Brendan Perry – Ark ( cd )

giugno 19, 2010 at 10:11 am Lascia un commento

 

 Di certo non avevamo sentito molto parlare di lui negli ultimi anni. Lo avevamo lasciato nel 2005 con la gradita reunion con Lisa Gerrard per un tour in Europa e America. Poi nel 2009 la partecipazione al riuscito Ovations dei Piano Magic, dove prestava la sua voce a due brani. E ora, quasi inaspettatamente, questo Ark, che esce in sordina per la Cooking Vinyl dopo aver debuttato sui banchetti del suo tour europeo. Gli anni sembrano non passare per Brendan Perry: è in grande forma (artistica prima che strettamente tecnica) e questo disco rappresenta un graditissimo ritorno sulle scene. Non che sia una svolta sconvolgente rispetto al tipico Dead Can Dance sound, sia chiaro, ma Ark riesce nell’intento di non essere soltanto un’operazione nostalgica per il passato che fu grazie a delle buone idee in fase di composizione e a qualche interessante spunto che dona varietà al tutto. E se a questo si aggiunge una voce che nonostante i 51 anni sembra essere ancora quella di 20 anni fa, si può facilmente concludere che questo sia un lavoro per cui i fan faranno con ogni probabilità salti di gioia. L’album è interamente scritto, suonato e prodotto dallo stesso Brendan Perry, mediante l’utilizzo di soli sample e sintetizzatori; ed è proprio questa la novità più consistente. Linee melodiche e scrittura dei brani sono quanto di più classico ci si possa aspettare dall’autore, aggiornate a un suono più moderno grazie all’elettronica. Sono proprio queste le caratteristiche di “Babylon” e “Crescent”, che non a caso erano state scritte per la reunion dei Dead Can Dance nel 2005. “The Devil and the Deep Blue Sea”, con il suo incedere trip hop, e “Wintersun” con la sua emotività sono senza dubbio tra le più riuscite del lotto. L’elettronica, d’altra parte, era il mezzo ideale per esprimere gli intenti di Perry, a giudicare dalle sue dichiarazioni di presentazione del disco: “volevo creare un soundscape che riflettesse un mondo sempre più dipendente dalle macchine, le quali svolgono sempre più compiti al posto nostro”. Ark sarà quindi gioia per le orecchie dei fan, non lo si può negare, ma è anche interessante nel contesto delle uscite attuali, alle migliori delle quali non ha nulla da invidiare.

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