Badly Drawn Boy – It’s What I’m Thinking Pt. 1 – Photographing Snowflakes ( cd – lp )

dicembre 20, 2010 at 12:48 PM Lascia un commento

Per chi, come il sottoscritto, era rimasto affascinato dall’esordio di “The Hour Of Bewilderbeast” e successivamente incantato da About a Boy, la deriva presa da Badly Drawn Boy negli album che seguirono negli anni successivi fu una delusione cocente.
Chi aveva riposto in Damon Gough prospettive di un futuro grande songwriter pop aveva dovuto fare i conti con dischi ridondanti e mal riusciti e alla fine lo si dava per definitivamente perso.
E invece…

E invece il buon Damon torna col suo cappellino e con un album che dà a quelli come me la soddisfazione di non aver visto male nel giudicare le qualità del cantautore inglese, un disco di maturazione, calibrato e senza sbavature importanti.
Un disco che non annoia, capace di canzoni pop adulte ma leggere nel loro sapore vagamente eighties (“I Saw You Walk Away”, “This Electric”), ballate di songwriting folk d’oltreoceano (“A Pure Accident”) o malinconie alla Elliott Smith intinte in foschie elettroniche (“This Beautiful Ideas”).

Le orchestrazioni sono piene ma non pesanti, intrise di quella solarità malinconica e leggermente freak che ha caratterizzato alcuni degli episodi migliori del vecchio Badly Drawn Boy, come in “The Order Of Things”, in cui la voce di Cough cammina lieve su un tappeto cangiante di strumenti ed effetti elettronici, o in una “Too Many Miracles”, molto vicina ai toni del secondo album.
Questo ultimo disco non sarà all’altezza dei lavori migliori ma al suo interno si riescono a trovare veramente pochi nei. E persino pezzi in cui il songwriter inglese rischia qualcosa si dimostrano all’altezza, come la lenta e dilatata “Safe Hands”, con la sua eco ultraterrena, o la title track, nella quale s’insinuano slide country.

It’s What I’m Thinking pt. 1 – Photographing Snowflakes” ci riporta un Badly Drawn Boy ispirato, cresciuto e maturato, che, chissà, potrebbe azzerare il passato prossimo e ripartire per una nuova carriera, più rappresentativa delle sue possibilità artistiche ,dimostrate appieno in questo disco.
Sperando che stavolta non servano altri otto anni.

Gianni Candellari (www.ondarock.it)

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