Porcupine Tree – The Incident ( cd – 2lp )

novembre 21, 2009 at 6:17 pm Lascia un commento

Cosa potremmo mai aspettarci dal successore di “Fear of a Blank Planet“? Disco che probabilmente contiene qualche buona idea e magari è anche piacevole all’ascolto, ma da menti della musica come Steven Wilson direi che bisogna pretendere molto di più. E’ il caso di “The Incident“, che fa sembrare il suo predecessore un tentativo parecchio abbozzato, probabilmente anche per pressione dal nuovo contratto con la RoadRunner Records.

 Il disco si suddivide in due CD, di cui il primo è occupato totalmente dalla title-track, The Incident, una lunga suite di ben 55 minuti composta in quattordici capitoli, anche se la divisioni tra i capitoli è abbastanza netta, non continua come ci si potrebbe aspettare. Il secondo disco può essere considerato una sorta di EP affiancato al disco principale, (che non vuole assolutamente essere una definizione dispregiativa, anzi) probabilmente per fungere da complemento, dato che fare un disco con un’unica suite probabilmente sarebbe stato semplicemente “troppo”.

 Se siete stati in Inghilterra, di certo non avrete difficoltà ad affiancare varietà paesaggistiche alla musica di questo disco. Certamente non è una novità, ma penso che questa realtà sia molto più accentuata nel disco.

 Descrivere la suite nei particolari sarebbe un compito fin troppo prolisso e logorroico, mi limito a dire che in questo “viaggio” di quasi un’ora esploriamo da una parte tutti i territori dove il buon Steven Wilson ha già messo piede, che siano melodie acustiche, ambient o i suoi tipici (ed oserei geniali) riff, pesanti o meno. D’altra parte esploriamo anche territori, magari già accennati in opere precedenti, che vengono approfonditi, ed altri che sono tutti da scoprire. Insomma un “ciclo” che agli estimatori delle suite piacerà senz’altro.

 Mentre il primo disco probabilmente aveva il ruolo di “tipica giornata inglese grigia e nuvolosa” il secondo disco invece si addentra in quelle che sono atmosfere più notturne ed ambient, che a volte toccano punte “SilentHill-eggianti”. Flicker, Bonnie The Cat, Black Dahlia e Remember Me Lover rappresentano tutti quella classica vena dei Porcupine Tree, che come disse Steven Wilson in un intervista “the saddest music is also the most beautiful”. La musica triste è anche quella più bella

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