Gang Gang Dance – Eye contact ( cd – lp )

giugno 11, 2011 at 3:31 pm Lascia un commento

Ad approfondire la carriera e l’evoluzione di una band come i Gang Gang Dance c’è il facile rischio di rimanere spiazzati. Esordi krauti e trame elettriche, poi barocchismi a go-go e infine la forma (quella più compiuta?) pop. “Eye Contact” segna un nuovo passo, un nuovo livello.
Citati quasi a memoria, in una sorta di sacra triade, assieme ad Animal Collective Black Dice (stesso background, stessa Brooklyn, stesso appartamento addirittura), i Gang Gang Dance sono stati fino ad ora i fratelli minori dei colossi appena citati, quelli un po’ meno in vista, forse più sfigati, che non avevano ancora fatto il botto. O meglio, nel precedente disco del 2008, il botto era nell’aria.

Ma “Eye Contact” pare aver definitivamente lanciato la loro stella. Per mettere le cose in chiaro, basterebbe vederli dal vivo: una forza della natura, come poche altre band. E a ribadire il concetto di una formazione che best new thing non lo può essere, ma forse un po’ lo è, sarebbe sufficiente “Glass Jar”: una moderna sinfonia per synth, dream-pop, cascate colorate virate a Oriente in un’immersione di suoni che travolge. Scorre sciolta tra Knife/Fever Ray e Organ “Adult Goth”, l’insipida – unico neo dell’album – “Chinese High” ripercorre trame orientali a loro care.
Il salto di qualità, però, è nella scrittura, molto più quadrata. Il comando lo prendono, per la prima volta rispetto alle loro precedenti produzioni, le tastiere e l’elettronica. Non c’è più spazio per retrogusti krauti o ardite mini-suite, qui l’essenza che si va cercando è pop allo stato essenziale.

Le costruzioni melodiche sono sempre azzeccatissime, si ascolti “Mindkilla” singolo pieno zeppo di spigolature electro, il vintage solfureo e ovattato di “Romance Layers” – un inno agli ultimi Seventies – o ancora un tributo in bilico tra wave in superficie e chillwave (“Sacher”), fino a chiudere con “Thru And Thru”, perfetta fotografia e sintesi di questo “Eye Contact”.

Tutt’altro che omogeneo nel suo proporsi, anzi quasi schizofrenico, il pastiche che i Gang Gang Dance organizzano è perfetto nel suo essere assolutamente fuori logica e fuori schema. Però alla fine, come nei grandi album, tutto torna.

alberto Asquini (www.ondarock.it)

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