Archive for ottobre 29, 2008

Jolie Holland – The Living and the Dead ( cd – lp )

The Living and The Dead

Deliziosa Jolie Holland, torna in azione con un nuovo album colpevolmente snobbato da parecchie riviste di settore. La Holland è stata scoperta nel 2003 da Tom Waits che ha praticamente obbligato la sua casa discografica Anti a pubblicarle il primo CD, nella stessa versione demo che lei distribuiva in giro. Catalpa, a tutt’oggi la sua opera più bella, dimostrava che era nata una nuova stella del genere “Americana”. Con i successivi Escondida e Springtime can Kill You, la Holland mischia le carte dando vita a canzoni personalissime intinte nel jazz e nel blues (è stata definita “An Appalachian Billie Holiday”), suonate in maniera raccolta e raffinata. The Living and the Dead vede la co-fondatrice delle Be Good Tanyas prendere una direzione più grintosa del solito, insieme a musicisti come M.Ward (oggi richiestissimo), Marc Ribot e al produttore Shahzad Ismaily, già collaboratore di Bonnie “Prince” Billy. Il disco viaggia su buonissimi livelli e sforna almeno una gemma di assoluto valore, Fox in its Hole, anche una dichiarazione di intenti dell’autrice. Disco consigliato caldamente, così come il resto del catalogo della Holland, specialmente l’esordio Catalpa, per andare al sangue e alle ossa della musica “Americana”. 

Canzoni consigliate: Fox in its Hole; The Future 

7,5/10 

crisgras

ottobre 29, 2008 at 12:27 PM Lascia un commento

Lou Reed – Berlin, Live at St.Anne’s Warehouse ( cd – 2lp )

Live at St. Ann's Warehouse

Gennaio 1972. Lou Reed a Parigi, sul palco del Club Bataclan assieme ai compagni di Velvet Underground & Nico, cioè la cantante e attrice Nico (appunto) e l’inglese John Cale. Lou Reed è alla vigilia dei suoi giorni più belli: in quello stesso anno registrerà il disco “glam” con David Bowie e Mick Ronson (Transformer) che gli regalerà un successo di pubblico che non perderà mai più. Nel 1974 sarà in tournée con Rock n Roll Animal, e nello stesso decennio registrerà altri dischi perfetti come Berlin, Coney Island Baby e Street Hassle, e avrà la soddisfazione di vedere riconosciuto da pubblico e critica il ruolo seminale della sua vecchia band, i Velvet Underground. In futuro gli rimarranno un paio di ottime cartucce: New York e Songs For Drella, quest’ultimo di nuovo con John Cale.
A Bataclan Lou Reed canta la prima versione, molto bella, della canzone Berlin (come finirà sul suo primo disco), con Nico che lo osserva dal palco. Nel 1973 quella canzone costituirà l’ispirazione di una intera “storia” in rock, sull’amore malato e maledetto di due junkies, Jim e Carolyne. Un’opera non banale ma anche molto godibile che nonostante la perplessità della casa discografica è diventata uno dei lavori preferiti dai fans del poeta newyorkese. 
Nel 2006, dopo più di trent’anni, Berlin è tornato per trasformarsi in una tournée che, preso l’avvio alla St.Ann’s Warehouse a NYC (dove è stato registrato disco e film dell’evento. Perché non a Berlino?) ha poi girato il mondo, compreso il nostro paese.
Berlin è sempre stato uno dei miei dischi preferiti e riviverlo dal vivo non può farmi altro che piacere. Gli arrangiamenti dello show sono aderenti a quelli originali, ed il risultato è molto simile a quello che ci si può immaginare: una musica che si giova della maggiore profondità dell’evento live, un po’ più muscolosa nella prima parte grazie alla mai abbastanza apprezzata chitarra di Steve Hunter, un po’ meno agghiacciante nella seconda, dove inevitabilmente le canzoni “dolorose” di The Kids, The Bed e Sad Song perdono un po’ di quella stranita immobilità del disco originale. La voce in questi trent’anni è diventata più profonda, più recitata, meno cantata ed espressiva. 
Berlin Live è bella esperienza ed una bella riscoperta, addirittura per più di una generazione forse una nuova scoperta (Berlin non ha mai goduto di un remaster all’altezza) anche se la mancanza dei testi stampati di queste canzoni nel cofanetto è un difetto non da poco. In quanti li andranno a cercare in rete?
L’operazione ricalca in qualche modo quella dei Cowboy Junkies (che dei Velvet sicuramente sono figliastri) con la Trinity Session reinventata dal vivo in Trinity Revisited.
Al termine di Berlin resta lo spazio per un epilogo, con Candy Says, un trascurabile episodio dei Velvet cantato da Antony (un marziano che a Lou piace così tanto e a me così poco) e Rock Minuet, un insopportabile canzone di Ecstasy che nei fatti sembra ricordarci di quanto minori siano gli ultimi sforzi del musicista — probabilmente al contrario delle sue intenzioni nella sua scelta. Da ultima una versione (forse troppo) rilassata di Sweet Jane che in cinque minuti rischia di essere il pezzo migliore del concerto.
Adesso però Berlin è ora di riascoltarlo in originale.
Blue Bottazzi

ottobre 29, 2008 at 12:24 PM 1 commento

Jenny Lewis – Acid Tongue ( cd – 2lp+cd )

Seconda uscita da solista per Jenny Lewis, leader della banda indie Rilo Kiley, dopo il particolarissimo Rabbit Fur Coat del 2006. La Lewis lascia gli arrangiamenti scheletrici e volutamente zoppicanti al precedente album per circondarsi da una agguerrita band che porta le sue composizioni su ibride strade pop, rock, country e blues senza nessuno sforzo. Un paio di esempi: Carpetbaggers è una canzone rock (cantata insieme a Elvis Costello) di quelle che da anni non riescono più a Springsteen; Next Messiah esplode da tutte le parti per più di 8 minuti, unione di 3 canzoni dallo stile differente per dare vita a una piccola operetta. Tutto ben suonato e decisamente piacevole, ma che non mantiene quell’originalità e personalità che caratterizzava la prima fatica della Lewis. Anzi, con Acid Tongue la cantautrice del Nevada si avvicina di più al sound dei Rilo Kiley, oggi probabilmente disciolti. Tra gli ospiti, oltre a Costello, da notare Zooey Deschanel, M. Ward e Chris Robinson.

 

Canzoni consigliate: The Next Messiah; Godspeed 

7/10 

crisgras

ottobre 29, 2008 at 12:07 PM Lascia un commento


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