Xtc as The Dukes of Stratosphear – Psonic Psunspot ( cd )

giugno 22, 2009 at 4:50 pm 3 commenti

Quando Partridge e soci decisero di cambiare il nome alla loro formazione da The Helium Kids in Xtc per un attimo considerarono anche il nome di Dukes Of Stratosphear, sigla poi riesumata quando John Leckie, licenziato dalla produzione di Mary Margaret O’Hara (pare per motivi religiosi?), viene interpellato da Andy, che lo invita a passare due settimane insieme per registrare un progetto collaterale degli Xtc.
L’imprevisto successo del mix di citazioni e ritornelli anni 60 del mini-album “25 O’clock” ammalia il pubblico americano, che apprende incredulo l’identità dei quattro musicisti, ovvero tre membri degli Xtc con il fratello di Dave Gregory (Ian G.) alla batteria.

Psonic Psunspot” giunge due anni dopo “25 O’ Clock” con un budget più cospicuo e un effetto-sorpresa inferiore.
Considerato meno riuscito e interessante, il secondo progetto dei Dukes Of Stratosphear è in verità più organico e definito. Andy decide di realizzare un disco che renda omaggio ai gruppi che l’hanno influenzato, tale scelta permette alle canzoni di mantenere una fisionomia precisa che nel piacevole gioco delle similitudini incuriosisce e affascina.

Per chi conosce gli Xtc, è lampante che “Psonic Psunspot” contenga alcune delle melodie più memorabili del gruppo, il gioco dei cloni genera alcune perle che mantengono il loro fascino dopo ventidue anni.
Pop psichedelico inglese e americano citati senza vergogna, dai Pink Floyd in “Have You Seen Jackie?” (“Sydney” nella prima stesura), agli Electric Prunes in “Little Lighthouse”, brano quest’ultimo  scartato dalle session di “Skylarking” e scritto per la figlia Holly Partridge.
Eccellente l’omaggio ai Byrds in “You’re My Drug” che cita “So You Wanna Be A Rock’n’roll Star” e “Eight Miles High”, costruendo una delle linee melodiche più riuscite dell’album, brioso e accattivante il singolo “Vanishing Girl”, che omaggia gli Hollies e fa breccia nelle radio americane.

Prevedibile l’influenza dei Beatles per la veste grafica e anche sonora dell’album, si va dalle citazioni di Paul McCartney nella divertente “Brainiac’s Daughter” per finire con onorare John Lennon con una delle migliori performance di sempre “Collaidoscope”, che alla poetica di John aggiunge l’ironia dei Move.
Il singolo “You’re A Good Man Albert Brown” è una banale marcetta da pub inglese, presenza obbligata in tutti i gruppi pop inglesi post-Mod (Kinks…) e il cui testo non rinuncia alla goliardia citando Snoopy e il barone rosso.
Shiny Cage” e “The Affiliated”, senza infamia né lode, ripercorrono le cifre stilistiche dell’album plagiando se stessi, ovvero sembrano gli Xtc  che omaggiano gli Xtc, ma comunque preludono a quello che è il gran finale.
Dice Colin Moulding che “Pale And Precious” è una delle migliori canzoni degli Xtc, sacrificata per un album minore, ma la riuscita miniaturizzazione di “Pet sounds” dei Beach Boys è un piccolo capolavoro di artigianato musicale che non poteva avere collocazione migliore.

Resta da verificare la necessità della ristampa dei due capitoli dei Dukes. Per quanto riguarda la veste grafica, la forma di mini-libro è accattivante, con un libretto di oltre venti pagine ricco di foto inedite, inoltre le bonus track sono interessanti (soprattutto la prima versione di “Vanishing Girl”) e si aggiungono alla serie infinita di demo che Andy Partridge continua a sfornare per un pubblico leggermente maniacale, ma la versione scarna di “Collaidoscope” e il video di “You’re A Good Man Albert Brown” sono delizie alle quali i fan degli Xtc non possono rinunciare.

Andy Partridge oltre a segnalare una serie di ristampe (anche in vinile) con una serie mostruosa di bonus track, ha anche modificato la denominazione dei due album dei Dukes, che ora riportano nel titolo la dicitura Xtc As Dukes Of Stratosphear.

Certamente “Psonic Psunspot” è uno di quei dischi che difficilmente troverete tra i migliori cento album da isola deserta, ma in un’ipotetica classifica degli album più frivoli e divertenti non potrebbe mancare: il tutto risulta ancora gradevole e pregevole dopo ventidue anni, e viene da chiedersi perché spesso chi non ama gli Xtc trovi irresistibili le performance dei Dukes
    

P.S. C’è da sperare che il mai realizzato terzo album dei Dukes possa diventare realtà, il progetto doveva esssere una piccola rock-opera anni 70.

 

Gianfranco Marmoro

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Xtc as The Dukes of Stratosphear – 25 O’clock ( cd ) Valzer con Bashir di Ari Folman ( dvd )

3 commenti Add your own

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    – Co bildpresse Łódź w ową stronę się przebieg zdarzeń?

    – Przed chwilą próbuję się owego dowiedzieć – odparł Dunbar.
    – Zapraszam mi rzec… co dama zapamiętała odnośnie
    tego pacjenta?
    Ona położ.

    Rispondi

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