Archive for settembre 15, 2010

Accordi e disaccordi di Woody Allen

Peripezie sentimentali, professionali e alcoliche di Emmet Ray, immaginario chitarrista jazz bianco degli anni ’30 che si considera il n. 2 del mondo dopo lo tzigano franco-belga Jean-Baptiste (Django) Reinhardt (1910-53), da lui venerato e invidiato. Ha talento e una tecnica eccezionale, ma gli manca qualcosa per essere grande: la cognizione del dolore. Quando l’avrà trovata, dopo fallimenti, sconfitte e rimorsi, inciderà i suoi dischi migliori e svanirà nel nulla. Il titolo inglese è traducibile come: dolce e basso (disonesto, indegno), in linea con l’ambivalenza del personaggio, interpretato da un Sean Penn perfetto, attendibile nel suo approccio alla chitarra. 30° film di Woody Allen – e il 10° senza Allen attore che pur vi compare tra altri sedicenti esperti e biografi di Emmet – è una commedia dolcissima, di malinconica delicatezza, grazie anche alla sommessa figurina della muta Hattie, una S. Norton che qua e là gelsomineggia con discrezione. Luci e colori del cinese Zhao Fei (Lanterne rosse), scene dell’abituale S. Loquasto, raffinata colonna musicale con brani celebri di Reinhardt (e altri perfettamente imitati da Howard Allen) e Duke Ellington. Successo tiepido: non fa ridere; la concisa grazia del suo ritegno è stata scambiata per freddezza.

Da “Il Morandini”

settembre 15, 2010 at 6:00 pm Lascia un commento


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