Fabrizio De André – Effedia ( 2cd+dvd )

novembre 17, 2008 at 5:43 pm Lascia un commento

Effedia - sulla mia cattiva strada (dvd+2 cd) L’11 Gennaio 2009 saranno 10 anni che non c’è più, ma Fabrizio De Andrè in realtà non se n’è mai andato, ma anzi col passare del tempo, ha rafforzato la sua forza di “moderno” pensatore, anche, e soprattutto, per le generazioni degli ultimi anni.
Un uomo semplice, un artista semplice, che ha saputo toccare le corde più variegate, dal sociale più impegnato, ai sentimenti più nascosti, alla polemica mai velata.
Grazie a Dori Ghezzi, compagna di una vita, e all’amica – giornalista Teresa Marchesi, prende vita un documentario biografico (il primo in assoluto), di rara bellezza e intensa emozione.
Effedia evoca il De Andrè pensiero attraverso ricordi, condivisioni, interviste, immagini amatoriali, inediti, che ce lo fanno ammirare in tutta la sua potenza.
In una sorta di viaggio a tappe è lo stesso cantautore a raccontarsi: la giovinezza prima, gli studi in Giurisprudenza poi (interrotti), l’incontro illuminante con la musica di Georges Brassens, la frequentazione con i Tenco, Paoli e Bindi, gli inizi di leggenda “grazie” a Mina, il triste sequestro in Sardegna nel 1979 (al quale dedicherà Hotel Supramonte), il tributo dei più grandi nella sua Genova, poco dopo la sua scomparsa.
Ci sono i tanti amici, che di lui ne descrivono l’animo nobile, la libertà di comunicazione, i silenzi inequivocabili: Fernando Pivano, Gabriele Salvatores (regista di un suo videoclip), Sergio Castellitto (che ne La Carne di Ferreri ne decanta le note).
Ed ancora Enza Sampò, Fiorello, gli omaggi di Franco Battiato, Mia Martini, Roberto Murolo, Zucchero, Vasco Rossi, tutti concordi nel proclamarne il mito.
Ma è la poesia della musica a condurci per mano in questo percorso della memoria: Le passanti, Amore che vai, La canzone di Marinella, La Guerra di Piero, Bocca di Rosa, Via del Campo, Crêuza de mä, Don Raffaele, ci parlano di vita, di amori, sono testamenti vivi di un passato che fu, ma che per questo non sa farsi dimenticare.
La sua voce di ieri, che è anche quella di oggi, è uno strumento necessario, non solo per farci comprendere quell’assoluta coerenza tra arte e vita, insegnamento più che mai prezioso, ma anche per mostrarci quanto disarmante e geniale sia stato il suo essere precursore, arrivando a parlare a tutti, senza distinzione di classe.
Perché di veri artisti, di veri “antidivi” come lui, ce ne sono stati ben pochi.

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