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Smoke Fairies – Through low light and trees ( cd – lp )

Le premesse e le voci di corridoio che hanno accompagnato l’uscita di “Through Low Light And Trees” devono aver disorientato il pubblico, e l’interesse di Jack White per le due ragazze del Chichester, elevate a nuove muse del folk, ha caricato l’attesa per un esordio che richiede calma e riflessione piuttosto che grinta e rabbia.

È lo sfumare dell’estate verso l’abbraccio avvolgente dell’autunno il centro del flusso armonico che sorregge le atmosfere delicate delle Smoke Fairies, anziché il mix di punk, blues e folk previsto da molti critici.
Non è casuale l’apertura di “Summer Fades”, un’alchimia perfetta di chitarre ricche di riverberi e frammenti di tastiere sognanti, nel quale le voci abilmente intonate ricamano brevi e suggestive ombre di sapiente romanticismo.
Il blues fa poi capolino tra le righe semplici e rurali della scrittura armonica: è rintracciabile dalle vezzosità lisergiche di “Strange Moon Rising” e in “Devil In My Mind”, nella quale tracce di rock anni 60 sono liberate dal guscio hard per scandire toni oscuri e tormentati, che con garbo scivolano verso una dolcezza poco rassicurante.

Spesso l’ispirazione si libra con ingenuità (“After The Rain”) e leggerezza (“Hotel Room”), ma resta preferibile una maggiore attenzione ai particolari che definisce i migliori episodi.
Infatti è “Erie Lackawanna” il frutto più elaborato e originale di “Through Low Light And Trees”: arguzie medievali con infiltrazioni noise danno origine a un mantra diabolico che cattura la mente e la trascina verso un oscuro oblio.
Quello che diventa sempre più chiaro e definito nel riascoltare le graziose armonie del duo è il debole appeal dell’album; come le Unthanks o gli Eagleowl, le Smoke Fairies non ostentano trucchi da stadio per rendere la loro musica più accessibile. 
Through Low Light And Trees” è la poesia dell’autunno, un periodo ricco di solitudine e mestizia, che difficilmente si ama ricordare, mentre le atmosfere intime di “Dragon” e “Storm Song” rifugiano dalle luci e dal clamore del folk-revival per un tenue e delicato racconto di quotidianità riletta con simbolismi medievali e figure ancestrali.
Toni più seducenti caratterizzano “Morning Blues”, ballata folk con suggestive soluzioni vocali, e “Blue Skies Fall”, che palesa soluzioni più ricche e robuste ma sempre suggestive e sognanti.

Alcune fragilità e la prevedibilità di alcune soluzioni sonore attenuano la forza dirompente di un esordio comunque luminoso e importante, che dimostra come le Smoke Fairies siano in possesso di una forza evocativa e poetica destinata a dare frutti notevoli.
Nel frattempo, con “Through Low Light And Trees” archiviamo uno degli album più ricchi di promesse e speranze dell’annata, un gustoso lavoro dai toni autunnali, incantevole e suggestivo e a tratti amabilmente ingenuo.

Gianfranco Marmoro (www.ondarock.it)

dicembre 9, 2010 at 5:42 PM Lascia un commento


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