Dieci inverni di Valerio Mieli ( dvd )

settembre 9, 2010 at 12:31 pm Lascia un commento

Primo inverno. 1999. Camilla lascia il paese d’origine e si trasferisce a Venezia per frequentare l’università. Sul vaporetto incontra Silvestro: il sorriso chiaro, le idee molto meno. Un po’ per fato e un po’ per intenzione, il ragazzo perde l’ultima corsa della sera e passa la notte insieme a lei. È l’inizio di un amore che chiederà dieci anni per riconoscersi come tale. In mezzo scorrono l’amicizia, la paura, il dubbio, le impennate di orgoglio, l’incredulità.
Per Valerio Mieli, Dieci Inverni è il film del diploma, un rito e un momento di passaggio, un po’ come quello dei suoi personaggi, che nel corso del film traghettano (è il caso di dirlo) dalla maturità della convenzione – i diciotto anni – a quella dell’esperienza. È proprio nella vicinanza del regista ai suoi attori, nell’affetto che nutre per loro e che scalda queste inquadrature di ambientazione rigorosamente invernale, che sta il cuore del film, la sua accattivante tenerezza. Gli fa da corpo, attorno, una buona scrittura, in grado di riempire di sostanza i dieci quadri del racconto, di modo che non appaiano mai pretestuosi bensì vari come è varia la vita, senza cercare la stravaganza a tutti i costi, e brillanti nei dialoghi, ispirati allo stesso criterio di naturalezza.
Un esordio maturo, che bilancia la frammentazione strutturale della narrazione con un lucido sguardo d’insieme, per cui nell’immagine iniziale di una ragazza che porta una lunga lampada e di un ragazzo con in mano una buffa pianta c’è già un’idea di condivisione inevitabile, di nido da costruire, pezzo per pezzo, coi tempi che la sorte vorrà.
Gli interpreti, Michele Riondino e Isabella Ragonese, corrispondono nel migliore dei modi ai personaggi sulla carta: più libero e contraddittorio lui, che si nasconde a lungo persino a se stesso, come a contenere un poco della formazione di Riondino, fatta di seminari sul mimo e sulla maschera, e più impegnata ed esigente con se stessa lei, che ha studiato con i nomi del teatro europeo, Emma Dante e Enrique Vargas, e che il film sottopone all’inverno più rigido, quello della lontana Russia e non solo.
Un film nel quale le ingenuità non sono sinonimi di superficialità e non è la volontà di stupire che muove le cose (l’idea ricorda, tra gli altri, Un amore di Tavarelli, pur su altri toni), ma stupisce piacevolmente la cura posta al racconto, nelle accezioni di buona fattura e di affettuosa dedizione.

Marianna Cappi (www.mymovies.it)

Annunci

Entry filed under: News Film, Recensioni Film.

Antony & The Johnsons – Thank you for your love ( ep – 12″ ) Perfume genius – Learning ( cd – lp )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Iscriviti al gruppo Alphaville su Facebook
Vista il sito dell'Associazione CINEROAD
Videosettimanale telematico di attualità e cultura
il suono degli strumenti
settembre: 2010
L M M G V S D
« Ago   Ott »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Blog Stats

  • 134,546 hits

Commenti recenti


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: