Angus & Julia Stone – Down the way ( cd – lp – 2lp )

giugno 7, 2010 at 4:14 pm Lascia un commento

Dalla ridente scampagnata dell’esordio “A Book Like This” alla spiaggia autunnale di “Down The Way” il passo è forse più breve di quanto si possa pensare. Per la coppia australiana, fratello e sorella, rappresentava forse la mossa più ovvia per dimostrare che avevano in serbo qualcosa in più dei motivi à-la Fleetwood Mac del disco d’esordio: è normale che con la maturità (o nella sua ricerca) arrivi una prova più imbronciata e rimuginante. Non per forza rinunciando al fresco romanticismo del primo disco, quanto esprimendo una tavolozza di sensazioni più ampia; il che si riflette anche nell’ampiezza della strumentazione utilizzata, che ammicca in più di un’occasione anche alla trama orchestrale.

Archi a profusione, arpeggi di chitarra e tocchi di piano incorniciano l’alternarsi tra le esili vocalità dei fratelli Stone: sofferte e intense ballate (dalle atmosfere spesso simili a quelle dell’ultimo Doveman, ad esempio in “For You“) per amori difficili (“Hold On“, “Big Jet Plane“). Spesso affacciato su “Down The Way” è il bavero alzato di Neil Young (fra l’altro citato esplicitamente in “Santa Monica’s Dream“), dalla slide e il refrain acustico di “Yellow Brick Road” all’armonica di “Hush” (vera e propria citazione), passando per il sommesso country di “On The Road“.
Tutti ai propri posti insomma, gli arrangiamenti curati, intarsi di chitarra che appaiono puliti a contrappuntare le confessioni degli Stone, cavalcate orchestrali ariose e trascinanti (“Walk It Off“)… Cosa manca, allora, per rendere “Down The Way” un disco da ricordare? Oltre a canzoni veramente degne di nota (sebbene mai sbrigative o fuori posto), è proprio il senso di scarso coinvolgimento dell’ascoltatore in un quadro troppo ingessato e perfetto per essere vero.

I testi d’amor perduto, buoni per tutte le stagioni e allo stesso tempo (questo è il problema) per nessuna, paiono confermare questa impressione: “I’m singing songs about the future/ Wondering where you are/ I could call you on the telephone/ But do I really want to know?/ You’re making love now to the lady down the road/ No I don’t, I don’t want to know” intona Julia in “Santa Monica’s Dream“, ed è uno dei pezzi dallo sviluppo narrativo più personale.
Down The Way” ci consegna insomma una coppia dal romanticismo facile seppur elegante, in grado di rivaleggiare coi vicini Swell Season, ma con più di qualche difficoltà nel proporre temi melodici di presa o racconti con qualche pretesa cantautorale. Il vestito orchestrale non è in grado, in questo caso ma come spesso succede, di coprire queste mancanze, che emergono prepotentemente già dalla opening track.

Lorenzo Righetto (www.ondarock.it)

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