10 cose di noi di Brad Silberling ( dvd )

marzo 13, 2010 at 10:55 am Lascia un commento

Sono tre anni che il telefono di una nota star hollywoodiana non squilla, tre anni che attende invano di tornare sotto i riflettori. L’occasione arriva con un film indipendente a basso budget ambientato in un supermercato. L’artista in disarmo, indeciso se accettare o meno la parte, fa un sopralluogo per osservare da vicino i comportamenti del personale e degli acquirenti. Colpito dal carattere determinato di Scarlet, una cassiera latina che occupa e “presidia” la “cassa amica” (massimo dieci pezzi), l’attore è deciso a farne una “protagonista”. Trucco, costume, portamento e recitazione sono alcune delle cose che Scarlet imparerà per superare un colloquio di lavoro e la paura di non essere all’altezza della vita.
Il lavoro è uno dei nodi decisivi della nostra società, un “male necessario” per vivere o emergere socialmente. Per questa ragione quando si affronta l’argomento dei “mestieri” ci si lascia spesso prendere la mano da una certa retorica e un certo moralismo. La piccolissima (soltanto ottantadue minuti) ma preziosa commedia di Brad Silberling supera questi limiti e tenta un’interpretazione approfondita del mondo del lavoro e delle sue relative implicazioni umane e sociali. Girato nei supermercati, negli autolavaggi o nei drugstore di Carson, sobborgo multietnico di Los Angeles, 10 cose di noi (il titolo originale si riferisce alla cassa dei supermercati che “batte” fino a dieci pezzi) incontra e confronta un attore che ha trovato fama e successo e una cassiera sull’orlo di una crisi di nervi, che alla sopravvivenza ha sacrificato esigenze e aspirazioni personali.
Archiviati i suoi angeli caduti (La città degli angeli), Silberling questa volta mette in scena direttamente il cinema, registrando gli effetti che la società dell’illusione, incarnata dal divo “a riposo” di Morgan Freeman, determina irrompendo quasi per caso nella vita reale. Una vita ordinaria quella di Scarlet, che come la finzione l’attore vuole organizzare con un inizio, uno svolgimento e una conclusione. Ma allo stesso tempo l’esuberante cassiera, i commessi, gli uomini dell’autolavaggio, gli impiegati e ogni altro lavoratore “drammatizzato” rappresentano l’intelaiatura di sostegno della parte: i segni fisici, i gesti, gli atteggiamenti e le espressioni con cui l’attore-Freeman costruisce su di sé l’immagine del personaggio, nascondendo agli occhi dello spettatore tutto quello che è estraneo alla figura da rappresentare.
Eppure quell’immagine fantastica che Morgan Freeman si è costruito nella mente per 10 cose di noi rivela magnificamente la fisionomia naturale e le abitudini che l’attore ha trascinato tutta la vita fuori dalla scena. Un grande interprete che non si guarda dentro alla ricerca di presunte emozioni ma si rivolge all’esterno, tenendo gli occhi ben aperti sul mondo.

Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)

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