Bob Dylan – Tell Tale Signs ( cd – 2cd – 3cd – 4lp )

ottobre 6, 2008 at 5:03 pm Lascia un commento

Il Geniale Pasticcione ha preparato un’altra antologia delle sue, non cronologica, non lineare, con allegra confusione tra live, studio e cameretta. Questa volta però almeno ha delimitato il campo, raccogliendo solo pezzi degli ultimi vent’anni; alla faccia di chi ritiene che la vena si sia esaurita dalle parti di Blood On The Tracks (pochi, a dire il vero), si comincia con Oh Mercy e si arriva a Modern times, attraversando i controversi affascinanti anni della maturità e della vecchiaia. Due dischi per i comuni acquirenti, tre nella tiratura limitata per eletti; con molte scoperte preziose che neanche i bootleggers conoscevano (negli ultimi vent’anni Bobby D ha imparato a blindare gli archivi un po’ meglio) e la conferma che il nostro uomo si esprime meglio in solitudine o poca compagnia, senza troppi addobbi. Si comincia con una meraviglia, Mississippi, una outtake di Time Out Of Mind proposta in tre lezioni. Il brano vedrà la luce nel 2001 su Love and theft, in una versione suggestiva ma così lontana dalla carne straziata e dal disagio dell’originale. Succede spesso, in DylanLandia. Le canzoni nascono, crescono, si sviluppano, non è facile coglierle in perfetto stato di grazia, nella migliore esposizione, e Dylan oltretutto è noto per essere un pessimo giudice di sé. Anche una volta che hanno debuttato in società, subiscono continue limature o lifting radicali, e più per estro inquieto che per smania di perfezionismo. Tell Tale Signs è pieno di abbozzi o riletture del genere, una manna per gli studiosi e i fans più attenti: una eccentrica Born In Time provata ai tempi di Oh Mercy ma pubblicata solo su Under The Red Sky, una Ain’t Talkin’ troppo in carne per valere quella già nota, una Most Of The Time cui ancora manca l’aura luminosa che la renderà irresistibile e Everything Is Broken in una esecuzione pelle/ossa da far male,”basic R&B mix”. Varie registrazioni live ci danno un’idea, ma giusto un’idea, del gusto dylaniano che si evolve e muta i lineamenti delle creature già note: Cold Iron Bounds è una fenice che continua a morire e risorgere, Ring Them Bells una dolcezza anche se mugugnata scontrosamente e High Water fa impressione per quanto è forte e indocile, più fuoco che acqua, pur con quel testo e nello scenario suggestivo delle cascate del Niagara.

Non sono un grande fan degli ultimi album, quindi prendo come un regalo il fatto che l’antologia sia sbilanciata dalle parti di Oh Mercy e Time Out Of Mind, dischi che invece adoro; il meglio di Tell Tale Signs viene da lì, dal lavoro di cesello con Daniel Lanois, e peccato che i due soci non abbiano capito subito la grandezza di brani come Series Of Dreams e Dignity (ma le conoscevamo già) e poi Red River Shore, Dreamin’ Of You, God Knows. Da non dimenticare una 32-20 del periodo World Gone Wrong, omaggio a un Robert Johnson sempre citato e mai eseguito. Il cuore di Dylan batte sempre lì, at the crossroads, in quegli avventurati anni depressi e anche prima. Non lo ha mai nascosto, e una volta lo ha raccontato bene a un giornalista di Der Spiegel che gli chiedeva quali fossero le sue influenze. “Canzoni base degli anni 20 e 30, più qualcosina dei 50. Poche cose circoscritte: folk americano, blues, un po’ di rockabilly”.

Riccardo Bertoncelli

Annunci

Entry filed under: News Musica, Recensioni Musica.

Il Petroliere di Paul Thomas Anderson ( dvd ) In Bruges di Martin McDonagh ( dvd )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Iscriviti al gruppo Alphaville su Facebook
Vista il sito dell'Associazione CINEROAD
Videosettimanale telematico di attualità e cultura
il suono degli strumenti
ottobre: 2008
L M M G V S D
« Set   Nov »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Blog Stats

  • 137,394 hits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: