Alexi Murdoch – Towards the sun ( cd – lp )

aprile 18, 2011 at 5:21 pm 1 commento

La storia artistica di Murdoch già era stata raccontata sulle pagine di Mescalina. A ragione tra l’altro ne veniva sottolineato il tratto più evidente della sua poetica, un lato che forse appare nel proseguo della carriera sempre meno pregevole: la marcata somiglianza a Drake. E’ ovvio che somigliare anche lontanamente a un genio può salvare anche il peggior cantautore, però a mio parere nel facile parallelo con Rice, che spesso è stato fatto ed in cui Murdoch ne usciva perdente, bisogna rivedere le cose dette.
Se entrambi sono emersi nel mercato mondiale con una evidenza immediata e tutto sommato sorprendete, a lungo termine forse l’estetica e la ricerca di Murdoch stanno avendo ragione sull’incapacità di Rice di ripescare una vena melodica e lirica così tanto geniale come in “0”.
Vero è, e rimane tale, che Murdoch non solo si porta in spalla ancora l’ombra di Drake ma sembra ormai sempre più deciso a diventarne l’erede. Questa volta con accezione non solo di copia. L’ep appena uscito dal titolo “Towards the sun” si compone di sette brani caratterizzati dal timbro vocale molto caldo di Murdoch e dal modo di suonare la chitarra, un fingerpicking che molto ha a che fare con quello di Drake, soprattutto nell’utilizzo dei bassi. Se il primo brano, “Towards the sun”, lascia l’impressione del già sentito, della vicinanza al ragazzo di Canterbury, il secondo, “At your door”, ne concede la certezza per costruzione della canzone, arpeggio e pause sui bassi e voce.
E’ così che però, in modo estremamente graduale, Murdoch comincia a inserire elementi propri all’interno del disco tanto da personalizzare i brani successivi. A cominciare da una banalità, le durate dei brani tutte sopra i cinque minuti di chitarra e voce. Questo, in pezzi musicalmente allegri come “Some day soon” oppure trascinati come “Slow revolution”, segna un elemento di novità e di personalità che stimola all’ascolto di Murdoch senza troppi paragoni, fin troppo facili. Si scopre insomma a fine disco di volerlo ascoltare di nuovo abbandonando sempre più l’associazione mentale con Drake e dando fiducia a questo cantautore che si muove da anni alla ricerca di una propria (spero…) via. Ci sorprenderà un giorno?

Simone Broglia (www.mescalina.it)

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