The Reader di Stephen Daldry ( dvd )

settembre 2, 2009 at 11:19 am Lascia un commento

La difficoltà di misurarsi con un passato dal peso insostenibile e la trasmissione della responsabilità morale da una generazione all’altra: sono questi i temi alla base della vicenda raccontata nel film “The reader”, adattamento cinematografico del romanzo “A voce alta”, dell’autore tedesco Bernhard Schlink. Diretto da Stephen Daldry, il regista di “The hours”, e sceneggiato dal drammaturgo David Hare, “The reader” rievoca gli orrori dell’Olocausto tramite lo sguardo attonito e partecipe di Michael Berg, un ragazzo tedesco che, seppure indirettamente, si trova a fare i conti con il periodo più tragico nella storia della Germania. A differenza della maggior parte delle pellicole sull’Olocausto, però, il film di Daldry assume una prospettiva decisamente inusuale: quella del rapporto, allo stesso tempo erotico ed affettivo, che unisce il protagonista alla misteriosa Hanna Schmitz, una donna che nasconde un inquietante segreto.

La narrazione, sospesa fra passato e presente, ripercorre diversi momenti nella vita di Michael Berg, interpretato da ragazzo da David Kross e in età adulta da Ralph Fiennes. La prima parte del film, che si svolge verso la fine degli Anni ’50, è incentrata sulla relazione fra Michael ed Hanna Schmitz (Kate Winslet), una donna più matura che con disarmante disponibilità si offre di soddisfare i desideri sessuali del giovane. Ma questa “iniziazione” si rivela ben presto un percorso a doppio senso: se Michael, alla soglia dei sedici anni, vive i suoi primi turbamenti erotici fra le braccia di Hanna, quest’ultima proprio grazie a Michael ha modo di accostarsi alle grandi opere della letteratura (Omero, Cechov, Lawrence). La passione dei corpi si fonde così con l’anelito alla cultura, che dalla pagina scritta si manifesta attraverso la voce (quella del “lettore” del titolo), suggellando un legame di straordinaria intimità.

La sezione centrale della pellicola è ambientata invece nel 1966, quando Michael, che ora è uno studente di legge, assiste ad un processo contro un gruppo di ex guardie carcerarie dei campi di concentramento, accusate di aver provocato la morte di trecento donne ebree. È in questa occasione che si verifica la dolorosa presa di coscienza del protagonista, il cui animo è ora scisso fra i suoi sentimenti verso Hanna e la repulsione per le atrocità consumate durante lo sterminio degli ebrei. Il personaggio di Hanna risulta dunque emblematico della condizione – culturale oltre che morale – della Germania durante il nazismo: il suo inconfessato analfabetismo (che, a livello metaforico, può anche essere letto come un “analfabetismo etico”) è indice del comportamento debole e sottomesso di un popolo che, con il suo silenzio e la sua passiva obbedienza, si è reso complice dei crimini del Terzo Reich. E Michael, pur appartenendo ad un’altra generazione (quella che non ha vissuto in prima persona il dramma del nazismo), è costretto comunque a confrontarsi con questo senso di colpa collettivo; soltanto nei suoi occhi carichi di sgomento è possibile intravedere il futuro di una nuova Germania.

Nel trattare questioni tanto delicate e complesse, il film evita di adottare soluzioni troppo facili o consolatorie: l’umanità di Hanna, che lo spettatore impara a considerare come una persona prima che come una criminale, non diventa mai un elemento di giustificazione per le sue colpe. E nell’epilogo, la storia ci mostra come non esista alcuna forma di redenzione per ciò che è avvenuto: il passato non si può modificare né dimenticare, si può solo prenderne atto e continuare a vivere. Con “The reader”, Stephen Daldry firma una pellicola dura ed emozionante, che può contare su un’accurata ricostruzione d’epoca (impreziosita dalla fotografia di Chris Menges e Roger Deakins) e su un eccezionale gruppo di attori, tutti bravissimi (incluso il diciottenne David Kross). Kate Winslet, per la sua toccante interpretazione nella parte di Hanna, ha ricevuto il premio Oscar come miglior attrice ed il Golden Globe. Lena Olin compare nel doppio ruolo di Rose Mather, una donna sopravvissuta ai campi di sterminio, e di sua figlia Ilana. Dedicato alla memoria di Anthony Minghella e Sydney Pollack, co-produttori del film.

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