Archive for aprile 22, 2011

Explosions in the sky – Take care, take care, take care ( cd – 2lp )

Gli Explosions In The Sky, forse sconosciuti ai più, sono una band post-rock sulla falsariga di band più celebri quali i Mogwai ed i Godspeed You! Black Emperor. Nati, musicalmente parlando, nel 1999 ad Austin, Texas, si fanno notare subito con il loro album di debutto, How Strange Innocence, raccogliendo i favori di buona parte della critica (Pitchfork 7.9/10, giudizio positivo anche per Rolling Stones).

Tuttavia è probabilmente con The Earth Is Not A Cold Dead Place (anno 2003) che gli Explosions raggiungono il successo internazionale. Your Hand In Mine è sicuramente la traccia must-have del gruppo texano, un’autentica pietra miliare del post-rock, senza nulla togliere a First Breath After Coma, prima traccia dello stesso album.

Arrivando ai giorni nostri, gli EITS presentano questo nuovo Take Care, Take Care, Take Care, a distanza di 4 anni dal loro precedente lavoro, ed in previsione di un tour che li porterà anche in grandi palcoscenici europei quali il Roundhouse a Londra, il Postbahnhof a Berlino ed il prestigioso Primavera Sound Festival a Barcellona. Con rammarico, nessuna data è prevista in Italia.

Take Care, Take Care, Take Care si presenta con le classiche sonorità degli EITS, a dispetto di quanto dichiarato dagli stessi Explosions in fase di presentazione del disco.

Last Known Sorroundings come Human Qualities sono entrambe tracce da oltre 8 minuti di durata, vanno ascoltate e riascoltate per poterle assimilare e comprendere. Sembra, tuttavia, che la band texana voglia dare un tocco meno malinconico del solito in questi due brani.

Gli EITS, a distanza di 11 anni dal loro primo lavoro, continuano a sperimentare angoli sconosciuti del post-rock. La prova ne è Trembling Hands, 3 minuti che faranno storcere il naso ai fans più tradizionalisti, ma che aprono decisamente nuovi ed interessantissimi orizzonti, soprattutto grazie agli accenni vocali che si “intravedono” per i primi 80 secondi. Questa traccia è sicuramente l’innovazione a cui faceva riferimento la band nelle dichiarazioni pre-lancio.

Per ottenere il meglio da Take Care, Take Care, Take Care bisogna “guardare” fino in fondo. Postcard From 1952 è un crescendo di emozioni. Chiudendo gli occhi e facendosi trasportare dalle immagini che questo brano può scatenare, ne usciremmo certamente estasiati. Un’incantevole traccia a corredo del lavoro della band americana.

Altro brano di primo piano è la traccia conclusiva dell’album, Let Me Back In. Sensazioni profonde e toccanti quelle che arrivano dopo un classico inizio “lento” all’EITS. 10 minuti da ascoltare in rispettoso silenzio per contemplare le chitarre e le sonorità di Munaf Rayani e soci.

Certamente, non un ascolto per tutte le orecchie, ma gli Explosions, ancora una volta, riescono a rendere il tutto tremendamente più semplice.
In conclusione, Take Care, Take Care, Take Care è una stupenda gemma da affiancare alla nostra collezione post-rock e da custodire gelosamente.

Annunci

aprile 22, 2011 at 4:00 pm Lascia un commento


Iscriviti al gruppo Alphaville su Facebook
Vista il sito dell'Associazione CINEROAD
Videosettimanale telematico di attualità e cultura
il suono degli strumenti
aprile: 2011
L M M G V S D
« Mar   Mag »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Blog Stats

  • 137,406 hits