Pete Molinari – A virtual landslide ( cd )

luglio 14, 2009 at 12:07 pm Lascia un commento

E’ molto difficile esprimere a parole la musica, dunque ci si rifugia in generi predefiniti (rock, pop…) oppure in somiglianze più o meno spericolate (“Pensate a un incrocio tra i Talking Heads e Cristina D’Avena!”). Nel caso di Pete Molinari e del suo album A Virtual Landslide (uscito un annetto fa), invece, questo giochino delle somiglianze funziona a meraviglia perché il suddetto ci punta moltissimo, a partire dalla copertina che si rifà a quelle degli anni ’60, come grafica, font e vestiti indossati dall’artista. La prima volta che lo si ascolta si rimane stupefatti: sembra di stare a sentire canzoni dei fifties e sixties, cantate da Bob Dylan, da Roy Orbison o da meteorici esponenti del rock primitivo inteso alla Elvis Presley. Il Dylan degli esordi è particolarmente saccheggiato dal Molinari, anche nei testi. Se Dylan scrive una canzone intitolata Angelina, Molinari ribatte con Dear Angelina, mentre la dylaniata Absolutely Sweet Marie è smaccatamente citata in Absolutely Sweet Louise (nel titolo ha prudentemente omesso l’avverbio, cantato però nel testo). Ma è nella seconda metà del disco che a Molinari riesce il colpaccio non di assomigliare ma di cantare esattamente nello stesso modo e usando le stesse melodie di John Bramwell, leader degli I Am Kloot, gruppo britannico di culto. Naturalmente, Pete è un solitario e ha il blues (Oh so lonesome for you, God damn lonesome blues e Hallalujah blues sono lì a testimoniarlo), forse perché ha realizzato che la sua voce in semi-falsetto assomiglia da matti a Neil Young. La cosa davvero ridicola di tutto questo? Il disco è bello. Passato il momento di “caccia al plagio” inevitabile, le canzoni di Molinari iniziano ad entrare in circolo e si fanno ascoltare molto volentieri, anche se non avete sessant’anni. Naturalmente, per il prossimo album il compito da svolgere in studio di registrazione è di realizzare un album più personale, dopo avere maggiormente sublimato tutti i suoi riferimenti. E chi se ne importa se copia a destra e sinistra, in fondo lo faceva e lo fa tuttora lo stesso Dylan… Ehi, ha copiato pure questo!

 

Voto: 7

 

crisgras

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