The twilight singers – Dynamite steps ( cd – 2lp )

marzo 5, 2011 at 4:17 pm Lascia un commento

Star dietro a Greg Dulli non è facile; come il suo amico Lanegan salta da una parte all’altra, impegnandosi in carriera solista e progetti vari senza aver mai fissa dimora, senza prendere identità permanenti, lontano da quello che era il suo essere leader dei sempre troppo poco ricordati Afghan Wighs.
“Dynamite Steps” è il quinto album a nome Twilight Singers, a cinque anni da “Powder Burns” e a due dal “Saturnalia” dei Gutter Twins, e sembra confermare che i ballerini del tramonto sono il gruppo in cui Dulli riporrà le maggiori speranze e impegni per quello che sarà l’immediato futuro della sua carriera.

La differenza maggiore tra questo album e il suo predecessore è che, a dispetto del titolo, “Dynamite Steps” si presenta molto meno aggressivo; la perdizione malignamente sensuale di “Be Invited”, il crescendo emotivo di “Get Lucky”, il respiro arioso di “She Was Stolen”, l’afflato corale di “Blackbird & The Fox” e l’intensità interpretativa della murder  ballad folk-blues “Never See No Devil” conferiscono all’insieme (con la meno riuscita title track) un’atmosfera introspettiva e quasi spirituale che si distanzia molto dalle dinamiche di “Powder Burns”.
Queste sensazioni si ritrovano poi anche negli episodi più vicini al sound “solito” del gruppo; gli archi e i cori delle cavalcate di “Last Night In Town” e “On The Corner”, le morbidezze shoegaze di “The Beginning Of The End”, persino l’epicità dello stoner “Waves” ci parlano di una rabbia che si è placata o in qualche modo trasformata, ma forse anche di un Greg Dulli che ha trovato una stabilità artistica come forse non aveva più avuto dalla fine del gruppo che creò “Congregation” e “Gentlemen”. 

Alla fine, dunque, nonostante le solite ospitate (oltre a Lanegan, ci sono Ani Di FrancoNick McCabe, Steve Nalepa e altri) questo nuovo disco assume un carattere molto personale, dimostrando quanto i Twilight Singers siano sempre più un gruppo strettamente legato al suo leader e in cui lo stesso Dulli sembra trovare, a distanza di anni, la propria dimensione ideale di artista.     
“Dynamite Steps” è un disco non perfetto ma ci restituisce, a distanza di cinque anni, un Greg Dulli in splendida forma, con nuovo vigore e rinnovata ispirazione. Un album in cui l’artista statunitense non ha dormito sui comodi allori di “Powder Burns”, cercando invece una crescita artistica per sé e per la sua band, con la tranquillità e la confidenza propria di un uomo che, dopo tanto girovagare, forse, ha finalmente trovato casa.

Gianni Candellari (www.ondarock.it)

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