Lambchop – Mr. M ( cd – lp )

febbraio 17, 2012 at 6:25 pm Lascia un commento

Ci sono cose in natura che, seppur statiche e prevedibili, conservano il fascino della prima volta. L’aurora boreale, il sinuoso movimento di un gatto, un millenario baobab sono eventi che provocano sempre stupore, come un nuovo album dei Lambchop.
Non c’è elemento che indichi movimento o brio superficiale nelle tracce di “Mr. M”; l’undicesimo capitolo di inediti della loro discografia è un altro monolito della loro eterna sinfonia di mellow-country.
Restia al fascino immediato (fatta eccezione per l’esordio), la musica dei Lambchop penetra con calma tra le viscere mentali dell’ascoltatore, come già avvenne per il sublime “Nixon”.
Ma “Mr. M” contiene anche delle fascinazioni istantanee, frutto di una progettualità che permea nelle tessiture malinconiche e ispirate di Kurt Wagner.

Il ritorno discografico dei Lambchop convince e lascia il segno, grazie ai fattori stimolanti che lo hanno generato. Kurt Wagner deve aver infatti sognato di realizzare un album con Frank Sinatra, e come moderno Jobim ha sposato la sua saudade con il fascino del celebre crooner, con abili arrangiamenti che sorreggono senza enfasi le undici tracce (quindici nella versione limited in vinile). Dedicato anche alla prematura scomparsa dell’amico Vic Chesnutt, “Mr. M” sposta definitivamente l’asse sonoro verso arrangiamenti orchestrali che accantonano le chitarre e le tentazioni ritmiche.

Indolente quanto basta, il progetto svela subito le sue potenzialità nelle minimali note introduttive di “If Not I’ll Just Die”, per poi esplodere nelle complesse trame di “Gone Tomorrow”, che spinge verso la psichedelica tutto il patrimonio creativo di Kurt e soci, con intense partiture strumentali che rappresentano la vera novità del disco.
L’ipnotico incedere di “Mr. Met” rielabora uno stile consueto con suggestivi incursioni di viola e violini, che frantumano con grazia il fraseggio walking di acoustic bass e batteria. Abile racouteur di sentimenti, Kurt Wagner cede per la prima volta alla parola love, inserendola nel titolo di un brano “Never My Love”, dove la poesia dell’autore si distende su placide note di treated-guitar e sui cori di Cortney Tidwell, che conferma l’amicizia tra i due musicisti dopo i contatti avvenuti con il progetto Kort. “Mr. M”, è ancora una volta un album corale, le creazioni del produttore Mark Nerves, il ritorno del vecchio compagno di avventure Jonathan Marx, aggiungono calore e profondità a un suono familiare ma sempre avvincente.

La più ampia costruzione orchestrale, la presenza di alcuni episodi rimarchevoli sono motivo di entusiasmo per i numerosi fan del gruppo e vincono le resistenze di chi ha trovato le ultime avventure della band poco avvincenti. “Mr. M” apre le porte al romanticismo e alla contemplazione con un gusto quasi mitteleuropeo, che cita i Bathers in “Buttons” e “Gar” e ospita l’amore per la pittura che stava allontanando Kurt Wagner dalla musica. Averlo ritrovato è una bella notizia e non solo per i suoi fan.

Gianfranco Marmoro (www.ondarock.it)

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