi chiusi come in una scatola (tin box?), come se la piccola scatola di cartone che contiene i loro suoni fosse un accumulatore, una cassaforte di ritmiche accatastate nello spazio irreale di un disco, un macchinario che con il giusto battito ci tiene in vita o ci accompagna gradatamente verso il distacco dalla vita stessa; le voci, richiami onirici che cercano per tutta la prima parte del lavoro di scardinare gli intrecci delle ritmiche serrate riescono a scomporle e sparpagliarle solamente per due tracce, in cui prendono il sopravvento e ci cullano per alcuni minuti nella sensazione di totale distacco dalla realtà, fino a che la ritmica riprende il suo lento corso riattiva i nervi e il muscolo cardiaco, ma non siamo più solo carne attaccata alla sopravvivenza e nemmeno sogno che anela all’oblio, siamo vita e chiediamo di svegliarci ancora per un’altra volta.

Fino a che ascolto ad occhi chiusi mi sento in un paesaggio di Boltanski, sono al Grand Palais, cammino nella monumentale dimensione di Personne, e lo faccio ad occhi chiusi, come due anni fa a Parigi. Sono convinta che i Radiohead abbiano passeggiato anche loro tra le cataste di abiti deserti e l’accumulazione di battiti cardiaci, che abbiano ascoltato e donato battiti, che, come me abbiano provato a camminare ad occhi chiusi tra quelle file e si siano accorti che era impossibile perchè tra tanti battiti cerca di prendere il sopravvento il tuo, o meglio la tua voce, che cerca di navigare a vista (e a sentimento) in un’ accumulazione di vite.

Ma poi arrivo ad Arte Sella, nell’ intreccio di un bosco che trasforma l’arte in vita, e mi accorgo che è esattamente quello che hanno fatto i Radiohead, Boltanski e Orsingher (l’artista che ha realizzato Nidi d’Acqua ad Arte Sella che vedete in queste immagini)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hanno accostato in dimensioni monumentali (e quindi naturali?) i grandi contrasti di cui è composta la nostra vita, vuoto e accumulazione, ritimica vitale e voce onirica, acqua e aria, così nella mia vita questi artisti, come alberi di una foresta sconosciuti tra loro, condividono in questo momento il mio terreno in cui affondano radici e i mei sogni in cui intrecciano i loro rami, e ne sono i sovrani.

ah, la ricetta, beh poca cucina e molta meditazione…quindi qualcosa da bere

 

frullato? di pesche e yogurt:

ingredienti: due pesche – tre cucchiai di yogurt – un bicchiere di latte – un cucchiaio di zucchero di canna mascobado – due pezzetti di zenzero candito – sciroppo di cassis – fiori di lavanda –

frullare il tutto:)

Enrica, Fatina in cucina (http://www.fatinaincucina.it/blog/bb/limbs/)

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1 commento Add your own

  • 1. Seba  |  agosto 16, 2011 alle 10:36 am

    Auguri Alphaville!

    Leggo su [i]Libertà[/i] del vostro 30esimo compleanno e non posso fare a meno di ricordare con piacere quando, ventenne, il sabato mattina era dedicato a visitarvi per scartabellare vinili (prima) e CD (poi) alla ricerca di titoli interessanti.
    Attraverso Alphaville sono entrati nella mia vita artisti come il Boss, Tom Waits, Thin White Rope, Dream Syndicate, Clash, per citare alcuni di quelli che più mi hanno “segnato” e influenzato, per non parlare di tanti [i]one record wonder[/i] ugualmente interessanti e formativi (i primi che mi vengono in mente: Pavement, Soul Coughing…).
    Col tempo le visite e gli acquisti si sono diradati (ma non certo la passione per la musica!) e da alcuni anni per vari motivi non vivo più a Piacenza, ma al mio prossimo rientro non mancherò di venirvi a trovare.

    Lunga vita, Alphaville, continuate così!

    PS
    Posto qui perché non c’è un thread apposta (e poi sono anti-feisdalùc ;))

    Rispondi

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