Ryan Adams & The Cardinals – Cardinology ( cd – 2 lp )

dicembre 9, 2008 at 10:51 am Lascia un commento

Ho resistito a lungo al fascino discreto di Ryan Adams, nonostante avessi già molto apprezzato nel 1997 Stranger’s Almanac dei Whiskeytown (la banda in cui Ryan militava).

Ho ignorato per anni la sua copiosa produzione che ne ha fatto un artista di culto fra i fan del rock born in the USA, fino a che Mauro Zambellini mi ha consigliato il suo Gold del 2001 (ed altri amici diverse altre canzoni sparse che ho provveduto a scaricare da iTunes).
Ryan Adams è un rocker di quarta generazione, un “arrivato dopo” ma non “too late”. Un cantante e cantautore che si ispira al medesimo rock classico che amiamo noi. 
Ryan Adams è un juke-box che mischia sapientemente nei suoi dischi canzoni di Neil Young, di CS&N, di Van Morrison, degli Stones, persino di Prince, come su una di quella cassette che una volta ci registravamo da ascoltare in auto. Solo che le canzoni in questione le ha scritte tutte lui di suo pugno.
Non a caso l’abile piccolo disc jokey che vive nel mio iPod mi restituisce con regolarità e senza preavviso bellissime canzoni americane, e mi è capitato dozzine di volte di doverne leggere il titolo sul display perché proprio non me lo ricordavo. E tutte le volte mi è capitato di stupirmi perché le canzoni non erano di Neil Young, di Steven Stills o di Jagger / Richards come avevo creduto di capire, ma invece del piccolo grande Ryan Adams.
È in questo modo che ho imparato ad amare lui, la sua voce delicata e rassegnata, e le sue bellissime ballate. 
Così quando oggi mi sono trovato davanti la copertina di Cardinology di Ryan Adams & The Cardinals, ho provato un’emozione come se invece del suo nome avessi letto Roger McGuinn & The Byrds (complice forse un logo di copertina che in qualche modo mi ha evocato di McGuinn tanto Thunderbyrd quanto quello con la rosa – non c’era un disco con l’immagine di una rosa? Forse mi confondo con il Macca…)
Anche l’ascolto è ricco di soddisfazioni: ballate evocative e caldi rock & roll, un suono elettroacustico figlio dei primi anni settanta, una sezione ritmica sempre vivace, una tensione che sviluppa un groove nelle esecuzioni che crescono come in un live show… mentre si evocano lontani echi di Byrds, Stills, Crosby, Young, Clark ma anche New York Dolls (gli Stones born in USA) o Green On Red, il timone resta ben saldo nelle mani e nella personalità del rocker di Jacksonville.
Che sia proprio Adams il rocker definitivo degli anni zero? Di sicuro Cardinology è il suo disco che preferisco…
Blue Bottazzi
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