Archive for novembre 5, 2010

Fish Tank di Andrea Arnold ( dvd )

Mia è una quindicenne disadattata. Espulsa dalla scuola, derisa dalle amiche a cui non risparmia sarcasmo e reazioni violente, a casa deve vedersela con una madre ancora giovane e sensuale e con una sorellina con la quale è in costante conflitto. La madre conduce una vita piuttosto libera fino a quando intreccia una relazione con Condor. Il quale sembra essere il primo in grado di cogliere le potenzialità di Mia innescando però un’ulteriore rivalità tra madre e figlia.
Andrea Arnold aveva attirato l’attenzione della critica internazionale con il suo primo lungometraggio Red Road presentato a Cannes nel 2006 e vincitore del Premio della Giuria. È tornata sulla Croisette con un’opera seconda in cui rivela la sincerità della propria attenzione verso l’adolescenza ma perde in originalità rispetto alla prova precedente. Non parleremo di situazioni alla Ken Loach perché potremmo essere influenzati dalla presenza di Kierston Wareing che proprio con Loach ha debuttato in In questo mondo libero.
Il tema però delle dinamiche sociali all’interno della periferia urbana (siamo nell’Essex), quello del rapporto madre/figlia che finiscono con ill contendersi lo stesso uomo e le stesse modalità con cui viene descritto il disagio esistenziale della ragazza sono già stati visti al cinema in più di un’occasione. La stessa scelta di vedere nell’hip hop l’unico vero mezzo di comunicazione e di conferma di sé di Mia o la facile simbologia del vecchio cavallo da liberare, con la relativa attrazione nei confronti di chi ha una vita nomade si configurano come elementi ad elevato rischio di retorica.
Fortunatamente la Arnold non cade nelle trappole che essa stessa ha costruito in fase di sceneggiatura grazie anche all’apporto di una giovane attrice carica di tensione.

Giancarlo Zappoli (mymovies.it)

novembre 5, 2010 at 7:02 PM Lascia un commento

Deerhunter – Halcyon Digest ( cd – lp )

Non ho mai visto nella scrittura di Bradford Cox il lampo del genio. Qualche buon amico ha tentato, a più riprese, di mostrarmi la strada, ma con scarsi risultati. Certo, i dischi dei Deerhunter contengono, qua e là, momenti interessanti ma, alla fine, ritengo che la sua cosa migliore Cox l’abbia registrata a nome Atlas Sound e porta il nome di “logos”. Invece, “Cryptograms” e soprattutto “Microcastle/Micro Era Cont.” (il primo, con la sua anima bifronte, il secondo con i suoi numerosi svarioni) continuano a darmi l’impressione di dischi incompiuti, soprattutto oggi che “Halcyon Digest” riesce, con la sua diade di linearità e sincerità, a imporsi come l’opera migliore della band di Atlanta, pur se non esente da qualche amnesia (dai, Brad, prima o poi riuscirai a sorprendermi senza riserve!).

Il lavoro sul suono è, se possibile, ancora più accurato, come dimostra lo slow-core in tinta shoegaze di “Earthquake” (ritmica secca e incisiva, chitarre diamantine e trasfigurate in svolazzi paradisiaci, oniriche stratificazioni elettroniche, voce effettata). E se, ahimè!, l’ispirazione è soggetta a un paio di cali di tensione purtroppo decisivi ai fini della riuscita dell’opera (veramente indigesti quelli della anemica ballata di “Sailing”, accettabili ma comunque fastidiosi quelli della sonnolenta “Basement Scene”), i redivivi Byrds di “Memory Boy”, la scorza wave e la grande coda psichedelica di “Desire Lines” (scritta e cantata dal chitarrista Lockett Pundt e memore di “Nothing Ever Happened”, oltre che introdotta da una progressione di accordi che richiama la “Rebellion (Lies)” degli Arcade fire), l’acquatico deliquio dreamy di “Helicopter” e l’ode-ninnananna a Jay Reatard di “He Would Have Laughed” (con simil-clavicembalo in tensione dissonante sullo sfondo e finale commovente: “Where did my friends go?”) sono tra i momenti migliori del catalogo Deerhunter.

Altrove, spunta anche un sax rigoglioso (la ballabile “Coronado”), il garage-rock agita fantasmi psych-pop (“Don’t Cry”) e filigrane folk in upbeat solleticano rimembranze R.E.M. (“Revival”).
Poi, andate di repeat (senza limiti) e, se continua a piacervi, interrogatevi sul mistero della felicità. Così, anche per scherzo.

Francesco Nunziata (www.ondarock.it)

novembre 5, 2010 at 6:53 PM Lascia un commento


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