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Persecution di Patrice Chereau ( dvd )

Daniel è un giovane uomo in corso d’opera, come gli appartamenti in cui lavora in solitudine e silenzio. L’isolamento volontario è interrotto dalle troppe parole del suo amico Michel e dalle telefonate di Sonia, la sua ragazza sempre in viaggio di lavoro. Ossessionato dalla paura dell’assenza, Daniel è volontario presso una casa di riposo, dove cerca rifugio alla sua inquietudine. Abbordato all’uscita della metropolitana da uno strampalato corteggiatore, Daniel diventa oggetto desiderato e perseguitato. Irragionevole e lunatico, il misterioso uomo irrompe e travolge gli spazi e la vita del ragazzo, a sua volta impetuoso nel tormentare Sonia con la sua gelosia e i suoi smarrimenti. Dentro cantieri sempre aperti e case da costruire, Daniel e Sonia sperimenteranno la corrispondenza e la mancanza.
Lo scorrere della vita ci espone alla separazione, lo sa bene e la teme il protagonista di Persécution, ultimo e magnifico film di Patrice Chéreau. Orfano di madre e figlio di un padre distante, il giovane uomo di Roman Duris ha sviluppato un’idiosincrasia per l’assenza. Alla ricerca disperata di una stabilità che non esiste, Daniel è rinchiuso in appartamenti in costruzione, dove affronta il vuoto nel tentativo ostinato di trasformarlo in pieno. Dopo Gabrielle, dramma “da camera” sul “ritorno” a casa di una moglie fedifraga, il regista francese si concentra sulla vita in progress di un perseguitato persecutore, dentro Parigi, a braccia aperte e spalle girate, come il suo protagonista in credito d’amore.
Separarsi dalle proprie ossessioni e da una vita ideale è doloroso, ma il film di Chéreau (di)mostra che la separazione può essere (anche e addirittura) una benedizione, necessaria a riprendere la capacità di sentire e di vivere. Lasciare una persona o una casa ci pone al cospetto del sentimento della mancanza, un vuoto che contiene però l’atto creativo e generativo della (ri)costruzione di una nuova visione del domani.
Raggiunta la consapevolezza della loro paura, gli amanti di Chéreau “raccolgono” i frammenti di un bicchiere e di un discorso amoroso, ritrovando (forse) il loro baricentro e recuperando il sentimento anche nelle sue imperfezioni e manchevolezze. Meglio vivere (e amare) col batticuore che non vivere affatto.

Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)

marzo 29, 2011 at 7:34 PM Lascia un commento


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