Album Leaf – A chorus of storytellers ( cd – 2lp )

febbraio 20, 2010 at 12:37 pm Lascia un commento

Non è tempo di (auto)celebrazioni in casa The Album Leaf, nonostante il principale progetto artistico di Jimmy LaValle abbia da poco superato il decennio di attività. LaValle non si guarda indietro ma dentro, ampliando in maniera notevole il novero dei collaboratori, fino a fare di questo “A Chorus Of Storytellers” il prodotto di una vera e propria band, seppur guidata dalla sua creatività di compositore più che di solingo esecutore di composizioni indie-troniche da cameretta, come ai tempi ormai lontani del casalingo debutto “An Orchestrated Rise To Fall“.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti per LaValle, sia sotto il profilo artistico che personale: il primo è rimasto fortemente marchiato dall’esperienza islandese riassunta dal mirabile “In a safe place“, mentre il secondo lo ha condotto a una matura realizzazione, coincisa col matrimonio, che ha nel contempo implicato la messa in discussione del suo stesso approccio alla musica.

A Chorus Of Storytellers” segna infatti il superamento di un periodo di vero e proprio “blocco dello scrittore”, seguito all’ultimo “Into the blue again“, distante ormai quattro anni.
Nel corso di questo prolungato silenzio, LaValle è pervenuto a un’autentica rideclinazione dei pur solidi capisaldi di The Album Leaf, in una direzione mai così ariosa e plurale.
L’album reca infatti intatta la firma stilistica di LaValle, costituita da dilatazioni sognanti, pulsazioni elettroniche e ricchi arrangiamenti, riempiendo tuttavia di senso questo nuovo episodio del suo percorso artistico attraverso una dimensione corale mai così pronunciata. Supportato da collaboratori quali il bassista Luis Hermosillo – suo vecchio compagno nei Tristeza – il polistrumentista Matthew Resovich e il batterista Timothy Reece, nonché da una sezione d’archi e di fiati provenienti dall’Islanda, LaValle stabilisce qui un pregevole equilibrio tra la parte elettronica e quella più “organica” della sua musica.

Accanto alla maggiore articolazione strumentale, “A Chorus Of Storytellers” denota l’accresciuta attenzione di LaValle per le componenti di scrittura, adesso tradotte in quattro canzoni dai contorni ben definiti, nonché l’accentuata presenza ritmica, che in particolare nella prima metà dell’album, insiste con una miriade di battiti, crepitii e field recordings su fondali elettronici che avvolgono in abbracci orchestrali e continui rilanci armonici. Riecheggiano, in pezzi come “Blank Pages” e “Within Dreams“, i sentori nordici di “In A Safe Place“, ma anziché limitarsi a replicare formule già ampiamente investigate, restano piuttosto a far da elementi portanti intorno ai quali LaValle modella le increspature giocose e solari di “Stand Still” e il liquido onirismo melodico delle indovinate canzoni “There Is A Wind” e “Falling From The Sun”.

Superato il giro di boa del disco, si rimescolano le carte in tavola: il battito elettronico si ritrae, lasciando il proscenio a speculazioni sonore che nel volgere di pochi brani spaziano dalle sinuose derive ambientali e orchestrali delle deliziose “Summer Fog” e “Until The Last” (sigurrossiane nell’attitudine, più ancora che nel suono) agli accenni di una percussività intricata e marziale, tuttavia ben presto smussata dai toni arrotondati di “We Are” e dalla dolce melodia di “Almost There“, forse il brano che meglio testimonia, per definizione melodica e del testo, la nuova, serafica dimensione artistica di Jimmy LaValle.

Nell’evolversi della sua ponderata tracklist, “A Chorus Of Storytellers” segna la compiuta transizione delle composizioni di The Album Leaf dal monologo alla rappresentazione corale, a un discorso che si sviluppa in armonia, senza per questo rinunciare a tratteggiare paesaggi ora più che mai limpidi e sognanti, testimonianza di un raggiunto equilibrio e di una consapevolezza umana e artistica che, come di consueto per LaValle, non è certo sinonimo di appiattimento espressivo.

Raffaello Russo (www.ondarock.it)

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